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  • STAFILOCOCCO AUREO METICILLINO‐RESISTENTE (MRSA)
    (a cura del dott. Gilberto Ruffini)

    MRSA

    Cosa è l’ infezione MRSA ?
    E’ una infezione causata dallo Staphylococcus aureus che è un microbo molto comune nel mondo, presente su tutta la superficie cutanea del corpo e soprattutto presente nelle cavità nasali del 29% delle persone sane. In alcune condizioni specifiche, lo Stafilococco può causare infezioni quali polmonite, polmonite nosocomiale (ovvero contratta in ospedale) e infezioni cutanee Questo microbo è il secondo agente eziologico per frequenza in Europa. Negli ultimi 50 anni, a causa di un uso libero, spregiudicato e non attento degli antibiotici, alcuni ceppi di Stafilococco hanno sviluppato resistenza a diverse classi di antibiotici comunemente in uso, incluse alcune penicilline, rendendone più difficile il trattamento.
    Le infezioni causate dallo Staphylococcus aureus meticillino‐resistente abbreviata in acronimo inglese MRSA, significante “Methichillin‐Resistant Staphylococcus Aureus” sono oggetto di grande preoccupazione anche in considerazione del fatto che le infezioni acquisite negli ospedali si stanno ora facendo strada anche fuori. Il prezzo da pagare rappresentato dalla morbilità e dalla mortalità delle infezioni da MRSA è la conseguenza di un trattamento antibiotico inappropriato e pesa gravemente sulle risorse economiche per la sanità. Resistenza dell’MRSA In alcuni Paesi europei le infezioni diventano sempre più difficili da trattare, per l’aumento degli organismi resistenti agli antibiotici beta-lattamici Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC, European Centre for Disease Control and Prevention), diverse combinazioni di antibiotico e patogeno, ad esempio la resistenza al fluorochinolone ed MRSA, presentano variazioni tra le regioni settentrionali e meridionali del continente europeo. In genere, si riferiscono quote inferiori di resistenza nei Paesi europei del nord e maggiori quote di resistenza nei Paesi del sud, verosimilmente riflettendo i differenti protocolli di controllo delle infezioni, la presenza o assenza di legislazione riguardante la prescrizione di antibiotici e altri fattori che notoriamente influenzano lo sviluppo di resistenze. Gli MRSA si suddividono in due ceppi: acquisiti in ospedale (HA-MRSA, hospital-acquired) o in comunità (CA-MRSA, community-acquired). Secondo le stime, attualmente il 2% della popolazione ospita un ceppo di stafilococchi resistenti agli antibiotici beta-lattamici. Le infezioni da Stafilococco che si sviluppano negli ospedali sono causate per lo più da MRSA. Sebbene una serie di misure aggressive abbia abbattuto l'incidenza dei casi di HA-MRSA, le infezioni da CA-MRSA sono in aumento.

    HA-MRSA
    L'infezione da HA-MRSA è associata all'esposizione ai cateteri endovenosi, alle procedure chirurgiche come l' impianto di protesi articolari e al contatto con i dispositivi utilizzati in ospedale. Tra tutti gli infetti la mortalità associata a setticemia da S. aureus è del 20-40%.

    CA-MRSA
    L' infezione da CA-MRSA è associata al contatto fisico, alle scarse norme igieniche e all'esposizione a oggetti contaminati. Circa una persona sana su quattro è colonizzata dagli stafilococchi, che sono presenti nella pelle e nelle vie nasali, senza provocare malattie. In passato la maggior parte di questi microbi era sensibile agli antibiotici beta-lattamici, come la penicillina, la meticillina e l' ampicillina, ma alcuni ceppi di microbi ora non più. Secondo le stime, attualmente il 2% della popolazione ospita un ceppo di stafilococchi resistenti agli antibiotici beta-lattamici. Le infezioni da Stafilococco che si sviluppano negli ospedali sono causate per lo più da MRSA. Sebbene una serie di misure aggressive abbia abbattuto l'incidenza dei casi di HA-MRSA, le infezioni da CA-MRSA sono in aumento.

    Rischi:
    HA-MRSA (ospedaliera) - ricovero ospedaliero (in corso o durante l' anno precedente) - dialisi - sistema immunitario indebolito - ricovero in una casa di cura CA-MRSA (comunità) - carcerazione - rapporti omosessuali (gli omosessuali corrono un rischio maggiore di contrarre le infezioni da MRSA) - condivisione di attrezzature asciugamani o rasoi durante l' attività sportiva - praticare sport di contatto - residenza in caserme - frequenza di asili nido - contatto con superfici contaminate da MRSA.

