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La Divulgazione scientifica in fatto di salute: utile o fuorviante?
(di The Cancer Magazine)
 
Al giorno d'oggi siamo tutti inevitabilmente esposti ai mass media e abbiamo oggi più che mai l’opportunità di essere informati sulla salute da giornali e televisione. Sembra però vi siano forti evidenze che i media possono distorcere la percezione che abbiamo della malattia.

Secondo un lavoro (1) di Laboli e collaboratori esistono forti dubbi sull'utilità dell'informazione riguardo la salute veicolata dai mass media. Negli USA, nel 1998, ad esempio, il 14% degli spettatori di una puntata di “ER, medici in prima linea” ha contattato il proprio medico riguardo un argomento trattato nella puntata (2) e nel 2007, circa mezzo milione di persone hanno visitato un sito che reclamizzava una pillola per il trattamento di una malattia inventata (3). Nel suo studio, pubblicato su PloS One, il dr Laboli cerca di fornire gli strumenti per rispondere ad una domanda di fondo: i media promuovono o sabotano la salute? La divulgazione in fatto di salute è utile o fuorviante?
Lo studio evidenzia come gli articoli di divulgazione scientifica sulla salute offrano informazioni inadeguate o incomplete: enfatizzano i benefici mentre sottostimano rischi e costi, spesso non rilevano conflitti di interesse economici e, in molti casi, non sono obiettivi circa i risultati degli studi divulgati.
Soprattutto viene riscontrato che quando un articolo si occupa di un nuovo approccio medico (trattamento, procedura, test o prodotto), il rischio che contenga affermazioni non obiettive è 9 volte maggiore rispetto ad un articolo che tratta altri aspetti di divulgazione scientifica biomedica. 
Alla luce dei dati rilevati i giornalisti sembrano essere i veicoli più efficaci per “vendere” nuovi approcci medici.

Esiste su Internet un sito (http://www.havidol.com) davvero eccellente dal punto di vista grafico ed esauriente sotto il profilo dei contenuti, dedicato a un nuovo farmaco, Havidol, e alla nuova malattia sociale per la quale è, al momento attuale, l'unico rimedio conosciuto: il DSACDAD, Dysphoric Social Attention Cosumption Deficit Anxiety Disorder, cioè qualcosa come “Disordine da ansia disforica dovuta a insufficiente consumo di attenzione sociale”.
Non c'è da sorprendersi: di nuove malattie ne vengono inventate di continuo, con la complicità di istituzioni pubbliche che dovrebbero vigilare sulla salute dei cittadini (ad esempio la FDA-Food and Drug Administration, l'agenzia americana preposta al controllo dei farmaci). Si potrebbe pensare che queste malattie vengano inventate così da poter creare nuovi farmaci per curarle. In verità accade, quasi quasi, il contrario: prima vengono creati farmaci inutili, poi fantomatiche malattie che servono per venderli. Il DSACDAD, da questo punto di vista, non si differenzia da altre sindromi di recente invenzione come, tanto per fare un paio di esempi, quelle da “deficit attentivo” o quelle correlabili ad alcune situazioni da “stanchezza cronica”. Al pari di queste, infatti, non esiste. La differenza sta in questo: che a inventare il DSACDAD non è stata una casa farmaceutica con la complicità della FDA, bensì l'associazione americana dei consumatori con la collaborazione dell'artista australiano Justine Cooper. Ne consegue una seconda radicale differenza: non esiste nemmeno il farmaco, l'Havidol, che in inglese suona come “Have it all”, espressione dai significati molteplici e non sempre traducibili (il verbo to have ha, tra le altre accezioni, anche quella di “fregare”, “turlupinare”).

E non esiste nemmeno la portentosa molecola che costituisce il principio attivo capace di curare questo - diffusissimo - “disordine motivazionale”: l'avafynetyme (che si legge proprio come have a fine time, cioè “divertiti, spassatela”).

Lo scopo di questa grandiosa beffa (nella quale da principio sono caduti anche molti giornali) è quello di mettere in guardia i cittadini dallo strapotere e dal cinismo delle case farmaceutiche, che ormai da anni seguono una precisa strategia: bollare come malattie, da curare con farmaci “appropriati”, i più lievi e comuni disagi psicologici o sociali.

Proponiamo ai lettori di visitare il sito in questione, davvero geniale dal punto di vista inventivo. Contiene la bellezza di 23 pagine di ricchissime informazioni farmacologiche e cliniche, con dotte citazioni di studi scientifici che hanno dimostrato l'efficacia dell'inesistente Havidol.

Viene anche offerta al visitatore del sito la preziosa possibilità di sottoporsi a un test, che consente di autodiagnosticarsi la temibile sindrome DSACDAD rispondendo a una quindicina di semplici domande.

Provare per credere.

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FONTI BIBLIOGRAFICHE:

(1) The Unbearable Lightness of Health Science Reporting: A Week Examining Italian Print Media
Luca Iaboli , Luana Caselli , Angelina Filice, Gianpaolo Russi, Eleonora Belletti 
PLOS - Published: March 24, 2010
https://bit.ly/31ugS6a

(2) Kaiser Family Foundation (2002) Survey snapshot: the impact of TV’s health content: a case study of ER viewers. 
https://bit.ly/2Krxiq6

(3) Coombes R (2007) Having the last laugh at big pharma. BMJ 334: 396-397
https://bit.ly/2ZSleUn

(4) DSACDAD: se non soffrite di questa terribile malattia, informatevi subito su come evitarla 
di Redazione Eurosalus 
23 Aprile 2007
https://bit.ly/2GZvKBU
 
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