VACCINAZIONE CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS



In questo articolo si legge:

… Dal 2012, hanno ricordato gli autori, le linee guida di molti paesi sono cambiate, e oggi prevedono un Pap test ogni tre anni a partire dai 21 anni, combinato con l’esame per la ricerca del DNA virale ogni cinque anni, iniziando dai 30; nessuna delle linee guida distingue tra donne immunizzate e no.

<<Oggi, invece, tale distinzione inizia a essere necessaria, per permettere a tutte le donne vaccinate di evitare controlli inutili, e ai sistemi sanitari di risparmiare molto denaro, aumentando al tempo stesso le percentuali di successo delle campagne vaccinali, che diventerebbero molto più mirate. >>

QUESTA E’ FOLLIA ALLO STATO PURO!
La vaccinazione anti-HPV, pubblicizzata pure come vaccinazione contro il cancro del collo dell'utero previene il virus HPV, non il cancro del collo uterino.
Sappiamo bene che se si è immunizzati contro i ceppi più frequenti di HPV non lo si è per nulla nei confronti di tutti gli altri.
Non solo. Proprio l'assenza di protezione nei confronti di altri ceppi pericolosi del virus, rende consigliabile in ogni caso l'effettuazione periodica del Pap-test, a prescindere dalla vaccinazione.
E visto che se una donna effettua gli esami previsti per lo screening, la possibilità di arrivare ad avere un tumore del collo dell'utero in fase avanzata ed incurabile è praticamente nulla, il vantaggio della vaccinazione a questo punto è minimo, bassissimo.
Ceppi ad alto rischio di malignità sono per esempio i ceppi 16, 18, 31, 33, 35 (ma c'è evidenza che solo il 16 sia sempre e sicuramente cancerogeno) ma anche altri hanno un certo rischio di causare tumore maligno (come il 45, il 51, il 52, ed altri). Tanti altri ceppi di HPV sono considerati innocui.
La maggioranza dei tumori del collo uterino in fase iniziale o poco avanzata regrediscono spontaneamente, quelli più avanzati invece non regrediscono quasi mai.
Riuscire quindi a scoprire un tumore in fase molto iniziale con il Pap-test e poi capire che tipo di HPV lo ha causato può essere fondamentale. Una donna, seppur vaccinata, non può sentirsi assolutamente protetta e deve necessariamente continuare ad effettuare i programmi di controllo e screening. Vi è anzi il pericolo che donne vaccinate, sentendosi protette dalla vaccinazione, sottostimino il pericolo e abbandonino i controlli diventando potenzialmente a rischio.

FONTE: http://www.repubblica.it/oncologia/prevenzione/2016/11/16/news/papilloma_le_regole_per_vincere-152118053/?ref=fbpr&ch_id=sfbk&src_id=0001&g_id=1&atier_id=00&ktgt=sfbk0001100

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