    MRSA infezione

    I sintomi delle infezioni da CA-MRSA:
    Di solito i ceppi CA-MRSA provocano infezioni della pelle, soprattutto nelle zone che presentano tagli, graffi o abrasioni, ma anche nelle aree ricoperte da peli, come i glutei, le ascelle, la parte posteriore del collo e la barba. Le zone infette sono arrossate, gonfie (piene di liquido purulento) e dolenti al tatto. I sintomi delle infezioni da HA-MRSA Queste infezioni possono causare gravi problemi, come polmonite, infezioni delle vie urinarie, sepsi e infezioni ossee. I sintomi comprendono: malessere generale eruzione cutanea mal di testa dolori muscolari brividi febbre affaticamento tosse respiro affannoso dolori al torace Prevenire le infezioni da CA-MRSA I medici della Mayo Clinic suggeriscono di adottare le seguenti misure.
    1) Lavarsi regolarmente le mani: È la difesa principale contro la diffusione degli MRSA. Strofinare le mani per almeno 15 secondi prima di asciugarle. Usare un asciugamano diverso per chiudere il rubinetto. Se mancano acqua e sapone, usare un disinfettante per le mani che contenga almeno il 60% di alcol.
    2) Coprire sempre le ferite. Osservando questa precauzione si evita che il pus o altri liquidi contenenti MRSA contaminino le superfici o infettino altre persone.
    3) Non condividere gli oggetti personali. Tali oggetti comprendono asciugamani, lenzuola, rasoi, indumenti e attrezzature sportive.
    4) Fare sempre la doccia dopo l'attività Fare sempre la doccia dopo l'attività sportiva. Non scambiarsi gli asciugamani.
    5) Disinfettare la biancheria. In caso di tagli e contusioni, lavare lenzuola e asciugamani in acqua calda, con molta candeggina o Ipoclorito e asciugare ad alte temperature. Lavare sempre gli indumenti sportivi dopo l'uso.

    Prevenire le infezioni da HA-MRSA:
    Gli individui contagiati da MRSA in ospedale sono isolati, pertanto non diffondono l'infezione. Il personale che si occupa dei pazienti deve rispettare regole rigide in termini di igiene delle mani. Sia il personale che i visitatori devono indossare indumenti e guanti di protezione, per evitare il contatto con le superfici contaminate, che, insieme alla biancheria, devono essere adeguatamente disinfettate. La maggior parte delle infezioni è circoscritta alla pelle il ceppo HA-MRSA tuttavia può causare malattie gravi, in cui i batteri si diffondono nel sangue, nelle ossa e in altri tessuti.

    I risultati della Consensus Conference europea sull’infezione da MRSA
    L’accurato lavaggio delle mani da parte di medici e infermieri, l’implementazione negli ospedali di sistemi di sorveglianza microbiologica locale, nazionale e internazionale, la rapidità della diagnosi e l’avvio di una appropriata terapia antibiotica sono i più importanti presidi per ridurre in maniera significativa (almeno nel 30% dei casi) dell’infezione da MRSA, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, uno dei più temuti agenti patogeni causa di infezioni nosocomiali nel mondo, responsabile ogni anno in Europa di circa 50 000 decessi. In particolare, la diffusione dei programmi educativi all’interno degli ospedali per aumentare la percentuale degli operatori sanitari che attuano correttamente il lavaggio delle mani avrebbe una grande rilevanza nel contrastare le infezioni acquisite dai pazienti nel corso dei ricovero in ospedale. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che circa il 30% delle infezioni nosocomiali viene trasmesso attraverso le mani colonizzate di medici e infermieri e che la corretta applicazione dei protocolli di lavaggio delle mani porta a una significativa riduzione delle infezioni da MRSA all’interno dell’ospedale. È quanto emerge dai documenti finali della Consensus conference promossa dalla Società Europea di Microbiologia Clinica e di Malattie Infettive (ESCMID) sotto la guida del Prof. Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell’Università Cattolica - Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, e del Prof. Javier Garau, Dipartimento di Medicina Interna, Hospital Mútua de Terrassa, dell’Università di Barcellona. Tali documenti sono stati appena pubblicati su “Clinical Microbiology and Infection”, rivista ufficiale dell’ESCMID. Lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina è responsabile, in Europa, di circa 3.000.000 infezioni che possono essere acquisite durante il ricovero ospedaliero correlate a una elevata mortalità (nel 15-30% dei casi di infezioni sistemiche) e a un significativo incremento dei costi di sanità pubblica (stimati in circa 20.000-25.000 euro per paziente con infezione nosocomiale). “I pazienti con infezione da MRSA presentano un rischio di mortalità doppio rispetto ai pazienti contagiati da ceppi sensibili alla meticillina”, spiega il prof. Cauda. Il primo isolamento di MRSA fu segnalato negli ospedali inglesi nel 1961, diffondendosi successivamente in tutto il mondo. In Europa la distribuzione di MRSA è molto disomogenea tra i diversi Paesi. “Recenti dati da un sistema di sorveglianza europeo hanno documentato una percentuale media europea di meticillina-resistenza pari al 25%, con le più alte percentuali registrate in Italia (58%) e in Portogallo (54%) e le più basse in Svizzera ed Olanda (2%)”, prosegue l’infettivologo della Cattolica. “L’età avanzata, la lunghezza dell’ospedalizzazione, la presenza di cateteri venosi e vescicali, l’esposizione a precedente terapia antibiotica e il ricovero in reparti di terapia intensiva - come hanno evidenziato numerosi studi - sono alcuni dei più importanti fattori di rischio per l’acquisizione di MRSA durante il ricovero ospedaliero”, aggiunge la dr.ssa Evelina Tacconelli, ricercatore di Malattie infettive alla Cattolica di Roma e correlatrice dei documenti della consensus. Proprio in relazione alla rilevanza del fenomeno nell’ambito delle infezioni nosocomiali, con un importante riflesso anche nell’ambito dei costi di sanità pubblica, che la Società Europea di Microbiologia Clinica e di Malattie Infettive (ESCMID) ha promosso la consensus conference. Gli infettivologi Cauda e Garau hanno selezionato 15 esperti europei per definire principalmente tre aspetti delle infezioni da MRSA: clinica, diagnosi e terapia. I documenti finali sottolineano l’importanza dei programmi per incrementare l’aderenza ai protocolli per il lavaggio delle mani tra gli operatori sanitari. Gli esperti hanno inoltre definito i criteri per una rapida e corretta terapia antibiotica, fondamentale per ridurre la mortalità delle infezioni da MRSA. Una terapia inappropriata infatti è stata associata a un incremento delle complicanze e della mortalità da MRSA.

