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  • AFFARE FATTO
    (di Patrizia Marini)
     
    Era un mercato: denaro in cambio di malati. «Affare fatto», diceva il Professore al termine delle trattative. [1]

    C’era un groviglio di tangenti celato sotto le cure sperimentali contro la psoriasi secondo quanto scoperto dal Nas dei carabinieri di Firenze in indagini coordinate dalla procura di Firenze; l’inchiesta, intitolata “Derma... affare fatto”, ha evidenziato un’ampia corruzione tra medici e responsabili di multinazionali farmaceutiche all’ombra di “Psocare”, un programma nazionale di sperimentazione contro la psoriasi promosso dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Almeno 800 i malati cronici di psoriasi coinvolti loro malgrado.

    Il primo ottobre 2010 finì agli arresti domiciliari il professor Torello Lotti, 57 anni, ordinario di dermatologia all' Università di Firenze, presidente della Società italiana e di quella mondiale di dermatologia con l'accusa di aver messo a disposizione di alcune case farmaceutiche un certo numero di pazienti affetti da psoriasi a cui somministrare i costosissimi farmaci biotecnologici, messi a punto per il cura della psoriasi. In cambio il Professore chiedeva alle aziende farmaceutiche finanziamenti per la scuola di specializzazione, per l' assunzione di ricercatori, per convegni e pubblicazioni, per le apparecchiature.

    Il mercato dei malati si è sviluppato all' interno del programma nazionale “Psocare” avviato nel 2005 per lo studio e la cura dei pazienti affetti da psoriasi che non migliorano con le terapie sistemiche, come la ciclosporina e la Puva, e vengono trattati con farmaci biotecnologici (di ultima generazione), il costo dei quali, intorno ai 1015mila euro all' anno, è a carico del servizio sanitario nazionale. I centri Psocare accreditati in Italia sono 154. Quello fiorentino riferibile al professor Lotti ha trattato circa 800 pazienti, 212 dei quali fino all' inizio del 2009 sono stati curati con il farmaco Raptiva della Merck Serono, che finanziava generosamente congressi e borse di studio per specializzandi. 

    Quando Raptiva è stato tolto dal commercio dalla Agenzia europea del farmaco perché giudicato pericoloso, la Merck si è ritirata da ogni impegno e il professor Lotti si è trovato alle prese, oltre che con le ristrettezze di bilancio dell' università, con un ammanco di 200 milioni per due borse di studio. E' stato allora, secondo le accuse, che ha messo sul mercato i pazienti, dandoli ai migliori offerenti in proporzione agli stanziamenti che le case farmaceutiche erano disposte a erogare.

    «Non capisco. Vedo la colpevolizzazione di un sistema largamente accettato e assolutamente logico e razionale», ha detto Lotti alle tv uscendo dal Nas: «La prova dei soldi direttamente a me non c' è. Ho operato a favore delle istituzioni, non del sottoscritto». [1]

    Il 4 marzo 2016 la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con cui il 2 febbraio 2015 la corte di appello di Firenze aveva condannato a due anni, 11 mesi e quattro giorni il dermatologo Lotti per i reati di truffa, peculato e istigazione alla corruzione per i suoi rapporti con alcune case farmaceutiche. [2]

    Le accuse dunque si erano ridimensionate già in primo e secondo grado e poi in Cassazione, che aveva ordinato un nuovo processo. L’8 dicembre 2016 la corte di appello di Firenze ha accolto in parte le richieste del difensore, limando ulteriormente le responsabilità del professor Lotti, dichiarando prescritti due episodi di istigazione alla corruzione, ha escluso i risarcimenti (le cosiddette provvisionali) stabiliti in primo grado e in appello per l’Università e in parte anche per l’Asl, lo ha assolto dall’accusa di truffa e lo ha condannato a un anno per peculato per aver intascato, durante l’attività professionale in intramoenia, la quota di compensi spettante all’Azienda sanitaria. [3]

    Quella della sperimentazione clinica all’insaputa dei pazienti ai fini di arricchimento personale sembrerebbe essere prassi sanitaria collaudata, «un sistema largamente accettato e assolutamente logico e razionale», come lo ha definito Lotti.

    E’ recente il caso del luminare della terapia del dolore Guido Fanelli, 62 anni, conosciuto in quanto punto di riferimento in Italia per le terapie del dolore, già componente della Commissione Programmazione e presidente della Commissione Terapia del Dolore e Cure Palliative del Ministero del Lavoro, della Salute, delle Politiche Sociali, relatore del Piano oncologico nazionale del 2008, ed estensore della legge sulla Terapia del Dolore del 2010 (legge 38/2010).
    Secondo gli investigatori Fanelli avrebbe sfruttato i pazienti non solo per sperimentare medicinali a loro insaputa, ma avrebbe utilizzato anche le loro cartelle cliniche per rivenderle alle case farmaceutiche e trarne guadagno. [4]

    Un medico che si definiva "boss" e che definiva i rappresentati delle aziende che lo pagavano "marchettari". [5]
    «Non è che faccio il boss, sono io e basta, comando io. Io rompo i coglioni di misura ma il risultato c’è sempre con me…».  
    Diceva anche questo Guido Fanelli, docente di Anestesia e Rianimazione all’Università di Parma e titolare di diversi incarichi pubblici, finito ai domiciliari nell’inchiesta che porta il nome di uno yacht. Perché così il professore - per gli inquirenti il perno dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione che ha portato all’emissione di 19 misure cautelari - aveva chiamato la barca pagata dalla case farmaceutiche che riusciva a favorire.

    Nelle strutture di cui era responsabile venivano svolte sperimentazioni cliniche illegittime «a discapito della salute – scrive il giudice per le indagini preliminari di Parma Maria Cristina Sarli – degli ignari pazienti», a spese del sistema sanitario nazionale. Lo scopo era promuovere e divulgare i prodotti farmaceutici delle ditte ‘amiche’ (con la collaborazione di un dirigente del ministero della Salute) e in cambio il professore riceveva denaro e altri benefit, tra cui appunto lo yacht Pasimafi che ha dato anche il nome all’operazione dei Carabinieri. [6]

    Un potere grande quello di Fanelli: «Io ho il centro Hub del dolore più grosso d’Italia con 19mila interventi no! Io ho la mia forza politica che sposto milioni di euro perché con la forza scientifica non politica, perché noi scriviamo una roba e tutti vengono dietro…» si vantava. [5]

    I risultati di questa “forza scientifica” erano diversi e tutti a discapito della sua missione di medico: far sperimentare sui pazienti della Rianimazione una «volgare pompa di infusione, del cazzo peraltro»; oppure fornire pazienti all’azienda amica che doveva fare ricerca su un farmaco oncologico o un integratore. Senza avvisare, naturalmente, i diretti interessati e tantomeno la commissione etica preposta. Fanelli la faceva sempre facile e breve: 
    «… facciamo una specie di Pilot senza comitato etico di valutazione proprio brutale clinica … di valutazione esterna nostra». 
    Sui corsi di formazione invece la sintonia con i privati era talmente forte che le ditte decidevano argomenti, relatori ed addirittura arrivava a selezionare i partecipanti. Ma si andava anche oltre arrivando addirittura modificare a pubblicazioni scientifiche ad hoc, e pilotate, sull’argomento. E poi Fanelli poteva contare anche sull’ascendente esercitato su qualche collega come il direttore di un dipartimento definito “un cagnolino” una volta che aveva ottenuto l’approvazione di un dispositivo. 

