Se dopo l'influenza il virus si nasconde nel divano.
Come pulire la casa per evitare il contagio.

Le regole per eliminare i potenziali agenti infettivi dalle mura domestiche.
L'esperto: "Buttate lo spazzolino e disinfettate superfici, telecomandi, maniglie e rubinetti"

L'INFLUENZA ha avuto il suo picco proprio durante le festività natalizie quando le visite di amici e parenti sono più frequenti per festeggiare insieme. Inevitabile, quindi, che la casa si trasformi in un covo di germi e batteri che continuano a circolare tra le mura domestiche e ad essere quindi un potenziale agente infettivo per chi ci vive e per chiunque ci faccia visita. Ecco perché serve una pulizia più accurata che sia quasi una sorta di disinfezione casalinga e che ci aiuti a liberare le stanze dal rischio di contagio.

Il galateo respiratorio. Prima ancora che pensare alla disinfezione dei vari ambienti di casa, è importante che chi si è ammalato o ha semplicemente preso un raffreddore adotti il cosiddetto “galateo respiratorio”: “Oltre all’influenza in questo periodo dell’anno girano tanti microrganismi che si trasmettono per via aerea attraverso le goccioline di saliva e le varie secrezioni nasali” spiega   Giancarlo Icardi, ordinario di Igiene all’Università di Genova ed esperto della Società italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI). “Il galateo da adottare prevede che tutte le volte che si starnutisce, bocca e naso vengano coperti con la mano o meglio ancora con un fazzoletto monouso che però va smaltito al più presto senza lasciarlo in giro perché sopra ci sono dei microrganismi che possono migrare dappertutto in casa”. Se, però, lo starnuto arriva all’improvviso, ecco il suggerimento dei ricercatori della Otago University: coprirsi la bocca e il naso con il gomito piegato. Nei casi in cui il contatto con gli altri sia molto frequente, si può indossare una mascherina che protegge bocca e naso.
L’igiene ambientale. Anche se fa freddo, è importante garantire un buon ricambio dell’aria. “Ogni mattina bisogna spalancare le finestre e lasciar entrare aria nuova. Naturalmente se c’è un ammalato, meglio spostarlo in un’altra stanza per non fargli prendere freddo. E’ bene anche svuotare i cestini in cui si buttano i fazzoletti di carta dove soffiamo il naso” raccomanda Icardi.

La disinfezione del bagno. 
Insieme alla cucina, il bagno è una delle stanze più “amate” da virus e batteri e quindi la prima a dover essere pulita con accuratezza. Per prima cosa, bisogna disinfettare le maniglie, sia quella della porta che quelle della finestra e poi i rubinetti: sono gli oggetti che tutti necessariamente toccano e quindi quelle da cui è più facile avere una trasmissione di infezioni. Si può usare un mix di acqua, alcol, aceto e oli essenziali: l’aceto è una sostanza acida che scioglie lo sporco ed è l’ideale per disinfettare in modo naturale. Lo si può usare al posto della candeggina con il vantaggio che è anche biodegradabile oltre che economico. Purtroppo, però, non uccide i batteri più pericolosi come lo stafilococco. "Per una corretta disinfezione casalinga, meglio utilizzare i comuni detergenti a base di ipoclorito di sodio al 5% perché hanno una concentrazione di sodio tale che deterge ed elimina i batteri", spiega Icardi. 


Asciugamani e spazzolino da denti. 
Quando in casa c’è una persona ammalata, bisogna prestare più attenzione all’igiene e al buon senso: "Per esempio, può essere utile adoperare le asciugamani in carta monouso oppure se si preferiscono quelle in tessuto, meglio averne uno personale in modo da non utilizzare quello della persona ammalata" suggerisce l’esperto. Stesse precauzioni per lo spazzolino da denti che essendo stato in bocca ha catturato gran parte di germi e batteri. Oltre a pulirli come si deve tenendoli per un buon tempo sotto il getto dell’acqua corrente calda, è bene evitare che siano conservati l’uno vicino all’altro e che, magari, si tocchino. Se si è avuta l’influenza o il raffreddore, meglio sostituire lo spazzolino quando si guarisce.

L’azione disinfettante della lavastoviglie. 
La cucina è la stanza dove si socializza di più e come il bagno ha molte superfici di “condivisione” come il tavolo e le sedie. "Gli stessi prodotti a base di ipoclorito di sodio usati per il bagno vanno bene anche per disinfettare le superfici di lavoro e gli elettrodomestici della cucina. Sarebbe bene pulire ogni giorno i rubinetti e le maniglie del frigorifero, del forno, dei pensili, della lavastoviglie e dei bidoni della spazzatura. I piani di lavoro e il lavello vanno disinfettati più volte al giorno soprattutto se ci è stata appoggiata la carne cruda", chiarisce l’igienista. Se il lavandino è pieno di piatti sporchi in cui hanno mangiato le persone influenzate, meglio caricarli nella lavastoviglie che garantisce un'ottima azione disinfettante grazie alle alte temperature raggiunte nelle fasi di lavaggio (50°-65° C) e risciacquo (70° C).