    Questo ho voluto chiarire perché è proprio con l’ Ipoclorito che si possono salvare tante vite umane e animali colpite da CA-MRSA, cioè da ferita di comunità o cutanea (possibile anche solo con una escoriazione) e ci si ostina unicamente per ragioni economiche a perseverare usando altro, lasciando il titolo di Farmaci (a prodotti inutili allo scopo per cui sono in vendita e pure giunta costosi), chiamando irresponsabilmente “alternativo” l’ Ipoclorito, quando nel mondo esistono tantissimi e grossi lavori clinici che ne dimostrano il contrario. Se questo non è un continuo schiaffo all’ onestà, alla serietà, alla moralità, in una parola all’ etica …. Difficile accettare gli alti pareri di alcuni colleghi medici preposti o no che pronti a offendere ne fanno sempre spallucce deridendo l’ evidenza, invito tutti gli scettici ad una costruttiva lettura. Non vi è nulla da nascondere e tutto è per tutti sperando che dopo questo lavoro qualcuno di voi gentili lettori collabori a scrivere in Italia o all’ estero, aiutando così non me ma chi ha bisogno di risolvere alcuni problemi senza spendere niente, nel vero spirito del Metodo Ruffini.
    GRAZIE


    Il Link al manuale pratico del Metodo Ruffini
     
  • In questo articolo vi propongo la lettura di una interessante risposta del dott. Gilberto Ruffini circa l'uso del Metodo Ruffini per contrastare l'HPV (Papillomavirus) e per migliorare la prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili.
    Buona lettura.

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  • SOFFRI DI HERPES LABIALE E NON … ?? DI AFTE ALLA BOCCA?? … DI CAPELLI GRASSI?? … DI DERMATITE SEBORROICA?? … DI ACNE?? … DI CANDIDA?? …                 DI BRUCIATURE DI 1 - 2 - 3 GRADO?? … E ANCORA UNA LISTA LUNGA CHE NON FINISCE???!!! … TI HANNO FATTO SPENDERE UN SACCO DI SOLDI PER TUTTO CIO' , E ALLA FINE NON HAI TROVATO IL GIUSTO BENEFICIO?? … UNA SOLUZIONE C’E'! L'IPOCLORITO DI SODIO TRA IL 6% E IL 12%. IO VI GARANTISCO CHE IN MOLTE SITUAZIONI L'HO PROVATO ED E' SEMPLICEMENTE FENOMENALE; ANDATEVI A VEDERE I VIDEO DEL DOTT.RE GILBERTO RUFFINI !!! (Alex Magno)
  • Il sito ufficiale: www.metodoruffini.it
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  • UN VECCHIO IN GAMBA
    Il cloro e le sue applicazioni hanno un paio di secoli, ma coi suoi derivati esso continua a difendere la nostra salute anche contro le insidie più recenti.



    Poco dopo l’attentato alle torri gemelle, gli Stati Uniti si trovarono in un’altra emergenza, quella dell’antrace (più noto in italiano come carbonchio). Per eliminare le spore dell’agente patogeno, il Bacillus anthracis, dalle superfici che si sospettavano contaminate dai terroristi, gli americani usarono soluzioni d’ipoclorito di sodio, analoghe alla candeggina e anche all’Amuchina che si vende in Italia.
    L’E.P.A. (Environmental Protection Agency), che s’occupa della difesa dell’ambiente, suggerì di ricorrere al gas biossido di cloro per bonificare uffici pubblici contaminati.

    Più di recente, un telegiornale italiano importante riferì al pubblico una scoperta sensazionale: era appena stato trovato un rimedio contro la S.A.R.S., ed era estremamente semplice perché anche in quel caso si trattava della vecchia candeggina. Nelle edizioni successive, però, non andò in onda il seguito che in piena psicosi da “polmonite atipica” ci sarebbe stato da aspettarsi: immagini, servizi, interviste a esperti su come, dove e quando sfruttare la candeggina per le sue potentissime proprietà disinfettanti, e magari anche altre informazioni utili.
    Attivissima com’è, essa infatti richiede precauzioni che non sempre vengono adottate scrupolosamente nelle nostre case: per esempio stare attenti a non farsela schizzare negli occhi e non mescolarla col cosiddetto acido muriatico, vecchio nome dell’acido cloridrico, né con altri acidi: ogni anno più d’una massaia italiana finisce all’ospedale per gli effetti molto irritanti del cloro gassoso, che in tal caso si sviluppa. Sulle etichette delle bottiglie di candeggina c’è sempre un avvertimento del genere (“A contatto con acidi libera gas tossico”): ma le massaie non lo leggono, a parte il fatto che non hanno idea di cosa vuol dire acido: pensano, come molti, che sia sinonimo di corrosivo, e quindi non sanno con quale genere di prodotti devono evitar d’unirla nel secchio delle pulizie. In fondo una tale lacuna è uno dei tanti esempi di fallimento della scuola italiana nelle materie scientifiche, i quali vanno di pari passo con quelli altrettanto gravi nella preparazione umanistica.
    Per decenni s’è preteso d’insegnare troppo nella quantità e nella varietà, senza sapersi concentrare su ciò che è davvero importante. L’attuale ministra dell’istruzione ha detto che si devono insegnare poche cose, ma insegnarle bene; ci piacerebbe che questo principio ottimo e saggio venisse attuato nella sua riforma.