    «Ho creato un sistema. Io prendo soldi dall’uno e dall’altro in maniera uguale e paritaria, sono bravo a tenere il piede in quattro o cinque scarpe». 
    E poco importa che qualcosa possa andare storto come ipotizza uno degli indagati, l’imprenditore Giuseppe Vannucci, che vuole far sperimentare dei filtri svedesi ottenendo tutte le autorizzazioni del caso e il placet di Fanelli: «In modo che se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno». 
    Il professore non solo favoriva le case farmaceutiche amiche, ma talvolta forniva loro anche informazioni riservate: «Mi sono arrivati dei files bellissimi – dice in una conversazione intercettata il 3 agosto 2015 sempre con la moglie – notizie scientifiche molto interessanti» poi girate via Whatsapp agli amici: «Sai è il mio lavoro lo spionaggio industriale…». [5]


    Per questo il gip di Parma Maria Cristina Sarli non esita a definire Fanelli «un uomo che in modo incessante e, a tratti compulsivo, agisce con tutti i mezzi a sua disposizione per realizzare i propri obiettivi». Una capacità che gli viene ampiamente riconosciuta anche da uno dei manager indagati che gli dice: «Non dovevi fare il professore … non dovei fare il professore tu dovevi fare il direttore di marketing… devi fare il vice presidente di una multinazionale». [5]

    E a guardare la sua pagina Facebook il professore faceva una vita da top manager: viaggi, convegni, foto in barca e in vacanza, selfie con una piatto di crostacei e ostriche. Ma mai una foto con il camice da lavoro. 
    Il suo profilo Facebook

    Tutto dunque finalizzato all’accumulo di denaro e tutto più o meno conosciuto anche da qualche collega. Una in particolare, definita estranea ai fatti dal gip, parlando con Fanelli sembra rimproverarlo: «… però uno non è che può… soldi soldi soldi… ma tu sei un disperato… sì però ma te sei un disperato perché sei in un meccanismo dove sei schiavo... cioè io te l’ho già detto mille volte non lo capisci è come per tutte le esperienze che hai dovuto fare capisci quando ci arrivi in fondo … (omissis) … ma io non mi preoccupo io ti dico solo … cioè voglio dire non è che uno può lo so poi dopo … io penso altro se lo fai si vede che ti fa piacere perché altrimenti uno non lo farebbe no? … ma è tutta una tribolazione … sì ma ascolta finalizzata a che cosa? A far la piscina, a comprar la barca per andarci con chi non te ne frega un cazzo, te sei pazzo, cioè io non lo so è una roba che io non capisco proprio, ma davvero non riesco a capirla». [5]

    E probabilmente non potranno capirla neanche coloro la cui sofferenza è stata utilizzata, come ritengono gli inquirenti, per arricchire Fanelli di almeno 600mila euro.

    Intanto in questi giorni sono stati sequestrati al medico altri 100mila euro che si vanno ad aggiungere ai 460mila euro già congelati sui suoi conti correnti. [4]

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    ???? APPROFONDIMENTI:

    Il farmacista truffaldino: un viaggio inchiesta nel mondo della compravendita dei farmaci dove spuntano in barba alla tutela della salute dei cittadini un mercato sotterraneo di affari legati al farmaco. Il farmacista racconta molto dettagliatamente come una parte degli introiti della farmacia derivino da pratiche facilmente identificabili come comparaggio: attività illegali che aumentano il fatturato della farmacia. Il farmacista spiega al complice della Iena che per far funzionare un'attività simile è indispensabile avere solo due dottori al suo interno: i "capsulari" ovvero i dottori che prescrivono i galenici, e i dermatologi e racconta molto dettagliatamente come.
    Le Iene Toffa - puntata del 13 maggio 2013
    IL VIDEO

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    FONTI
    [1] Favori in cambio di malati da curare. Arrestato primario di dermatologia 
    La Repubblica cronaca di Firenze 
    2 ottobre 2010
    Franca Selvatici
    LEGGI

    [2] Firenze, annullate le condanne per il dermatologo Torello Lotti
    La Repubblica 4 marzo 2016
    LEGGI

    [3] Firenze, ridotta la condanna al dermatologo Torello Lotti
    La corte d'appello ha limato le responsabilità dell'ordinario di dermatologia
    La Repubblica 9 dicembre 2016
    Di Franca Selvatici
    LEGGI

    [4] Pasimafi, Fanelli: indagini sulla vendita dei dati dei pazienti alle case farmaceutiche
    Redazione ParmaToday 04 luglio 2017 09:01 
    LEGGI

    [5] Corruzione sui farmaci per il dolore, l’intercettazione: “Io procuro malati e loro mollano il 10%”
    Il Fatto Quotidiano 9 maggio 2017
    di Giovanna Trinchella
    LEGGI

    [6] Corruzione sui farmaci per la terapia del dolore: “Sperimentazioni cliniche su pazienti ignari”. 19 arresti in tutta Italia
    Il Fatto Quotidiano 8 maggio 2017
    di David Marceddu 
    LEGGI

    ???? LE FOTO

    ALTRO
    - doc.1
    - doc.2
    - doc.3

  • Bad Pharma: il libro che documenta il grande inganno delle case farmaceutiche
    Il massimo "debunker" italiano, la guardia giurata dell'ordine costituito, ha scoperto solo ora che esistono la mafia farmaceutica e gli uomini corrotti dello Stato?
    Cos’è successo? Non è arrivato il bonifico?
    ????

    Le case farmaceutiche truccano i risultati dei test dei propri farmaci, usando metodi paradossalmente legali per farli sembrare ben più efficaci e necessari di quel che sono in realtà. No, non avete sbagliato blog. Non siete finiti per errore su Luogocomune o qualche altra bettola di complottisti.

    L'accusa non è un delirio campato per aria, ma è il documentatissimo risultato dell'indagine di uno dei più popolari debunker britannici, Ben Goldacre, che dopo aver messo in luce con Bad Science gli inganni usati dai ciarlatani e dai giornalisti cialtroni per sdoganare le pseudoscienze si è ora dedicato, con gli stessi strumenti inesorabili, a chiarire come funziona la ricerca farmaceutica moderna. Risultato: funziona male, inganna i medici e danneggia i pazienti.

    Goldacre ha scritto un libro, Bad Pharma, che invito tutti a leggere (spero ne esca presto una buona traduzione in italiano), specialmente i complottisti, per capire come si fa a fare e presentare la vera ricerca e come si distingue una tesi di complotto farlocca da un'accusa seria. La differenza sta in una singola parola: fatti.

    Goldacre esamina anche il caso Tamiflu, emblematico di un modo di procedere in cui i test vengono svolti dalle case farmaceutiche, che poi pubblicano soltanto quelli favorevoli e insabbiano gli altri. È lo stesso metodo dei cartomanti e dei sensitivi: mettere in evidenza i successi e seppellire i fallimenti, per sembrare straordinari. Non è il solo trucchetto che viene usato, ma il resto va letto nel libro.

    A differenza di tante tesi di complotto che lanciano accuse generiche, qui ci sono nomi e cognomi e ci sono anche soluzioni, come per esempio rendere obbligatoria la pubblicazione di tutti i metodi e risultati di tutti i test. La campagna di Goldacre sta già ottenendo risultati: la pressione dell'opinione pubblica ha già convinto GSK (GlaxoSmithKline) a promettere la pubblicazione integrale dei test, e la petizione su Alltrials.net (traduzione italiana qui) sta già riscuotendo successo in termini di pubblico e di politica. 

    Se vi interessa saperne di più, il CICAP ha pubblicato una serie di articoli su Bad Pharma. Sì, il CICAP, quello accusato di essere al soldo delle case farmaceutiche, va contro le case farmaceutiche. Perché i fatti e il metodo d'indagine scientifico non guardano in faccia nessuno.

    - Intervista a Ben Goldacre
    - Le aziende farmaceutiche britanniche contro Goldacre
    - Bad Pharma: quando la medicina è malata

    Sia ben chiaro: tutto questo non vuol dire che la medicina e i farmaci non funzionano e che è meglio tornare agli stregoni o alla pranoterapia o ai sassolini magici. I rimedi alternativi non funzionano per niente (salvo un congruo effetto placebo): le medicine, invece, di solito funzionano. Ma per farle funzionare meglio e non farsi imbrogliare bisogna controllare e sorvegliare chi le fa e chi le vende. Senza eccezioni.

