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SEMPRE PIU’ DONNE SCELGONO TERAPIE ALTERNATIVE E NON LA CHEMIO.
STUDIO SU PAZIENTI CON TUMORI AL SENO.
[1]
(di Patrizia Marini)



Sempre più donne con un tumore al seno decidono di affidarsi a terapie alternative e complementari invece della chemioterapia. Integratori alimentari, terapie corpo-mente come yoga, agopuntura e meditazione sono le più frequenti. Una tendenza aumentata progressivamente negli ultimi 20 anni, come ha verificato uno studio della Columbia university pubblicato sulla rivista Jama Oncology. 
In particolare si è visto che l'87% delle pazienti ricorre alle terapie alternative: in media ogni donna ne usa almeno due, mentre circa il 40% tre o più.

Lo studio ha preso in esame tra il 2006 e 2010 un gruppo di 685 donne, con un'età media di 59 anni e tumore ai primi stadi, e cinque terapie complementari (integratori a base di vitamine e minerali, erbe e altri prodotti naturali, terapie corpo mente fatte da sole e con l'aiuto di un professionista). 
La chemioterapia era prescritta e indicata al 45% delle pazienti. Di queste, l'89% l'ha iniziata, mentre l'11% no. Nel restante gruppo per cui la chemioterapia era discrezionale, l'ha iniziata il 36%. 
''Anche se la maggior parte delle donne per cui era clinicamente indicata la chemio la ha iniziata, l'11% non lo ha fatto - commenta Heather Greenlee, coordinatrice dello studio - Gli oncologi dovrebbero considerare l'uso di terapie alternative come un potenziale indicatore di pazienti a rischio di non indicare la chemioterapia''.

La chemioterapia usata da decenni per combattere il cancro in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende “immune” il tumore a ulteriori trattamenti. [2]
La scoperta, “del tutto inattesa”, è stata pubblicata sulla rivista Nature ed è frutto di uno studio statunitense sulle cellule del cancro alla prostata tesa ad accertare come mai queste ultime siano così difficili da eliminare nel corpo umano mentre sono estremamente facili da uccidere in laboratorio. 
Sono stati analizzatigli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata.
Sono state scoperte “evidenti danni nel Dna” nelle cellule sane intorno all’area colpita dal cancro. 
Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali.

La scoperta che “l’aumento della WNT16B … interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali…era del tutto inattesa”, ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle nello stato di Washington.” 
La novità conferma tra l’altro un elemento noto da tempi tra gli oncologi: i tumori rispondono bene alle prime chemio salvo poi ricrescere rapidamente e sviluppando una resistenza maggiore ad ulteriori trattamenti chemioterapici. Un dato dimostrato dalla percentuale di riproduzione delle cellule tumorali tra i vari trattamenti.

“I nostri risultati indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita ‘cinetica’ del cancro”, si legge nello studio che, hanno spiegato i ricercatori, ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie. Ma la scoperta potrebbe aprire la strada allo sviluppo di un trattamento che non produca questo dannoso effetto collaterale della chemioterapia: “Per esempio un anticorpo alla WNT16B, assunto durante alla chemio, potrebbe migliorane la risposa uccidendo più cellule tumorali. In alternativa si potrebbero ridurre le dosi della chemio”.

FONTI:

[1] ANSA (Fonte Federfarma)
Roma 13/05/2016 
https://www.federfarma.it/Edicola/Ansa-Salute-News/VisualizzaNews.aspx?type=Ansa&key=23189

[2] di RQuotidiano (Il Fatto Quotidiano)
6 agosto 2012
Cancro, Nature: “Chemioterapia può rendere immune il tumore alle terapie”

ALTRE FONTI:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3572004/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11905673
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