    Perché quella coda televisiva sulla prevenzione della S.A.R.S. non ci fu?
    La redazione si sarà forse accorta che era cascata in un equivoco, e in realtà la scoperta non era affatto tale? La candeggina, insieme con altri prodotti a base d’ipoclorito di sodio, è da tempo ritenuta indispensabile (un cucchiaio diluito in un litro d’acqua) per la disinfezione di ambienti e oggetti contaminati dal micidiale virus. Un’occhiata ai siti Internet delle autorità sanitarie di Hong Kong, di Pechino o del Canada, cioè dei paesi più colpiti dall’epidemia, basta a dimostrarlo.
    Nulla di sensazionale, insomma; eppure, anche messa in una luce diversa, la storia avrebbe meritato comunque l’attenzione del pubblico.

    Invece su quella classe di disinfettanti calò di nuovo il silenzio.
    Qualunque sia stata la causa di quell’atteggiamento giornalistico, i movimenti ambientalisti saranno stati comunque contenti: il cloro, elemento chimico alla base dell’ipoclorito e d’altre sostanze da essi avversate, lo vorrebbero proprio al bando. Per gli estremisti all’interno delle loro file, esso assume lo stesso ruolo emblematico negativo del grande Satana americano per i fanatici d’Al Qayda.
    Legati dogmaticamente all’utopia del rischio zero, gli ambientalisti più irrazionali si fissano su inconvenienti presunti (o anche dimostrati, ma secondari) d’alcune sostanze, e se n’infischiano se esse hanno un bilancio largamente positivo. Un triste esempio, purtroppo assai poco noto, è fornito dalla vicenda del colera in Perù: fra il 1991 e il 1996, l’epidemia colpì più d’ottocentomila persone, uccidendone oltre seimila.
    Non si trattò di fatalità: la colpa fu dell’insufficiente clorazione degli acquedotti.
    In pessime condizioni per le eterne difficoltà finanziarie, essi invece avrebbero avuto bisogno d’un ricorso abbondante ai disinfettanti clorurati; ma le autorità peruviane diedero retta a Greenpeace, e le cose andarono diversamente.