    FONTE:  http://bit.ly/2rZIDWi
     

  • - Il sito ufficiale
    - Il manuale pratico CURARSI CON LA CANDEGGINA? è acquistabile online


     

  • CONFORMATI E SARAI FINANZIATO
    (di Patrizia Marini)
    Joshua M. Nicholson e John P.A. Ioannidis - già autore del celebre “Perché la maggior parte dei risultati delle ricerche pubblicate sono falsi”-
    [ Ioannidis JPA (2005) Why Most Published Research Findings Are False. PLoS Med 2(8): e124. doi:10.1371/journal.pmed.0020124 ] - hanno pubblicato su Nature, in data 6 Dicembre 2012, un interessante articolo sui criteri utilizzati nell'attribuzione dei finanziamenti ai migliori scienziati statunitensi da parte del National Institute of Health (NIH) e su come, molto frequentemente, proprio i più brillanti e più citati ne siano spesso esclusi.
    Vi proponiamo qui una sintesi di questo eccezionale articolo dal titolo “Conformati e sarai finanziato” (originale “Research grants: Conform and be funded”) [1]. Il National Institute of Health (NIH) degli Stati Uniti è il più grande ente finanziatore di ricerca biomedica al mondo. Tra il 2002 e il 2011 ha finanziato circa 460,000 progetti di ricerca per un totale di circa 200 miliardi di dollari! Comunque, vi è una crescente preoccupazione nella comunità scientifica circa il fatto che sistemi di finanziamento basati esclusivamente sul ‘peer review’ (revisione tra pari), come quelli utilizzati attualmente dal NIH, incoraggino al conformismo quando non addirittura alla mediocrità, e che siffatti sistemi finiscano per ignorare pensatori veramente innovativi [2-4].
    Gli editori e le agenzie di finanziamento usano la tecnica di valutazione tra pari per selezionare le proposte ricevute. Nell'ambito della ricerca scientifica la valutazione tra pari, revisione dei pari, o revisione paritaria (meglio nota con il termine inglese di ‘peer review’) indica la procedura di selezione degli articoli o dei progetti di ricerca proposti da membri della comunità scientifica, effettuata attraverso una valutazione esperta eseguita da specialisti del settore per verificarne l'idoneità alla pubblicazione scientifica su riviste specializzate o, nel caso di progetti, al finanziamento degli stessi. Pubblicazioni e progetti di ricerca che non siano stati soggetti a una revisione dei pari non sono generalmente considerati scientificamente validi dai ricercatori e dai professionisti del settore, se non dopo eventuali e accurate verifiche.
    Al fine di esplorare la connessione tra ricerca altamente citata e finanziamento da parte del NIH, sono stati individuati a partire dal 2001 tra tutti gli scienziati che hanno pubblicato – come primo, ultimo o singolo autore - coloro che hanno ricevuto finora almeno 1000 citazioni o più.
    Si è scoperto che ben tre su cinque tra gli autori di questi influenti articoli non ricevono attualmente fondi dal NIH. Al contrario, si è scoperto che la stragrande maggioranza degli attuali membri delle study sections del NIH – ovvero quelle commissioni di scienziati che raccomandano quali progetti finanziare e quali no – ricevono fondi dal NIH per il loro lavoro, indipendentemente dal numero di citazioni ricevute dai loro lavori, che di solito è modesto. Il mandato del NIH è quello di finanziare “la miglior scienza, fatta dai migliori scienziati” - indipendentemente dall'età e dall'ambito di lavoro degli individui. Dei più di 20 milioni di articoli pubblicati nel mondo tra il 2001 e il 2012, catalogati dal database Scopus, solo 700 pubblicazioni (per un totale di 1072 autori) raggiungevano le 1000 o più citazioni.
    Si è scoperto che i progetti di ricerca dei membri delle study sections del NIH risultavano molto più simili a progetti già precedentemente finanziati del NIH di quanto non lo fossero progetti presentati da non-membri. Questo potrebbe suggerire che i membri delle study section finanzino lavori che siano simili al loro o che siano stati scelti come membri delle study sections proprio a causa della similitudine tra i loro progetti e quelli oggetto del finanziamento.
    Il fatto che i membri delle study sections siano ben finanziati, ma non particolarmente citati, potrebbe indicare un doppio problema: non solo che gli autori maggiormente citati non vengano finanziati, ma peggio, che quelli che indirizzano i finanziamenti per la ricerca non facciano parte di coloro che maggiormente influenzano la letteratura scientifica. Infatti solo 1 su 100 tra i membri delle study sections del NIH ha anche solo una volta pubblicato un articolo con più di 1000 citazioni.
    Sembra che permettere a coloro che ricevono fondi dal NIH di essere allo stesso tempo giudici dei progetti presentati da altri dia luogo inevitabilmente ad un conflitto di interessi. Le idee creative hanno certamente difficoltà a sopravvivere in un tale intricato sistema.
    Metodi alternativi di finanziamento devono perciò essere testati in studi pilota e in studi controllati per ottimizzare il processo. Per esempio, l'American Cancer Society si avvale di profani della materia, che però abbiano interesse nel progetto in discussione, per limitare i bias cognitivi (distorsioni del giudizio) [*] indotti dalle opinioni spesso supponenti dei membri esperti.
    Usare non-esperti o esperti da altri ambiti scientifici nelle study sections può inoltre mitigare l'impatto di minoranze “urlanti”. Inoltre, dovrebbe essere tenuta in seria considerazione l'opportunità di finanziare scienziati dalla straordinaria abilità che hanno già compiuto grandi scoperte; per esempio, quando supportati da un enorme numero di citazioni.
    Questi scienziati potrebbero essere finanziati da processi analoghi a quelli del Howard Hughes Medical Institute o del premio NIH MERIT, senza il bisogno di sottoporre un progetto o, come avviene attualmente, richiedendo solo progetti con obiettivi di largo respiro. Finanziare quegli scienziati che siano autori di articoli con più di 1000 citazioni richiederebbe uno sforzo minimo nel contesto dell'enorme budget del NIH, semplicemente per il fatto che di questi individui ce ne sono davvero pochi. Ciò potrebbe favorire ulteriori importanti scoperte, che rimarrebbero altrimenti non finanziate con l'attuale sistema.

    APPROFONDIMENTI:

    RICERCA: SUGLI AMBIGUI RAPPORTI TRA BIG PHARMA E UNIVERSITA'
    L’esistenza di stretti rapporti tra BigPharma ed il sistema della ricerca biomedica (accademica in particolare) è un fenomeno logico e fisiologico, ma ad un certo punto si viene ad instaurare con i ricercatori clinici un ambiguo rapporto di complicità.
    Nei laboratori delle multinazionali del farmaco ricercatori specializzati sintetizzano nuove molecole per la cura delle più svariate malattie, sottoponendole poi al vaglio di tollerabilità ed efficacia sugli animali da esperimento. I principi attivi che si dimostrano potenzialmente utilizzabili nell’uomo (una piccola percentuale rispetto a quelli inizialmente testati) vengono dapprima studiati su volontari sani, e poi su piccoli gruppi di malati. In caso di apprezzabili risultati si passa a sperimentazioni su larga scala, e se anche in questo caso i riscontri sono positivi si giunge alla richiesta della immissione in commercio.
    Come si può ben comprendere l’iter è lungo e notevolmente dispendioso sotto il profilo economico. Tutte le strategie appaiono lecite.
    https://www.facebook.com/theCancerluigitosti/photos/pb.490306234316935.-2207520000.1474215446./1397268963620653/?type=3&theater

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    NOTE BIBLIOGRAFICHE

    [1] Nicholson JM, Ioannidis JP. Research grants: Conform and be funded.
    Nature. 2012 Dec 6;492(7427):34-6.
    doi: 10.1038/492034a.
    http://www.nature.com/nature/journal/v492/n7427/abs/492034a.html

    [2] Horrobin DF. The Lancet Volume 348, No. 9037, p1293–1295, 9 November 1996
    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(96)08029-4/fulltext
    Peer review of grant applications: a harbinger for mediocrity in clinical research?

