QUANDO IL CONTROLLORE E’ ANCHE IL CONTROLLATO
(di Patrizia Marini)

‘Quis custodiet ipsos custodes’? Chi controlla i controllori? La vecchia locuzione latina sintetizza bene il contenuto di un intervento che Silvio Garattini direttore dell’Istituto Mario Negri ancora una volta - come 16 anni fa - ha fatto sul British Medical Journal (BMJ) per stigmatizzare le storture tutt’ora presenti nell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA). L’articolo si intitola: ”L'Agenzia europea dei medicinali è ancora troppo vicina all'industria: due decenni dopo la sua nascita, l'agenzia continua a non mettere in primo piano gli interessi dei pazienti”. (1)

Per far meglio comprendere il suo pensiero allega una tabella dove si osservano in sinossi le modifiche attuate dopo che l’EMA stessa è stata spostata dalla Direzione Generale
Imprese (DG Enterprise, anno 2000) alla Direzione Generale Sanità e Consumatori (DG SANCO,
anno 2015). L’attuale collocazione è certamente più appropriata della precedente, che vedeva
l’agenzia del farmaco ed aziende produttrici sotto lo stesso ombrello; peccato però che il sostegno finanziario di EMA da parte dell’industria sia passato dal 71% all’83%.

La sede dell'agenzia è a Londra e di recente si è parlato di un possibile trasferimento a Milano. (2) L'EMA è nata al termine di oltre sette anni di negoziati tra i governi europei, sostituendo due organismi preesistenti, il CHMP (Committee for Medicinal Products for Human Use), e il CVMP (Committee for Veterinary Medicinal Products), entrambi istituiti nel 1977. Il CHMP (Comitato per i Prodotti Medicinali ad uso Umano) è responsabile nel contempo della farmacovigilanza e del ritiro dal commercio di farmaci che esso stesso ha autorizzato.
Oggi il CHMP concentra in sé troppe attribuzioni, alcune delle quali in chiaro conflitto fra loro. Ha facoltà, dietro compenso, di concedere consulenze scientifiche alle industrie per aiutarle a preparare la documentazione per gli studi di registrazione, che vengono poi giudicati dallo stresso Comitato, che in qualche caso fa ricorso (contro se stesso!).

Purtroppo gli interessi economici dei singoli stati e le lobbies industriali hanno finora
ostacolato l’adozione di regole che favoriscano pienamente l’interesse dei pazienti.
Secondo Garattini consulenze scientifiche, ricorsi e ritiro dal commercio dei prodotti dovrebbero essere attribuzioni di altri comitati indipendenti. Chi sarebbe così improvvido da inserire in un comitato di valutazione farmaci un soggetto che percepisce l’80% del suo stipendio dalle aziende di cui deve giudicare i prodotti?
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(1) Garattini S. The European Medicines Agency is still too close to industry: two decades after its inception, the agency still fails to put patients’ interests first.
Ricerca & Pratica Istituto Mario Negri
Silvio Garattini
Ric&Pra 2016;32(4):161-163 DOI 10.1707/2322.24972
Pubblicato il 6 maggio 2016 sul British Medical Journal (BmJ)
BMJ 2016;353:i2412 doi: 10.1136/bmj.i2412
http://bit.ly/2tgjlEF

Scarica il PDF
http://bit.ly/2tXLZsY

No Grazie! Lettera n. 38 – Giugno 2016 – A pagina 6, capitolo 4
L’EMA è ancora troppo vicina all’industria farmaceutica.
http://bit.ly/2tgiSSO

(2) Sede Ema, la farmaceutica made in Italy: «Milano ha le carte in regola»
Il Sole 24Ore23 giugno 2017
di Laura Cavestri e Sara Monaci
http://bit.ly/2tXHHSd

APPROFONDIMENTI
Garattini: "Sui farmaci sappiamo poco… Serve una farmacovigilanza piu' attenta, seria e attiva. Il punto, per me, è la trasparenza. Che riguarda tutti i farmaci, non soltanto i vaccini. Perché non possiamo valutare le conseguenze dell’assunzione dei farmaci basandoci soltanto sugli studi presentati dalle industrie farmaceutiche. Sugli studi è riportato il 10% di quello che dovremmo sapere sulle sostanze che assumiamo".
http://bit.ly/2uxHruJ

Farmacologo Garattini a proposito del problema sollevato dalla trasmissione Report sul vaccino contro il Papilloma Virus (Hpv).
http://bit.ly/2vrfukM

Ricerca & Pratica | L’Agenzia del Farmaco Europea è tuttora troppo legata all’industria
ricercaepratica.it
[Patrizia Marini]Come immagine metti la tabella che trovi al link indicato di seguito e in basso citi la fonte:

FONTE
Ricerca & Pratica Istituto Mario Negri - Ric&Pra 2016;32(4):161-163
http://bit.ly/2tgjlEF
 

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