    La I.A.R.C. (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) inseriva la clorazione dell’acqua da bere fra le pratiche igieniche raccomandabili; ma a quanto pare Greenpeace si sentiva più competente. Prese certi studi dell’ente che negli Stati Uniti sovrintende alla protezione ambientale (la già nominata E.P.A.) e ne forzò la portata. Cosa dicevano quegli studi? Alcuni animali da laboratorio, sottoposti a sostanze derivate dalla clorazione dell’acqua, s’erano ammalati di cancro.
    Nel montare la sua campagna l’organizzazione ambientalista tagliò alcune informazioni tutt’altro che irrilevanti: i tumori maligni erano comparsi in animali sottoposti al trattamento per l’intera loro vita in dosi molto maggiori di quelle presenti di solito. Per dare a ciascuno il suo, la stessa E.P.A. si sarebbe dimostrata accorta, e avrebbe fatto il suo dovere sino in fondo, se nello stesso tempo avesse segnalato i rischi, assai più grossi, a cui può portare il bere un’acqua non clorata.
    La storia dei benefìci che il cloro e suoi derivati hanno recato e tuttora recano all’umanità è molto lunga e non si limita agli aspetti sanitari: i lettori di KOS ne hanno trovato un capitolo (nascita e sviluppi del PVC, che quindi non staremo a ripetere ora) in un articolo dedicato nel 2002 alla plastica. Lo sfruttamento del cloro per le altre applicazioni cominciò nel lontano 1774, quando lo svedese Carl Wilhelm Scheele notò le proprietà sbiancanti di quel gas da lui stesso scoperto; egli fece fare un salto enorme al candeggio dei tessuti, affidato sino allora alla luce solare. Si trattava dunque d'un processo assai lungo e laborioso, soprattutto nell'Europa settentrionale, dove certamente il sole non splende spesso né con forza. In quelle regioni, durante le annate particolarmente brumose e piovose le stoffe dovevano essere stese all'aperto nei rari momenti opportuni, e la sbianca poteva protrarsi, per essere completa, anche da marzo a settembre.
    Nell'ultimo decennio del Settecento il cloro per il candeggio cominciò a essere usato in soluzione, più comoda da maneggiare e meno pericolosa; veniva sciolto in acqua come tale o sotto forma d’ipocloriti. Il chimico savoiardo Claude-Louis Berthollet, che si era laureato in medicina a Torino e si era poi trasferito in Francia, si accorse che quei sali si formano quando il cloro viene assorbito da soluzioni alcaline, o basiche che dir si voglia. Egli lavorava con l’industriale Leonard Alban, in un luogo chiamato Javelle, ora parte della metropoli di Parigi. Fu lo stesso Alban che alla soluzione sbiancante dette il nome di ‘eau de Javelle’ oppure de Javel, ancor oggi assai diffuso in Francia.
    Sinonimo di candeggina è il termine varichina o varechina, imparentato con l'inglese wreck, relitto: viene infatti da varècchi, alghe marine raccolte sulla battigia; bruciate, esse davano ceneri ricche di soda caustica, una delle materie prime per la produzione d'ipoclorito.
    Oggi esso viene preparato, in genere, con cloro e soluzioni di soda caustica raffreddate: infatti la reazione che avviene sviluppa calore, e un riscaldamento va evitato perché porterebbe alla formazione d’un prodotto diverso (il sale detto clorato). È utile impiegare cloro liquefatto, perché questo, evaporando, assorbe un sesto del calore prodotto.
    Il procedere della reazione viene seguito tramite un elettrodo di platino immerso nella miscela e accoppiato a un elettrodo di riferimento. Viene cioè costruita a scopo analitico una pila, la cui forza elettromotrice (differenza di potenziale a circuito aperto) dipende dalle concentrazioni dei prodotti di reazione e della soda residua.
    Le soluzioni d'ipoclorito al 5-6% vengono vendute per uso domestico sotto i nomi di candeggina o varichina. Si dice anche varechina o varecchina, varianti più vicine all’etimologia vista sopra. Soluzioni più concentrate (12-15%) servono alle lavanderie e alla disinfezione dell'acqua delle piscine. Per quest’ultimo e altri scopi s’usa anche una polvere bianca: è il dicloroisocianurato di sodio, composto che libera l’ipoclorito nell’acqua a cui viene aggiunto. Esso ha molecola ciclica, in cui sei atomi formano un esagono. Tre di loro sono d’azoto, e due di questi tre sono legati ad atomi di cloro. Il legame azoto-cloro viene rotto da parte dell’acqua (si parla d’idròlisi), che con le sue molecole, notoriamente di formula “acca-due-o”, attacca un atomo d’idrogeno (H) all’azoto e un gruppo OH al cloro, dando HOCl, che è l’acido ipocloroso. Quest’ultimo è in equilibrio col suo ione negativo, appunto l’ipoclorito, a seconda del pH: se l’ambiente è basico (pH maggiore di 7), prevale lo ione.
    Le proprietà battericide dei sali che contengono quest’ultimo (gl’ipocloriti di sodio, di calcio, ecc.) furono chiarite nel 1881 dal famoso microbiologo tedesco Robert Koch e dal francese Louis Pasteur, ma il suo uso sporadico era cominciato oltre sessant’anni prima per disinfettare e deodorare ospedali e toilettes.
    Molta diffusione ebbe il cosiddetto cloruro di calce, miscela industriale di cloruro e ipoclorito di calcio.
    Il francese Albert Calmette dimostrò che gl’ipocloriti distruggevano il batterio della tubercolosi, resistente invece all’alcool.
    In realtà, più che lo ione ipoclorito, è efficace l'acido ipocloroso, che, come appena detto, si trova con esso in equilibrio. Tale acido penetra attraverso le pareti cellulari dei microrganismi e interferisce con alcuni enzimi importanti. Tuttavia, se prevalesse nei prodotti da usare come disinfettanti, come sarebbe in soluzioni acide (pH minore di 7), essi si conserverebbero poco: infatti abbiamo visto che, se si mescola con un acido la candeggina, si libera cloro.
    Per completezza storica, bisogna dire anche che lo stesso cloro tale e quale fu impiegato come disinfettante già nella prima metà dell’Ottocento: Friedlieb Ferdinand Runge, chimico tedesco, lo sperimentò con successo durante un’epidemia di colera (1831).
    Molto tempo è passato, ma l’ipoclorito rimane fondamentale per la disinfezione, oltre che d’acquedotti e piscine, anche di ferite e ustioni, biberon e tettarelle (chi non ha sentito rammentare il metodo Milton?).
    Il suo potere di contrastare virus e batteri lo fa raccomandare caldamente dalle autorità sanitarie internazionali per contrastare A.I.D.S., epatite, poliomielite e colera.
    Per la disinfezione cutanea e anche dell'acqua da bere una soluzione d’ipoclorito si può preparare a un livello alto di purezza (per esempio, l’Amuchina) partendo dal cloruro di sodio, che viene trasformato per una piccola parte in ipoclorito con un processo d'elettròlisi: ai due elettrodi si formano rispettivamente cloro e soda caustica, e questi reagiscono fra loro per dare ipoclorito di sodio all'interno della stessa cella che li produce. Se invece l'industria vuole preparare proprio il cloro non combinato, bisogna che la cella sia costruita in modo da evitare che i due prodotti si mescolino, e da convogliarli separatamente nei recipienti di raccolta.
    Abbiamo parlato dell’ipoclorito anche per la sua azione sbiancante: la si deve all'ossidazione delle sostanze organiche che danno ai tessuti una tonalità giallognola. Nelle loro molecole esse contengono molti legami doppi alternati a legami semplici, e questo fatto crea livelli di energia abbastanza bassi da essere accessibili agli elettroni eccitati dalla luce solare visibile: nel compiere questo "salto", gli elettroni assorbono l'energia corrispondente a una particolare zona dello spettro, quella verso il blu e il viola. La luce riflessa dal tessuto, dunque, non è bianca, perché priva d’alcune sue componenti: mancando i colori "freddi", che sono stati assorbiti, arrivano ai nostri occhi solo quelli "caldi" (cioè dal rosso al giallo).
    L'ipoclorito, che è un ossidante energico, trasforma in semplici alcuni legami doppi, interrompendo la serie lunga e regolarmente alternata, sicché distrugge il livello energetico basso che permette il "salto" degli elettroni. Perciò le molecole ossidate, non essendo più in grado d'assorbire una parte della luce visibile, la riflettono inalterata, e cioè bianca.