    [3] Ioannidis JP. Nature. 2011 Sep 28;477(7366):529-31.
    More time for research: fund people not projects.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21956312?dopt=Abstract&holding=npg 

    [4] Nicholson, J. M. Bioessays. 2012 Jun;34(6):448-50. Epub 2012 Feb 27.
    Collegiality and careerism trump critical questions and bold new ideas: a student's perspective and solution. The structure of scientific funding limits bold new ideas.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22371162?dopt=Abstract&holding=npg

    [*] In che modo le distorsioni del giudizio (bias cognitivi) ostacolano il pensiero critico.
    http://www.pensierocritico.eu/bias-cognitivi-euristiche.html

    “PERCHE' LA MAGGIOR PARTE DEI RISULTATI DELLE RICERCHE PUBBLICATE SONO FALSI”
    Why Most Published Research Findings Are False
    John P. A. Ioannidis
    PLOS
    Published: August 30, 2005
    http://dx.doi.org/10.1371/journal.pmed.0020124 http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.0020124

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    FONTE: No Grazie
    Lettere d’Informazione Periodica
    Lettera n. 23 – gennaio 2013
    6. Conformati e sarai finanziato.
    Traduzione e sintesi a cura di Daniele Mandrioli
    http://www.nograzie.eu/wp-content/documents/Conformati%20e%20sarai%20finanziato_Mandrioli_2013.pdf

     

  • IL FARMACISTA TRUFFALDINO

    Un viaggio inchiesta nel mondo della compravendita dei farmaci dove spuntano in barba alla tutela della salute dei cittadini un mercato sotterraneo di affari legati al farmaco e la nascita di una nuova professionalità ambita "il capsularo" .

    Nel 2013, la Iena Nadia Toffa, allettata da un annuncio su un giornale si domanda cosa ci sia dietro la vendita di una farmacia: perché mai, questo tipo di attività, è così dispendiosa da acquistare? La risposta le arriva immediatamente, rispondendo proprio ad un'inserzione: l'attività in questione vale ben 10 milioni di euro. Dopo un primo contatto, Nadia capisce subito di cosa si tratta: attività illegali che aumentano il fatturato della farmacia.

    Il venditore spiega al complice della Iena che per far funzionare un'attività simile è indispensabile avere solo due dottori al suo interno: i "capsulari" ovvero i dottori che prescrivono i galenici, ovvero tutte quelle medicine costruite appositamente per il paziente, e che costano parecchio, ovviamente solo per chi le compra, dato che (per guadagnare) è importante acquistare ad 1 e rivendere a 10, e i dermatologi: le ricette dei dermatologi, valgono in media 150/200 euro: i pazienti, in base al tipo di disturbo, vengono indirizzati "a tentativi" per cercare di guarire, o comunque per stare meglio.
    Il farmacista racconta molto dettagliatamente come una parte degli introiti della farmacia derivino da pratiche facilmente identificabili come comparaggio. Per allettare i medici, viene spiegato che esistono molti "metodi": il venditore, ad esempio, afferma che (per ottenere la collaborazione di un noto specialista) gli ha costruito uno studio appositamente per lui. Molti altri, invece, non pagano nemmeno l'affitto: in particolare racconta di medici ospitati gratuitamente negli studi di proprietà della farmacia - con l’affitto pagato regolarmente come da contratto, ma che viene restituito in nero - e di bonus riconosciuto sulle prescrizioni galeniche in cambio di ricette.

    Le Iene Toffa: Il farmacista truffaldino - puntata del 13 maggio 2013
    IL VIDEO

     


  • IL METODO RUFFINI PUO’ RIVOLUZIONARE LA DERMATOLOGIA?
    (di Patrizia Marini)

    Manifestazione medici
    Il Metodo Ruffini ideato e brevettato dal dottor Gilberto Ruffini, medico chirurgo, ematologo e dentista di Varese, è un trattamento dermatologico a uso topico [si applica direttamente sulla parte malata, ndr] di ipoclorito di sodio (NaOCl), tra il 6 e il 12 per cento.

    Le patologie dermatologiche trattabili sono tutte quelle manifestazioni la cui eziologia [la causa della malattia, ndr] è virale, micotica, batterica, protozoaria [che interessa i protozoi, organismi unicellulari che vivono in ambienti umidi come acqua di mare, dolce o salmastra oppure in terreni umidi, ndr] o parassitaria nonché utilizzi d’emergenza (tipo ustioni, ferite, punture d’insetti). 
    I principali ambiti della medicina a cui si rivolge sono la dermatologia, la ginecologia, la chirurgia, l'urologia, l'oculistica e la veterinaria.

    Questa molecola è uno strumento possibile a tutti in materia sanitaria, essendo una molecola che si può ottenere a bassissimo prezzo in quantità illimitata, con risultati così eclatanti da lasciare sbalorditi e renderlo utile. 
    Con il Metodo Ruffini è possibile curare, con costi irrisori, molte patologie della pelle, incluso "l'incurabile" piede diabetico infetto e le infezioni dermatologiche da MRSA (Stafilococco aureo resistente alla meticillina).

    Il Metodo Ruffini si è dimostrato sempre di più uno strumento utilissimo in un’ampia gamma di patologie dermatologiche e, trattandosi di un metodo semplice, di pratico utilizzo, privo di effetti collaterali e a basso costo, ne derivano diversi vantaggi di utilità sociale:
    1) - innanzitutto, questo metodo può rivelarsi una freccia in più nell’arsenale terapeutico del medico, importante sia da solo che come coadiuvante di una qualsiasi altra cura; 
    2) - un altro vantaggio consiste nella riduzione del rischio di dover troppo frequentemente far ricorso ad antibiotici di sintesi, per esempio limitandone l’uso ai casi più gravi o per infezioni interne, al fine di arginare il fenomeno delle resistenze; 
    3) - ultimo, ma non da meno, il vantaggio economico.

    La video-intervista: https://youtu.be/VXiN1ZtBnZI

    PER SAPERNE DI PIU’:

    - Il sito ufficiale: http://www.metodoruffini.it
    - Il Manuale pratico: http://www.lulu.com/shop/gilberto-ruffini-and-valerio-droga/curarsi-con-la-candeggina/paperback/product-22806766.html​
    - La pagina Facebook: https://www.facebook.com/metodoruffini/?fref=ts
    - Il gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/metodoruffini/?fref=ts
    - Le testimonianze (gruppo Facebook dedicato): https://www.facebook.com/groups/esperienzemetodoruffini/?fref=ts
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  • LA PROFILASSI ANTIBIOTICA IN MEDICINA
    (da The Cancer Magazine)
     
    Gli antibiotici preventivi dal dentista sono inutili in 4 casi su 5. Il 10% di questi farmaci viene prescritto dall'odontoiatra.

    In oltre 4 casi su 5 (81%) la prescrizione di antibiotici a scopo preventivo prima di procedure dentistiche potrebbe essere non necessaria e quindi contribuire ad alimentare resistenze farmacologiche e altri rischi per la salute dei pazienti. [1]

    Lo rivela uno studio [2] statunitense pubblicato sulla rivista JAMA Network Open e condotto presso la University of Illinois a Chicago sulla base dell'analisi di 168.420 visite dentistiche. I farmacologi Usa hanno confrontato il numero totale delle prescrizioni di antibiotici prima di queste visite con il numero di pazienti ad alto rischio per i quali le linee guida in vigore in USA raccomandano, appunto, l'antibiotico prima di una procedura dentistica.
    "L'antibiotico preventivo - spiega [3] intervistato dall'ANSA Mario Aimetti del Dipartimento di Parodontologia dell'Università di Torino e presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) - è raccomandato solo per pochi pazienti. Generalmente si tratta di persone che necessitano di essere protette a causa di gravi condizioni di salute generale, identificate a livello internazionale con apposite tabelle che devono essere di conoscenza del medico curante. Tra questi, ad esempio, pazienti con gravi problemi alle valvole cardiache".

    In base a questo confronto è emerso che ben l'81% degli antibiotici prescritti non era necessario. Si tratta di una quota significativa poiché si stima che i dentisti siano responsabili del 10% di tutti gli antibiotici prescritti.

