DA DOVE VIENE IL NOME “VARECHINA”?
(di Patrizia Marini)



L'ipoclorito di sodio è il sale di sodio dell'acido ipocloroso. La sua formula chimica è NaClO. 
Meglio noto come “varechina” o candeggina, rappresenta sicuramente uno dei più potenti ed efficaci germicidi ad ampio spettro scoperti dall'uomo, avendo la capacità di distruggere fino al 99,99 % dei germi - batteri, virus, alghe, uova, spore e protozoi - se si rispettano le condizioni di utilizzo corrette, quali la concentrazione e il tempo di contatto tra disinfettante e il materiale da trattare.
Varechina, è la variante di varècchi (ceneri di alghe marine) che proviene, dal francese 'varech' (relitto, avanzo di naufragio), dall’inglese antico di origine scandinava 'wraec'.
Si tratta delle ceneri ottenute bruciando le alghe marine raccolte sulla battigia. In quelle ceneri, mescolate all’acqua, un tempo veniva bollito il bucato. Non se ne conosceva il motivo, ma con questo procedimento i tessuti si pulivano.
Oggi si sa che le ceneri dei vegetali sono ricche di ossidi di metalli alcalini: di sodio se si tratta di alghe marine, di potassio se le piante sono terrestri. Derivano dalla distruzione termica di Sali organici; a contatto con l’anidride carbonica presente nell’aria si trasformano in carbonati, composti basici che in soluzione calda “saponificano” i grassi, cioè li staccano dai tessuti, e rendono l’acqua più capace di bagnare le superfici e quindi di lavare bene.
Alla fine del ‘700 ci si accorse che, se le ceneri venivano fatte reagire con cloro gassoso, si ottenevano soluzioni sbiancanti. 
Le ceneri sciolte in acqua calda danno infatti soda caustica
(idrossido di sodio, talvolta denominato impropriamente idrato di sodio), una delle materie prime per la produzione di ipoclorito di sodio, sostanza alla base, appunto, della varechina.
L'ipoclorito di sodio viene da sempre utilizzato nella maggior parte degli acquedotti del Nord Europa e Nord America al fine di garantire la perfetta igienicità dell'acqua da bere.
Un secondo utilizzo più noto a tutti consiste nella disinfezione delle acque da piscina, dove è conosciuto con il nome generico di "cloro", ma risulta altrettanto largamente impiegato nell'industria alimentare e del trattamento delle acque di scarico e nella disinfezione in generale.
Campi di applicazione dell'ipoclorito di sodio disinfettante:

• Acque da destinarsi all'alimentazione umana e anche animale
• Disinfezione di carni, ortaggi e frutta.
• Sterilizzazione di poppatoi.
• Disinfezione sistematica di lenzuola, abiti e tessuti infetti.
• Disinfezione di piaghe e ferite (metodo Ruffini)
• Trattamento micosi (metodo Ruffini)
• Disinfezione di ferri chirurgici.
• Disinfezione di animali, muri di stalle e loro liquami.
• Disinfezione di liquami umani.
• Disinfezione di liquidi biologici umani come escreati, vomito, parti anatomiche, sangue etc.
• Disinfezione ambienti di vita e di lavoro come scuole, caserme etc.
• Disinfezione di posate, piatti, pentolame etc.

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