    Bibliografia
    AA. VV., “Chimica”, Le Garzantine, 2a ed., 2002, pag. 442.
    Cotton, F. A., Wilkinson, G., “Advanced Inorganic Chemistry”, 2a ed., Interscience, Nuova York, 1968, pag. 570.
    Fochi, G., KOS, maggio 2002, pag. 48.
    Fochi, G., “Il segreto della chimica”, Longanesi, Milano, 1999, pag. 218.
    Ghersi, E., Ñaupari, H., “Dirty water: cholera in Peru”, in Mooney, L., Bate, R., ed.’s, “Environmental health — Third world problems, first world preoccupations”, Butterworth-Heinemann, Oxford, 1999, pagg. 17 sgg.

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    FONTE
    'Galileo 2001' - Associazione per la libertà e la dignità della Scienza
    Di Gianni Fochi
    http://www.galileo2001.it/old/materiali/documenti/Gianni_Fochi/cloro_fochi.php

  • Vi presento il Metodo Ruffini, il secondo libro, edito da Lamed
     
    A distanza di una settimana dalla nuova edizione di Curarsi con la candeggina?, Gilberto Ruffini e Valerio Droga tornano con una seconda pubblicazione marchiata Lamed, Vi presento il Metodo Ruffini, nella sua nuova versione.

     A un anno esatto dalla prima pubblicazione torna così il libro di presentazione del Metodo, fortemente voluto dal suo fondatore, stavolta col marchio biancorosso di Lamed. Com’è noto è “il” libro sul Metodo Ruffini, un biglietto da visita per chi si approccia per la prima volta al rivoluzionario trattamento dermatologico o comunque per chi vuole saperne di più. Oltre a una selezione di testimonianze scritte e fotografiche, ad arricchire il volume troviamo alcuni preziosi contributi di medici, ricercatori e altri specialisti. Dall’odontoiatra Jacopo Cioni, che spiega gli usi dell’ipoclorito di sodio in odontoiatria, al chimico Gianni Fochi, che ripercorre la storia dei composti del cloro in campo medico; dalla naturopata Patrizia Marini, che ci dice come il Metodo possa abbattere le spese sanitarie e affrontare hpv e batteri killer, al professore Sergio Ferro, che illustra come la molecola incriminata di non essere altro che candeggina sia in realtà prodotta anche dal nostro stesso sistema immunitario contro gli agenti patogeni, argomento poi approfondito anche dal tecnologo alimentare Liborio Livio Quinto.

    “Solo pochi giorni fa avevamo promesso di pubblicare con Lamed nuovi libri dedicati al Metodo – afferma Gilberto Ruffini, il padre del Metodo che ne porta il nome – e abbiamo mantenuto la promessa. Seguiranno altri titoli, titoli nuovi, per conoscere le meraviglie dell’ipoclorito di sodio e trasmettere tutto il nostro entusiasmo ai lettori”. Anche Vi presento il Metodo Ruffini, come Curarsi con la candeggina?, fa parte della collana del Pesce, orientata alla salute e allo star bene in generale, con uno sguardo particolare alla prevenzione, alle terapie che guardano il malato prima che la malattia. Come si legge nelle pagine del libro, “non si è veramente liberi di scegliere se non si sta bene nel corpo: la salute fisica è il primo requisito per la propria realizzazione ed evoluzione personale”.

    Spiega Valerio Droga, fondatore del marchio editoriale, “Lamed, del resto, è una lettera dell’alfabeto ebraico, la dodicesima, e indica proprio elevazione rispecchiando un modo di vedere la letteratura, il lavoro e la vita stessa, il cui senso ultimo non può che essere anche quello di un contributo, seppur minimo, al miglioramento della persona, della società e del mondo in generale”. Dal punto di vista dei contenuti il libro si discosta solo lievemente dalla precedente edizione, ma si è voluta evidenziare la svolta anche dal punto di vista estetico, uniformando lo stile della copertina a quello usato per il manuale del Metodo.

    Già in cantiere altri libri, dunque, e intanto si attende per questo autunno l’edizione internazionale in lingua inglese di Curarsi con la candeggina?, ma per il momento gli autori non aggiungono altro.

    Il libro è consultabile in anteprima ed eventualmente acquistabile sulla piattaforma Lulu, all’indirizzo goo.gl/3uNxN1 con il 30% di sconto, oltre che in altre librerie online. Col codice sconto del 50% sulla spedizione visibile sulla homepage www.lulu.com, si potrà ricevere il libro in 2-4 giorni dalla stampa con spedizione standard allo stesso prezzo della posta ordinaria. Se non fosse presente il codice lo si potrà richiedere su Messenger a @lulupubblica, dalla pagina Facebook “Lulu.com Italia”. 