    "Gli antibiotici - continua Aimetti - vanno prescritti con molta attenzione e solo quando necessari, onde evitare che diventino inefficaci quando poi realmente servono. L'antibiotico resistenza causa tra i 4 e i 5000 morti l'anno nel nostro Paese". "Usare antibiotici a scopo preventivo apre le porte a tutta una serie di rischi connessi con l'uso di questi farmaci - spiega l'autrice del lavoro Katie Suda - tra cui l'insorgenza di resistenze farmacologiche e di infezioni, specie quando le evidenze scientifiche suggeriscono che i rischi connessi con l'uso di antibiotici superino i benefici in molti pazienti". [3]

    🔎 APPROFONDIMENTI

    In una percentuale variabile tra il 30 e il 50% dei casi gli antibiotici vengono utilizzati in maniera inappropriata sia dentro che fuori dall'ospedale. Una delle situazioni più frequenti è quella in cui, addirittura, in assenza di una diagnosi di infezione batterica, gli antibiotici vengono prescritti come "copertura" allo scopo di "prevenire" una "complicanza" batterica. Occorre invece avere ben chiara la distinzione tra reale prevenzione di una infezione batterica in una situazione di rischio (la somministrazione dunque di un antibiotico ad un paziente nella maggior parte dei casi sfebbrato) e la cosiddetta "copertura" antibiotica di un paziente febbrile in assenza di una diagnosi precisa (una situazione quest'ultima che facilmente sfocia nell'abuso).
    La capacità degli antibiotici di prevenire un'infezione è dimostrata solo in alcune ben definite circostanze, ed anche per queste la pianificazione e la attuazione di studi metodologicamente corretti è oltremodo difficile in ragione della necessità di stratificare un numero adeguato di pazienti per fattori di rischio differenti. In molte altre situazioni la probabilità per il paziente di sviluppare una infezione (magari facilmente trattabile) non giustifica i potenziali effetti indesiderati, i costi e le resistenze indotte dagli antibiotici usati a scopo profilattico soprattutto se i tempi di somministrazione sono molto lunghi: la somministrazione prolungata di un farmaco in un paziente che non ha sintomi, infatti, sfocia facilmente in difetti di compliance, ovvero all’osservanza da parte del paziente al piano di cura https://tinyurl.com/y5wagocm
    Continua [4]

    ANTIBIOTICO-RESISTENZA (ABR)

    Con il termine antibiotico-resistenza si intende la capacità di un batterio di non risentire dell’azione di un farmaco antibiotico. L’utilizzo eccessivo degli antibiotici e non corretto nei tempi e/o nelle dosi, o per malattie in cui non sono indicati (ad esempio, le infezioni virali) può indurre lo sviluppo del fenomeno di Antibiotico-resistenza (ABR) e ridurne l’efficacia. 
    Viene definita resistenza multipla agli antibiotici o multi-resistenza quella che interessa più antibiotici appartenenti a classi diverse, esistono “super batteri” per i quali può diventare molto difficile trovare una terapia efficace. Difatti, con il tempo questi batteri possono diventare resistenti anche a tutti gli antibiotici disponibili e sono definiti batteri pan-resistenti. Nel nostro paese sono già stati segnalati alcuni casi di infezione da batteri resistenti a tutti gli antibiotici disponibili e che mettono a serio rischio di sopravvivenza i pazienti che ne sono affetti. Senza antibiotici, si tornerebbe indietro all’epoca “pre-antibiotica” in cui non sarebbero più possibili trapianti d’organo, chemioterapie anticancro, terapie intensive e altre procedure mediche. Le malattie di origine batterica si diffonderebbero, non potrebbero essere più curate e sarebbero quindi più frequentemente mortali.

    L’ABR è oggi una delle più gravi minacce contemporanee per la salute pubblica a livello globale.

    “Le morti causate da infezioni da batteri resistenti agli antibiotici saliranno alle stelle nei prossimi due decenni, insieme a enormi costi economici, senza un'azione immediata, ambiziosa e coordinata”. A rilanciare l’allarme è il Gruppo di coordinamento dell'ONU sulla resistenza antimicrobica che ha pubblicato un nuovo rapporto sul tema. [5]

    “Se non si interverrà – si legge - , le malattie resistenti ai farmaci potrebbero causare 10 milioni di morti ogni anno entro il 2050 e danni all'economia come catastrofici come nel 2008-2009 crisi finanziaria globale. Entro il 2030, la resistenza antimicrobica potrebbe causare fino a 24 milioni di persone in estrema povertà. Attualmente, almeno 700.000 persone muoiono ogni anno a causa di malattie resistenti ai farmaci, tra cui 230.000 persone che muoiono di tubercolosi resistente ai farmaci multiresistenti”. [6]

    La resistenza agli antibiotici è un fenomeno naturale, vecchio di oltre due miliardi di anni, causato dalle mutazioni genetiche a cui vanno incontro i batteri. Tuttavia un uso eccessivo e improprio degli antibiotici accelera la comparsa e la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. I batteri sensibili muoiono quando entrano in contatto con gli antibiotici, mentre i batteri resistenti sopravvivono e continuano a moltiplicarsi. I batteri resistenti possono trasmettersi e causare infezioni anche in altre persone che non hanno fatto uso di antibiotici.

    Considerato il crescente e preoccupante fenomeno dell’antibiotico-resistenza, poiché gli antibiotici sono una risorsa scarsamente rinnovabile, è importante che l’efficacia di quelli disponibili venga preservata il più a lungo possibile, limitandone l’assunzione solo nei casi di infezioni batteriche e sempre su indicazione di un medico. Preservare l’efficacia degli antibiotici è cruciale per la salute pubblica, per la salute animale e la sicurezza degli alimenti. In questo contesto, la Giornata Europea degli Antibiotici, celebrata il 18 novembre di ogni anno in tutti i Paesi Europei, è stata istituita per sensibilizzare la popolazione sull’uso consapevole di questi farmaci. L’iniziativa è stata lanciata dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) e ha lo scopo di aumentare in tutti i Paesi europei la consapevolezza sui rischi associati all'uso improprio degli antibiotici e di favorirne l’uso responsabile, al fine di limitare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

    📌 IN CONCLUSIONE:

    Assumere antibiotici quando non servono (per es. in caso di iinfezioni virali o in alcuni casi, come profilassi), non solo non è utile, ma addirittura è dannoso! Se prendi un antibiotico in assenza di una infezione il farmaco si distribuisce “a caso” in tutto l’organismo ed inizia a lavorare: elimina gran parte dei batteri, ma ne lascia intatti altri (resistenti). Questi ultimi possono addirittura aumentare di numero grazie all’assenza degli altri batteri eliminati dall’antibiotico e, quando si verifica un abbassamento delle difese dell’organismo, possono dare un’infezione. A questo punto sarebbe necessario assumere antibiotici per combattere l’infezione, ma… questi non fanno più effetto perché i batteri rimasti sono quelli resistenti!!!
    Inoltre, la diffusione nella comunità di questi batteri resistenti rende, nel lungo periodo, ancora più inefficace l’azione degli antibiotici nel momento in cui servono davvero! [7]

    ------------------------------------------------

    NOTE:

    [1] Most preventive antibiotics prescribed by dentists are unnecessary
    University of Illinois Chicago May 31, 2019 https://tinyurl.com/y2zszv8g

    [2] Original Investigation | Infectious Diseases 
    May 31, 2019
    Assessment of the Appropriateness of Antibiotic Prescriptions for Infection Prophylaxis Before Dental Procedures, 2011 to 2015 - Katie J. Suda et al. - JAMA Netw Open. 2019;2(5):e193909. https://tinyurl.com/y56kbjxs 

    ➡ [3] FONTE: Redazione ANSA ROMA 03 giugno 2019 - 10:20
    La profilassi con antibiotici in medicina
    Gli antibiotici preventivi dal dentista sono inutili in 4 casi su 5
    Il 10% di questi farmaci viene prescritto dall'odontoiatra https://tinyurl.com/y3gelhnr

    [4] Informazioni sui farmaci/ Numero 6 del 2000/ La profilassi con antibiotici in medicina 
    Ermanno Gabbi https://tinyurl.com/yyellp25

    [5] NO TIME TO WAIT: 
    SECURING THE FUTURE FROM DRUG-RESISTANT INFECTIONS REPORT TO THE SECRETARY-GENERAL OF THE UNITED NATIONS (APRIL 2019) https://tinyurl.com/y4rztwjo

    [6] Antibiotico resistenza. Nuovo allarme Onu: “Se non s’inverte la rotta 10 mln di morti entro 2050 e danni economici catastrofici” Quotidiano Sanità 20 aprile 2019 https://tinyurl.com/y56ym66b

    [7] Antibiotici. Come, quando e perché.. e perché NO!
    di Davide | 6 Marzo 2016 Odontoiatria etica
    Tutto quello che avresti voluto [e dovuto] sapere sul dentista e nessuno ti ha mai detto
    https://tinyurl.com/y3ua3jk4
     

  • PARADOSSO SULLA MEDICINA
    (di Paolo Ruffini)
     