Cambio biancheria in camera da letto. 
E’ la stanza nella quale vengono “confinate” le persone che si ammalano e quindi c’è un accumulo di virus e batteri che rende necessaria un’accurata pulizia giornaliera per le maniglie, gli interruttori della luce e i comodini. Ma c’è da curare anche l’igiene della biancheria da letto. In particolare, le federe dovrebbero essere lavate ogni giorno perché vi si depositano la bava della bocca, il make-up e le cellule morte della pelle. “Questo è il motivo per cui in genere negli ospedali il cambio letto viene fatto ogni giorno. La stessa cosa va fatta anche a casa quando c’è una persona con l’influenza: tutti i giorni bisogna cambiare lenzuola e federe lavandole in lavatrice ad una temperatura di almeno 60-70° C” suggerisce l’esperto della SIti.

Pavimenti a prova di batteri. 
Quando si starnutisce o si tossisce, i batteri migrano appoggiandosi sulle superfici dei mobili e sui pavimenti. "Per rimuovere le mucose che finiscono su pavimenti e mobili - spiega Icardi - bisogna sempre utilizzare un panno umido e non asciutto: così si evita di sollevare la polvere su cui si sono depositati i microrganismi che, invece, restano intrappolati nel panno che poi va lavato in lavatrice ad alta temperatura o anche sotto il getto dell’acqua molto calda”. Per disinfettare a fondo i pavimenti, poi, l’ideale sarebbe una scopa a vapore che raggiunga i 200° C che è la temperatura necessaria per uccidere i batteri.

Via il virus dal salotto. 
Telecomandi, interruttori della luce, maniglie di porte, mobili e cassetti sono i grandi “magneti di virus” del salotto di casa che vanno quindi disinfettati quotidianamente. Pulizia assidua anche per divani e poltrone che “assorbono” facilmente tutto ciò che circola nelle stanze. “Se le superfici dei mobili non consentono l’uso dei prodotti a base di ipoclorito di sodio, si possono scegliere altri detergenti con tensioattivi che riescono a pulire in profondità” spiega Icardi. Se il divano è sfoderabile, dopo un’influenza a casa è bene lavare tutti i tessuti in lavatrice controllando prima le indicazioni sull’etichetta per evitare di danneggiare la tappezzeria.

FONTE:
http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/01/10/news/influenza_e_raffreddore_come_pulire_la_casa_per_evitare_il_contagio-155730954/

<< ATTENZIONE >>
NOI CONSIGLIAMO, AL POSTO DELLA CANDEGGINA, DI USARE IPOCLORITO DI SODIO AL 6%.
Solo a questa titolazione è possibile davvero abbattere ogni virus, batterio, fungo e protozoo da ogni superficie domestica.
E' possibile acquistare un flacone da 5 litri al seguente indirizzo: 
http://ibfstore.com/soluzioni-dermatologiche-pronto-all-uso-ipoclorito-di-sodio-gr-farmaceutico-concentr-6-9-12-15-liq-e-spray-conc/10-soluzione-pronta-all-uso-ipocolor-6.html?cid=25#/confezione-5_kg
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Le ricerche, le nuove applicazioni, le testimonianze, gli approfondimenti. Iscriviti adesso!

Contattaci

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Continuando a visitare il sito ne accetti l'uso. Per saperne di piu'

Approvo

Politica sui cookies

Per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito web, metodoruffini.it inserisce alcuni cookie sul tuo computer.

Ma che cosa sono i cookies e perché si usano?
I cookies sono piccoli file di testo salvati sul tuo computer o sul tuo dispositivo mobile. Non occupano molto spazio, e, una volta scaduti, saranno rimossi automaticamente.
Il sito del Metodo Ruffini usa i cookie per fare sì che la tua visita al nostro sito web sia il più possibile piacevole. Ci sono diversi tipi di cookie, usati in diversi modi. Alcuni hanno la funzione di consentirle di sfogliare il sito web e di vedere determinati oggetti. Altri servono a darci un'idea delle tue esperienze nel corso della tua visita, per esempio le difficoltà che incontra nel trovare quello che cerchi; in tal modo possiamo migliorare e rendere il più possibile piacevoli le tue visite future.
I cookies più importanti sono i cookie necessari. Ti sono indispensabili per navigare sul sito web e utilizzarne le caratteristiche fondamentali. Per migliorarci raccogliamo dati sulla navigazione. Poi ci sono gli interaction cookies si usano per consentirle di interagire con media sociali oppure di inviare recensioni.
Ma se i cookies non piacciono?
Puoi modificare le impostazioni del tuo browser in modo che i cookies siano cancellati o non vengano salvati nel tuo computer o dispositivo mobile senza il tuo consenso esplicito. La sezione Aiuto del tuo browser ti deve fornire informazioni sul modo di gestire le tue impostazioni relative ai cookie. Qui può vedere come si fa con il tuo browser:
Internet Explorer: http://support.microsoft.com/gp/cookies/en
Mozilla Firefox: http://support.mozilla.com/en-US/kb/Cookies
Google Chrome: http://www.google.com/support/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647
Safari: http://support.apple.com/kb/PH5042
Opera: http://www.opera.com/browser/tutorials/security/privacy/
Adobe (plug-in for flash cookies): http://www.adobe.com/security/flashplayer/articles/lso/

Paolo Ruffini C.F. RFFPLA73C12L682L