     

  • WE LOVE BIO Firenze

    FIERA del BIOLOGICO – Km Ø – NATURA – SALUTE – BENESSERE - BELLEZZA 

    DOVE SIAMO
    OBIHALL
    Via Fabrizio De André, 50136 Firenze

    COME RAGGIUNGERCI IN AUTO
    Arrivando da fuori Firenze l'uscita consigliata dell'A1 è Firenze Sud. Dopo il casello si percorre tutto il lungo raccordo verso Firenze. Superato il ponte di Varlungo sull'Arno, al semaforo si gira a sinistra. Dopo 300 metri si trova il Teatro sulla sinistra, di fronte alla sede Rai.
    La zona dispone di ampie zone dove parcheggiare. Ad ogni modo il Teatro è dotato di un proprio parcheggio da 90 posti che diventeranno 200 al momento del suo completamento.

    COME RAGGIUNGERCI IN TRENO e AUTOBUS
    Dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella si prende la linea 14 dell'Ataf direzione Varlungo. Si scenderà alla fermata "Varlungo 01"
    (è la 16ma dalla Stazione).
    Il biglietto della corsa singola costa 1,20 euro.
    Tempo medio da Santa Maria Novella: 20'
    Frequenza media diurna delle corse: 7'
    Per consultare l'orario della linea 14 www.ataf.net
    La zona di via Aretina dove si trova OBIHALL è servita anche dai bus delle Autolinee provinciali Lazzi.

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    Sala Conferenze – Sabato 28 gennaio10.30 - "Apriamoci al confronto col mondo"
    - Dr. Andrea Agostini: Considerazioni antropologiche sull’esperienza di un reparto di ostetricia.
    - Ilenia Luporini e Matilde Cerboni: Note di lingua e letteratura cinese.
    - Hamed Mohd: L’orgoglio del mondo arabo.
    - Dr.ssa Amal Oursana: Parliamo di “Qi”, di “Ying e Yang” della “teoria dei 5 elementi”, delle emozioni e della prevenzione in Medicina Tradizionale Cinese
    Tavola rotonda: le varie medicine tradizionali a confronto

    ore 11.30 Sessione straordinarie soluzioni semplici, salutari ed economiche,
    - Dr. Andrea Battiata: Prodursi il cibo ideale, in autonomia, libertà ed economia: la scelta del futuro.
    Dr. Paolo Ruffini: Il metodo Ruffini, trattamento dermatologico,www.metodoruffini.it
    - Dr. Paolo Rege-Gianas: Il succo della vita
    - Dr. Francesco Ruggeri: Microingegneria organica per il benessere personale e per l’ambiente.
    - Dr. Patrizia Chiti: Idrocolon terapia termale.
    Tavola rotonda: sulle soluzioni prospettate, informazioni e dibattito

    14.00 Sessione Vegan
    - Prof. Luigi Lombardi Vallauri: Filosofia del veganismo e pienezza dell’essere.
    - Vincenzo Canoro: Alimentazione vibrazionale: la scelta che salverà il pianeta
    - Prof. Attilio Evangelisti: I sistemi di produzione di energia e il controllo del metabolismo sono influenzati dal cibo che ingeriamo. In un’ottica di sistema. 
    - Dr. Vasco Merciadri: Fisiologia dell’alimentazione vegana.
    - Carmen Luciano: Veganismo, l’etica oltre la moda.
    - Dr. Fabio Cerboni: Luoghi comuni da sfatare.

    Tavola rotonda sugli aspetti etici, sociali e salutistici del veganismo ore 16.30 Lezione magistrale
    - Prof. Luigi Lombardi Vallauri: Meditazione laica, una necessità del mondo moderno.
    ore 17.30 Sessione giuridico-finanziaria, problematiche attuali più impellenti
    - Dr.ssa Arianna Farinelli: La sicurezza nei luoghi di lavoro: quali responsabilità penali del datore di lavoro? La delega di funzioni nel Testo Unico della Sicurezza e La responsabilità in ambito sanitario di medici e strutture. Natura ed evoluzione.
    - Dr.ssa Rosita Kratter: Le banche centrali e la crisi finanziaria
    - Geom. Andrea Ceccherini: Il signoraggio bancario, la truffa del debito pubblico e della crisi economica Gualtiero Ranfagni: Diritti umani e schiavitù, come e parchè.
    - Dr. Nevino Piacenti: Problematiche frequenti con le agenzie dell’entrate e soluzioni previste.
    - Prof. Paolo Cioni: Strategie di manipolazione di massa. Presentazione del libro “Neuroschiavi”
    - Dr. Fabio Cerboni: Le dipendenze indotte, perché dobbiamo essere “polli d’allevamento”
    Tavola rotonda: considerazioni libere e le soluzioni proposte.

    Sala Conferenze – Domenica 29 gennaio10.30 Lezione magistrale
    - Prof. Ernesto Burgio: Genetica ed epigenetica dei tumori, l’impatto ambientale.
    ore 12.30 Sessione Prendersi cura consapevolmente anche dell’apparato locomotore
    - Dr. Fabio Cerboni: La ginnastica dei piccoli vasi, piccola grande scoperta. Prof. Giuseppe Mattino: Presentazione del libro “Il metodo Mattino”.
    - Dr Gianfranco Pisano: L’osteoporosi, tra miti da sfatare e nuove acquisizioni.