    La medicina è un settore della conoscenza che dovrebbe occuparsi delle malattie dell’uomo. Dovrebbe preoccuparsi di debellare, se vogliamo, le malattie dall’uomo. Il problema dove si annida? Il problema nasce da un puro conflitto di interessi, nel senso che la medicina è comunque fatta da aziende che devono tutto il loro potere e tutta la loro ricchezza alla malattia: Ricerca, Produzione, Vendita, Ricavo. Questo è un paradosso: la medicina, (intesa come ricerca di una cura) non può avere alcun interesse ad avere una popolazione sana. Immaginiamo che domani ci fosse qualcuno che si inventa qualcosa grazie alla quale tutti guariscono, istantaneamente, da qualsiasi malattia possano avere. Sarebbe la più grave crisi economica mondiale che l’essere umano abbia mai affrontato in tutta la sua storia no? Immaginatevi le aziende, i professionisti, le farmacie, gli ambulatori, gli ospedali... Resterebbero solo costi attivi per incidenti, anziani, disabili, maternità...  E questo perché? Perché comunque la medicina ha dietro persone (quindi anche famiglie) , società, aziende e queste industrie farmaceutiche pagano le tasse, hanno dipendenti, fanno pubblicità e tutto questo come pensate possa essere sostenuto senza la malattia? È un ambito dunque paradossale che si autoalimenta. Avete mai sentito parlare della Obsolescenza programmata? Tale termine per indicare, ad esempio, che i nostri cellulari sono programmati per non durare troppi anni e il perchè lo potete immaginare.
    O sbaglio?
     

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  • SIETE SANI FINO A PROVA CONTRARIA
     
    Malattie costruite a tavolinoIl potere della medicina sta cambiando negli ultimi decenni anche grazie agli interessi economici retrostanti. Oggi l’iniziativa degli interventi sanitari viene assunta sempre meno dai diretti interessati, pazienti o cittadini che siano, e sempre più dai professionisti della salute. Stiamo assistendo sempre più alla trasformazione della medicina in un’attività industriale. 
    Quella che è stata per secoli una professione, cioè un’attività artigianale esercitata sulla base di un codice deontologico, è oggi nei Paesi ricchi uno dei settori trainanti dell’economia, consistente nella produzione su scala industriale di beni e servizi (non solo di farmaci e di dispositivi medici, ma di una miriade di prodotti e di attività, compresa l’assistenza ospedaliera) e responsabile di una quota consistente del PIL, grazie a una crescita che non conosce recessione. 
    Questa ‘industria della salute’ ha ovviamente interesse a reclutare clienti, coinvolgendo anche i sani, e utilizza sempre più efficacemente gli strumenti del marketing, ben esemplificato dal fenomeno del ‘disease mongering’, ormai ampiamente documentato nella letteratura scientifica e nella stampa divulgativa per mezzo del quale è possibile costruire ‘ad arte’ una malattia.

    Più semplicemente il ‘disease mongering’ è la tecnica mediante la quale di creano patologie a tavolino allo scopo di vendere più farmaci. 
    Viene utilizzata dalle multinazionali farmaceutiche nei casi più estremi per inventare delle patologie per poi commercializzare dei farmaci, in quelli meno estremi per ampliare a dismisura i criteri diagnostici di una patologia che esiste realmente sempre per poter vendere più farmaci.

    Sì, sembra un paradosso, ma una malattia si può inventare, anche se il disturbo non esiste. 
    Si può studiare a tavolino. Case farmaceutiche da un lato, medici dall'altro, un'ottima campagna di marketing. E il gioco è fatto. Viene prodotto un farmaco, magari si fa un convegno che legittimi una certa malattia, e quel farmaco inizia ad essere venduto. Le aziende farmaceutiche si arricchiscono, la classe medica perde la propria indipendenza a scapito delle reali necessità del paziente, e l'etica va a farsi benedire.
    Per esempio si discute sempre dei limiti del colesterolo o della pressione. Abbassando verso l'alto o verso il basso determinati criteri diagnostici, si scopre che persone che fino a ieri erano sane, oggi sono malate.

    La classe medica è molto coinvolta in questo "gioco". Anche a loro insaputa. Perchè spesso l'abilità delle aziende è proprio quella di influire sin dall'inizio del processo, con tecniche molto raffinate. Ci sono fior di uffici marketing che lavorano per questo.
    La legittimazione della malattia - e quindi il Desease Mongering - passa anche per l'organizzazione dei congressi...
    Vengono organizzati per legittimare l'esistenza di una malattia o si ampliano i criteri diagnostici e poi si scopre che sono organizzati da associazione di pazienti finanziate dall'industria farmaceutica.

    COME SI COSTRUISCE UNA MALATTIA?
    1) attraverso la riduzione delle soglie (di malattia e di rischio); 
    ▶ Glicemia a digiuno, soglie di normalità: 
    anni ’70: 160 mg/dl - anni ’80-90: 140 mg/dl - oggi: 126 mg/dl 
     ▶ Pressione arteriosa, soglie di normalità: 
    anni ’70: 160/90 mm Hg - anni ’80-90: 140/90 mm Hg - oggi 120/80 mm Hg

    2) attraverso l’anticipazione della diagnosi (diagnosi precoce, con l’obiettivo di scoprire la malattia in fase pre-sintomatica);
    3) attraverso l’aumento delle “pseudomalattie” e dei fattori di rischio.

    MA QUALI SONO GLI STRUMENTI UTILIZZATI?
    1) ingigantire il problema affermando che tocca milioni di persone per lo più inconsapevoli (un italiano su 4 è depresso !); 
    2) suscitare timori inducendo a credere che i rischi siano gravi, soprattutto se non si interviene tempestivamente (sopravvalutazione del rischio); 
    3) indurre a visite ed esami per creare potenziali malati/clienti.
    4) banalizzare la soluzione, sostenendo che un nuovo prodotto (farmaci, vaccini ecc.) è in grado di risolvere facilmente il problema;
    5) controllare la ricerca in tutte le sue fasi.

    ESEMPIO: Drapetomania 
    ‘Malattia’ diagnosticata per la prima volta da Samuel Cartwright, medico della Louisiana, con un articolo pubblicato sul New Orleans Medical and Surgical Journal
    • definizione: impulso incontrollabile a fuggire di casa
    • complicanza: nel caso dei neri (impulso incontrollabile a evadere dalla
    schiavitù) si parla di dysesthesia aethiopica  (= disobbedienza)
    • terapia: bastonate 

    IN CHE MODO SI PROMUOVE UNA MALATTIA? 
    “Fai il tagliando al cuore, parlane con il tuo medico”…
    Si deve “stabilire la necessità, creare il desiderio” tramite vari canali:

    1) visite gratuite: il sistema sanitario (e alcuni specialisti) hanno un interesse a trovare i malati prima che abbiano disturbi con il conseguente aumento dei pazienti e dell’attività;
    2) giornate nazionali o mondiali dedicate, ma anche settimane, mesi o anni... (il calendario delle malattie). Le ricorrenze si fissano nella memoria delle persone, inoltre si massimizza lo sforzo. Una valanga di informazioni concentrata in poco tempo così che si possa dire di saperne qualcosa di più quando in realtà se ne esce più confusi di prima. Sono state oltre 20 le giornate più importanti dedicate alla salute nell'arco del 2016. [1]

    Questo il calendario delle malattie:
    10 Gennaio - Giornata nazionale per i diritti dei non fumatori
    4 Febbraio - Giornata mondiale del cancro
    10 Marzo - Giornata mondiale del rene
    21 marzo - Giornata mondiale della sindrome di Down
    2 Aprile - Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo
    7 aprile - Giornata mondiale della salute
    22 aprile - Giornata nazionale salute della donna
    7 Maggio - Giornata della fertilità
    17 maggio - Giornata mondiale ipertensione arteriosa
    31 maggio - Giornata mondiale senza tabacco
    14 Giugno - Giornata mondiale del donatore di sangue
    21 giugno - Giornata mondiale contro la Sla
    21 giugno - Giornata nazionale contro le leucemie, i linfomi e il mieloma
    29 luglio - Giornata mondiale dell'epatite.