    Tavola rotonda: a disposizione per le curiosità del pubblico ore 13.00 Lezione magistrale
    - Dr.ssa Tiziana Soncini: Integrazione, come quando perché; intanto evitiamo di fare danni.
    ore 14.00 Sessione prendersi cura delle disabilità
    - Prof. Dr. Pietro Pasquetti: Movimento e qualità della vita: analisi e valutazione. Prof. Dr. Giacomo Lucchesi: Medicina rigenerativa.
    - Prof.ssa Annalisa Romani: Nutrizione per i disabili.
    - Dr.ssa Liane Maria Ledwon: Genomica e disabilità.
    - Dr. Bruno Dei: Ambiente abitativo e superamento delle disabilità: una proposta.
    - Dr.ssa Camilla Bing: Progetto PES – percorsi psicoeducativi subacquei.
    - Ilenia Luporini: Un esperienza di volontariato.
    - Paolo Ferrali: Integrazione mirata per i diversamente abili, raccogliere una sfida: una testimonianza Prof.ssa Giovanna Lo Sapio: Presentazione del libro “Psicologia dell’handicap”

    Tavola rotonda: la voce dell’utenza, e discussione interattiva ore 18.00 Lezione magistrale
    - Ing. Sergio Berti e geom. Patrizio Mezzani: Lo studio di geometria sacra applicata alle chiese più importanti di Firenze e note di Geobiologia.
    ore 19.00 Sessione la storia rivista con gli occhi dell’attualità
    - Prof. Alexander di Bartolo: “La dieta per tutte l’età”: uno scritto settecentesco del medico e scienziato Linneo.
    - Dr. Fabio Cerboni: La dieta mediterranea, aspetti storici e salutistici, anche alla luce delle problematiche attuali.
    - Dr. Nicola Lo Conte: La fine dell’impero romano e le intossicazioni attuali.
    Tavola rotonda: come difendersi dalle intossicazioni attuali


    PALCO

    Palco – Sabato 28 gennaio ore 11.00 Alchimia e trasformazione interiore: l' evoluzione di coscienza e il divino che si incarna Centro di Evoluzione Umana Il Soffio Di Psiche di Valentina Cangi
    11.45 Il Coach, una guida a tua disposizione di Daniele Belgrado
    12.30 Dare corpo alla voce, dare voce alle emozioni di Jenny Fumanti e Dr. Claudio Caponi
    13.15 Show Cooking Vibrazionale: la cucina senza fornelli di Vincenzo Canoro
    14. 00 Mandorella, l’alternativa italiana alla soia di Simone Cecchetti
    15.00 Lo Yoga della risata dimostrazione Ass. Namastè di Silvia Barbieri
    15.45 Prontosoccorsoemotivo.com, il nuovo portale del mondo olistico italiano Claudia Ricci, Francesca Scaturin, Serena Dondoli
    16.30 Presentazione del Libro “ Hercolubus o Pianeta Rosso “ di V.M.Rabolù a cura di Luciano Barbati
    17.15 La via sciamanica oggi: essere se stessi e manifestare ciò che si è equivale a guarire di Annunziata Vulcano
    18.00 Thetahealing e Anime Gemelle di Michela Buonaguidi
    18.45 Chakra Yoga dimostrazione Accademia Metafisica Applicata di Tarica Di Maggio
    19.30 Presentazione del libro “Conversazioni con l’inconscio: la via per comunicare con il cervello del cuore” con l’autore Roberto Dondoli

    Palco – Domenica 29 gennaio10.00 Yoga Dance con Fabiana Finizio
    10.45 L'importanza della masticazione di Marcello Panchetti
    11.30 Yoga della Risata dimostrazione ass. Namastè , Silvia Barbieri
    12.15 Lettura dell’anima e floriterapia australiana: sapere dove si è a livello d’anima e incamminarsi verso la giusta direzione per la propria vita
    ass. PRONTOSOCCORSOEMOTIVO Serena Dondoli e Claudia Ricci
    13.00 Show Cooking Vibrazionale: la cucina senza fornelli di Vincenzo Canoro 14.00 Mandorella , l’alternativa italiana alla soia, Simone Cecchetti
    14.45 Alchimia e trasformazione interiore: l' evoluzione di coscienza e il divino che si incarna Centro di Evoluzione Umana Il Soffio Di Psiche di Valentina Cangi
    15.30 Dare corpo alla voce, dare voce alle emozioni a cura di Jenny Fumanti e Dr. Claudio Caponi
    16.15 Infinite sfumature di coppia con Daniele Belgrado
    17.00 Officina Delle Emozioni: come gestire le emozioni in modo rapido e sicuro ass.Prontosoccorsoemotivo ClaudiaRicci
    17.45 Gioco cosmico: dalla salute alla realizzazione del sé. Il Natural Couseling di Barbara Bedini
    18.30 Il suono tra le mani l’accordatura planetaria Tiziano Bellucci e Silvia Pasquini 19.15 Dimostrazione di Astanga Yoga con Marco Biagini, a seguire Respiriamo insieme, condivisione della pratica base del respiro.
    20.00 Chiusura Fiera 

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