    ▶ Durante l'estate è arrivato l'ok definitivo da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) all'immissione in commercio nei Paesi comunitari di due nuove combinazioni di farmaci per il trattamento dell'epatite C: Epclusa (prodotto da Gilead) e Zepatier (prodotto da Merck Sharp & Dohme). Tra i nuovi farmaci disponibili troviamo il regime terapeutico a base di glecaprevir/pibrentasvir (prodotto da Abbvie).
    Abbvie supporta le Associazioni di Pazienti e le Associazioni a supporto dei pazienti malati di epatite C. Tra queste in prima linea c'è l'Associazione EpaC Onlus che ha ricevuto un supporto economico da parte di Abvie di EURO 60.000 per attività Istituzionali ed interne all'Associazione .
    Che dite? Su quale farmaco l'EpaC avrà un occhio di riguardo? 
    http://www.abbvie.it/…/Supporto-alle-Associazioni-di-Pazien…

    1 Agosto - Giornata mondiale del tumore al polmone
    21 settembre - Giornata mondiale Alzheimer
    29 Settembre - Giornata mondiale del cuore
    10 Ottobre - Tumore al seno campagna nastro rosa Lilt 
    10 Ottobre - Giornata mondiale salute mentale
    29 ottobre - Giornata nazionale della ricerca sul cancro
    14 e 15 novembre - Giornata mondiale del diabete
    1 dicembre - Giornata mondiale Aids
    ...

    Però almeno fatemi vivere in pace per qualche mese;

    3) materiale informativi distribuiti ubiquitariamente (spot, opuscoli, manifesti dall’industria diretti a pazienti comunità scientifica, TV, scuole, Istituzioni e associazioni di pazienti (la cronica mancanza di mezzi spinge le associazioni di pazienti ad accettare senza farsi troppi problemi i soldi dell’industria);
    4) eventi, congressi, visite in piazze... per indurre cittadini che si ritengono sani a fare visite o esami che altrimenti non avrebbero fatto (la salute porta a porta);
    5) redazionali sui media (limitarsi ai pareri di esperti trattati come tuttologhi, enfatizzare la rilevanza clinica, confondere fattori di rischio con malattie, presentare i rischi in modo ingannevole…); [2]
    6) opinion leader (leader di opinione, esperti riconosciuti che per conto dell’industria farmaceutica partecipano di persona a trial clinici, discussioni o ad assumono ruoli di consulente sull’argomento, parlano ai convegni ecc. influenzando la platea e le modalità prescrittive dei colleghi).

    SALUTE = MERCE
    SANITA' = MERCATO

    La spinta economica: 'selling sickness' (la malattia in vendita)
    ▶ “I sani sono malati che non sanno di esserlo” [3]
    [Jules Romains – Knock 1923]
    ▶ Il mio sogno è produrre farmaci per le persone sane” [4]
    (Henry Gadsden Pres. della Merck, primo discepolo del dr. Knock – intervista rilasciata a Fortune 1976)
    ▶ Si possono fare un sacco di soldi dicendo ai sani che sono malati” [5]
    [Ray Moynihan - BMJ. 2002 Apr 13; 324(7342): 886–891)]
    ▶ L'industria farmaceutica fabbrica le malattie meglio dei farmaci? [6]
    [EMBO Reports 2005 Jul; 6(7): 612–614]

    LA FILIERA DELLE CURE
    ● Un sistema di produttori e fornitori di beni e servizi per la stessa malattia,
    condizione o disturbo;
    ● L'entrata in azione di ciascun elemento (anello) mette in moto anche gli altri, in
    modo ciclico;
    ● Tutti hanno un interesse comune a espandere l'attività: di più è meglio.

    LA CASCATA CLINICA
    Un semplice test del PSA in un uomo asintomatico di 50 anni:
    • Ecografia
    • Biopsia
    • Intervento chirurgico
    • Incontinenza 
    • Disfunzione erettile
    • Pillole, dispositivi,
    • visite, monitoraggi...
    “Con il test del PSA avete una probabilità circa 50 volte maggiore di rovinarvi la vita piuttosto che di salvarvi la vita”.
    (Otis Brawley, chief medical officer American Cancer Society)

    PERCHE' LE PERSONE SONO TANTO ANSIOSE DI RICEVERE CATTIVE NOTIZIE?
    Due pregiudizi che non possono essere smentiti da alcuna esperienza personale:
    ● Gli esami non fanno male, al massimo sono inutili;
    ● E' sempre meglio anticipare la diagnosi;
    Di conseguenza:
    ● Se faccio il test e il risultato è positivo «Ho fatto bene a farlo» anche se era un falso positivo o una sovradiagnosi (che è impossibile da dimostrare nel singolo caso);‏
    ● Se non faccio il test e insorge una malattia «Il mio dottore ha fatto male a non farmelo fare»

    Riguardo agli screening più gettonati, quelli cioè che dovrebbero ridurre la mortalità tumorale, e non, come erroneamente molti credono, prevenire il cancro, essi sono sempre presentati all’opinione pubblica come scelte ovvie, quasi obbligate e non controverse, mentre in realtà essi rappresentano sovente una delle decisioni più complesse e difficili da prendere e da assumere. 
    Infatti un silenzio tombale circonda i «malefici» della diagnosi precoce e tra essi, in particolare, quello più importante, cioè la SOVRADIAGNOSI che consiste essenzialmente nel mettere in evidenza delle lesioni o dei tumori «in situ» che non evolveranno mai nel corso della vita ma sui quali, se li trovi, ti sentirai «obbligato» ad intervenire chirurgicamente e/o con terapie radianti
    o chemioterapiche. (Prof. G. Domenighetti - vedi approfondimenti).

    Un classico esempio potrebbe essere quello del Carcinoma duttale in situ (DCIS)
    Il DCIS è una forma iniziale di tumore al seno (detto anche precancerosi, pre-invasivo, intraduttale): le cellule tumorali si sviluppano all’interno dei dotti ma rimangono “in situ” cioè non si estendono al di fuori del dotto nel tessuto circostante o in altre parti del corpo. Questa caratteristica rende la prognosi del DCIS molto buona. [7]
    Non essendoci di solito sintomi, nella maggior parte dei casi il DCIS viene scoperto solo in occasione di una mammografia. Questa è la ragione per cui il DCIS è diagnosticato più spesso da quando sono iniziati i programmi di screening mammografico: rappresenta infatti circa il 20% di tutte le diagnosi nei programmi di screening. Può esserci un DCIS quando nella mammografia sono presenti piccoli accumuli di calcio (micro-calcificazioni) che appaiono come piccole macchie bianche. Non tutte le micro-calcificazioni sono comunque un DCIS e molte donne sviluppano con l’età calcificazioni benigne.
    Inizia a questo punto la CASCATA CLINICA di cui abbiamo parlato poc'anzi.

    In alcuni casi viene eseguita una risonanza magnetica (MR o MRI) per definire meglio l’estensione delle alterazioni e programmare in modo adeguato il trattamento successivo. Per arrivare a una diagnosi definitiva è necessaria una biopsia.
    In base alla situazione sono possibili diversi tipi di biopsia:
    1.In caso di un nodulo si esegue un esame citologico e un esame istologico
    2.In caso di secrezione dal capezzolo si esegue un esame citologico
    3.In caso di micro-calcificazioni si esegue un mammotome (detto anche biopsia stereotattica). E tutta una serie di altri esami nel timore - nemmeno tanto chiaro - che un DCIS non curato possa trasformarsi in un tumore duttale invasivo.

    L’esame istologico di un DCIS comprende, come per i tumori invasivi:
    ◾l’esame dei recettori ormonali a cui si legano gli ormoni femminili
    (estrogeni/progesterone) che stimolano le cellule tumorali a crescere
    ◾il recettore per HER2
    ◾l’indice di proliferazione Ki67 o MIB1

    Lo scopo del trattamento è asportare chirurgicamente in modo completo il DCIS per evitare che si riformi o possa diventare un tumore duttale invasivo (il tipo più frequente di tumore maligno al seno) se non viene curato. 
    In ogni caso, a volte da un DCIS non si sviluppa un tumore invasivo o la crescita è così lenta da non rappresentare un problema per tutto il resto della vita.
    Purtroppo non è oggi possibile distinguere le lesioni e i «tumori in situ» che rimarranno silenti nel corso della vita da quelli che evolveranno.
    È tuttavia importante riconoscere che lo screening non ha solo effetti positivi ma anche effetti negativi significativi e che essi dovrebbero essere menzionati e quantificati in modo comprensibile nei rapporti informativi al fine di permettere una presa di decisione informata che rispetti la libertà di scelta individuale.

    Dicono che bisogna fare una mammografia ogni due anni e le donne la fanno perché si informano male.La cattiva informazione fa credere che facendo questo esame non venga il tumore. Le donne dovrebbero informarsi meglio perchè a volte ci sono dei falsi negativi o dei falsi positivi che possano allarmare inutilmente.
    Le stime del rapporto tra i benefici dello screening in termini di numero di decessi per tumore al seno evitati e i «malefici» della diagnosi precoce, cioè il numero di donne oggetto di sovradiagnosi che saranno poi trattate inutilmente per lesioni o «tumori in situ» che non sarebbero mai evoluti nel corso della loro vita, è di circa 1 a 10 secondo la revisione Cochrane del 2013. [8]
    Questo significa che per una donna a cui è stato evitato il decesso altre 10 sono invece state trattate inutilmente con interventi chirurgici, radioterapia e chemioterapia.


     
    ATTENZIONE A NON DIVENTARE MALATI INSEGUENDO LA SALUTE!
    Quello che ci fa ammalare, scriveva Gilbert Welch sul New York Times del 2 gennaio 2007, è soprattutto un’epidemia di diagnosi.
    (Welch G, Schwartz L, Woloshin S. What’s making us sick is an epidemic of diagnoses. New York Times, 2 Gennaio 2007).
    Con questo non stiamo dicendo di non fare gli esami, fateli, ma attenzione!Ricordate sempre che come dice un vecchio detto "Il maggior mistero della medicina non è la malattia, ma la salute". 
    Prestate pertanto la massima attenzione affinchè i sanitari vi mettano in cura solo per farvi guarire e non per business… perché, con le migliori intenzioni, la strategia della sensibilizzazione produce spesso più danni che benefici.
    «Medicus non accedat nisi vocatur»: il medico non varchi la soglia se non è chiamato!
    Per millenni è stato il diretto interessato a chiamare il medico e a chiedergli: «Aiutami con la tua scienza perché sto male e ne ho bisogno». 
    Oggi sempre più spesso avviene il contrario, e il paziente apprende di essere malato, o almeno bisognoso di interventi medici, assai prima di soffrire qualsiasi disturbo. Il potere di iniziativa, che sin dall’antichità era addirittura interdetto ai medici («Medicus non accedat nisi vocatur»), evidentemente per evitare un eccesso di autoreferenzialità, è oggi ormai quasi totalmente concentrato nelle mani di chi, grazie alla tecnologia, è in grado non solo di definire chi è malato, ma anche di prevedere chi, con una certa probabilità, lo sarà. Anche quando si tratta di una persona già classificata come malata, sono infatti i medici a decidere (sulla base di un’ecografia, di una TC o di un marcatore nel sangue) quando è il caso di intervenire, ben prima che il diretto interessato abbia qualunque nuovo disturbo.
    Il settore dell'industria farmaceutica ha molti interessi economici in questo senso. Interessi che si scontrano con le reali necessita dei pazienti...
    Certamente le industrie farmaceutiche ci salvano la vita in molti casi e quindi bisogna dire grazie. Ma dire grazie a un settore così importante non ci può impedire di avere l'onestà intellettuale di denunciare all'opinione pubblica i casi di Disease Mongering.
    Un grande psichiatra, Agostino Pirella ,disse: «Il farmaco viene ormai considerato una merce come tutte le altre e le tecniche di marketing sono le stesse utilizzate per vendere un telefonino o un automobile. Ma noi non siamo e non possiamo essere consumatori di farmaci».

    INVEROSIMILE TUTTO CIO'?
    I comunicati stampa di questo genere si articolano tutti secondo uno stesso schema dettato dalle regole del marketing e adatto a colpire l'attenzione del lettore: 1 - suscitare timori 2 - ingigantire il problema 3 - indurre a controlli 4 - banalizzare la soluzione.
    Provate voi stessi a creare un comunicato con il ‘generatore di comunicati’... Rileggendolo vi sembrerà sembrava più "vero" di quelli leggete quotidianamente. 
    http://www.partecipasalute.it/…/generatore-comunicati-002.p…
    Dopo aver creato il vostro comunicato confrontatelo con alcuni esempi realmente pubblicati dalla stampa e vi accorgerete che la finzione non si discosta poi molto dal vero. 
    http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/43
    Sarà un esperimento molto interessante e divertente (peccato che si parli di salute!).

    LA SCOMPARSA DEI SANI
    Se nulla cambierà assisteremo ad un aumento del numero di controlli necessari, per un soggetto in buona salute, prima che le preoccupazioni mediche diventino a loro volta una causa patogena (NNC), degli interventi terapeutici, e contempraneamente ad un aumento dei danni iatrogeni (indotti dalla medicina) e dei costi.
    Non si potrà più lasciare la definizione di soglie di malattia e d'intervento a ristretti panel di esperti.
    Per prendere decisioni su interventi che riguardano la salute pubblica occorre considerare l'efficacia effettiva, il rischio di danni, e la sostenibilità sanitaria e sociale.
    E’ ora di condurre esercizi di democrazia deliberativa con aperta discussione con i cittadini ben informati sui pro e contro di ogni scelta.

    UN CONSIGLIO FINALE 
    Chi ha mangiato un sanguinaccio nei tre giorni precedenti non si sottoponga allo screening per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Avrebbe quasi il 50% di probabilità di ottenere un
    risultato (falso) positivo. [9]

    *************************************

    APPROFONDIMENTI
    Disease mongering. Una malattia per ogni pillola
    http://www.saluteinternazionale.info/…/disease-mongering-u…/

    BEN SAREBBE FOLLE CHI QUEL CHE NON VORRIA TROVAR CERCASSE …  SOVRADIAGNOSI
    Presentazione del Prof. Gianfranco Domenighetti dell’Università della Svizzera Italiana.
    Un tempo le persone chiedevano di essere curate perché si sentivano ammalate, oggigiorno si incoraggiano le persone soggettivamente sane a sottoporsi a tutta una serie di esami diagnostici preventivi per rassicurarle di non essere «ammalate». Il complesso medico-industriale ha sviluppato
    tecnologie in grado di identificare le più piccole anomalie, ha modificato le soglie che definiscono la «normalità» e «creato» nuove malattie. 
    Probabilmente per l’opinione pubblica ricevere una diagnosi, specie se in anticipo, è ormai diventato sinonimo di guarigione. Questo assioma potrebbe spiegare il generale entusiasmo per qualsiasi genere di screening proposto dal mercato: farsi trovare in anticipo una malattia mette se non altro al riparo dall’accusa ex-post di aver peccato di omissione e, per il medico proponente, di essere accusato di «malpractice».

    LEGGI: http://www.pensiero.it/…/pc/pdf/sovradiagnosi/prefazione.pdf

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    NOTE:

    [1]http://www.ansa.it/…/da-infertilita-a-epatite-il-calendario…
    [2] http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/43
    [3] http://www.rai.it/…/ContentItem-2d46eae7-7cab-4a04-a354-be9…
    [4] http://www.sanita24.ilsole24ore.com/…/sani-mirino-cure-1229…
    [5] http://www.bmj.com/content/324/7342/886.1
    [6] Disease mongering and drug marketing
    Does the pharmaceutical industry manufacture diseases as well as drugs?
    Howard Wolinsky
    EMBO Reports 2005 Jul; 6(7): 612–614.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1369125/
    [7] Carcinoma duttale in situ (DCIS)
    http://www.infoseno.org/…/tipi…/carcinoma-duttale-situ-dcis/
    [8] Gøtzsche PC, Jørgensen KJ. Screening for breast cancer with mammography.
    Cochrane Database of Systematic Reviews 2013, Issue 6. Art. No.:
    CD001877. DOI: 10.1002/14651858.CD001877.pub5.
    [9] Fludger S, Turner AM, Harvey RF, Haslam N. Controlled prospective study of faecal occult blood screening for colorectal cancer in Bury, black pudding capital of the world. BMJ 2002; 325:1444-5.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC139030/

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