STAFILOCOCCO AUREO METICILLINO‐RESISTENTE (MRSA)
(a cura del dott. Gilberto Ruffini)

MRSA

Cosa è l’ infezione MRSA ?
E’ una infezione causata dallo Staphylococcus aureus che è un microbo molto comune nel mondo, presente su tutta la superficie cutanea del corpo e soprattutto presente nelle cavità nasali del 29% delle persone sane. In alcune condizioni specifiche, lo Stafilococco può causare infezioni quali polmonite, polmonite nosocomiale (ovvero contratta in ospedale) e infezioni cutanee Questo microbo è il secondo agente eziologico per frequenza in Europa. Negli ultimi 50 anni, a causa di un uso libero, spregiudicato e non attento degli antibiotici, alcuni ceppi di Stafilococco hanno sviluppato resistenza a diverse classi di antibiotici comunemente in uso, incluse alcune penicilline, rendendone più difficile il trattamento.
Le infezioni causate dallo Staphylococcus aureus meticillino‐resistente abbreviata in acronimo inglese MRSA, significante “Methichillin‐Resistant Staphylococcus Aureus” sono oggetto di grande preoccupazione anche in considerazione del fatto che le infezioni acquisite negli ospedali si stanno ora facendo strada anche fuori. Il prezzo da pagare rappresentato dalla morbilità e dalla mortalità delle infezioni da MRSA è la conseguenza di un trattamento antibiotico inappropriato e pesa gravemente sulle risorse economiche per la sanità. Resistenza dell’MRSA In alcuni Paesi europei le infezioni diventano sempre più difficili da trattare, per l’aumento degli organismi resistenti agli antibiotici beta-lattamici Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC, European Centre for Disease Control and Prevention), diverse combinazioni di antibiotico e patogeno, ad esempio la resistenza al fluorochinolone ed MRSA, presentano variazioni tra le regioni settentrionali e meridionali del continente europeo. In genere, si riferiscono quote inferiori di resistenza nei Paesi europei del nord e maggiori quote di resistenza nei Paesi del sud, verosimilmente riflettendo i differenti protocolli di controllo delle infezioni, la presenza o assenza di legislazione riguardante la prescrizione di antibiotici e altri fattori che notoriamente influenzano lo sviluppo di resistenze. Gli MRSA si suddividono in due ceppi: acquisiti in ospedale (HA-MRSA, hospital-acquired) o in comunità (CA-MRSA, community-acquired). Secondo le stime, attualmente il 2% della popolazione ospita un ceppo di stafilococchi resistenti agli antibiotici beta-lattamici. Le infezioni da Stafilococco che si sviluppano negli ospedali sono causate per lo più da MRSA. Sebbene una serie di misure aggressive abbia abbattuto l'incidenza dei casi di HA-MRSA, le infezioni da CA-MRSA sono in aumento.

HA-MRSA
L'infezione da HA-MRSA è associata all'esposizione ai cateteri endovenosi, alle procedure chirurgiche come l' impianto di protesi articolari e al contatto con i dispositivi utilizzati in ospedale. Tra tutti gli infetti la mortalità associata a setticemia da S. aureus è del 20-40%.

CA-MRSA
L' infezione da CA-MRSA è associata al contatto fisico, alle scarse norme igieniche e all'esposizione a oggetti contaminati. Circa una persona sana su quattro è colonizzata dagli stafilococchi, che sono presenti nella pelle e nelle vie nasali, senza provocare malattie. In passato la maggior parte di questi microbi era sensibile agli antibiotici beta-lattamici, come la penicillina, la meticillina e l' ampicillina, ma alcuni ceppi di microbi ora non più. Secondo le stime, attualmente il 2% della popolazione ospita un ceppo di stafilococchi resistenti agli antibiotici beta-lattamici. Le infezioni da Stafilococco che si sviluppano negli ospedali sono causate per lo più da MRSA. Sebbene una serie di misure aggressive abbia abbattuto l'incidenza dei casi di HA-MRSA, le infezioni da CA-MRSA sono in aumento.

Rischi:
HA-MRSA (ospedaliera) - ricovero ospedaliero (in corso o durante l' anno precedente) - dialisi - sistema immunitario indebolito - ricovero in una casa di cura CA-MRSA (comunità) - carcerazione - rapporti omosessuali (gli omosessuali corrono un rischio maggiore di contrarre le infezioni da MRSA) - condivisione di attrezzature asciugamani o rasoi durante l' attività sportiva - praticare sport di contatto - residenza in caserme - frequenza di asili nido - contatto con superfici contaminate da MRSA.

MRSA infezione

I sintomi delle infezioni da CA-MRSA:
Di solito i ceppi CA-MRSA provocano infezioni della pelle, soprattutto nelle zone che presentano tagli, graffi o abrasioni, ma anche nelle aree ricoperte da peli, come i glutei, le ascelle, la parte posteriore del collo e la barba. Le zone infette sono arrossate, gonfie (piene di liquido purulento) e dolenti al tatto. I sintomi delle infezioni da HA-MRSA Queste infezioni possono causare gravi problemi, come polmonite, infezioni delle vie urinarie, sepsi e infezioni ossee. I sintomi comprendono: malessere generale eruzione cutanea mal di testa dolori muscolari brividi febbre affaticamento tosse respiro affannoso dolori al torace Prevenire le infezioni da CA-MRSA I medici della Mayo Clinic suggeriscono di adottare le seguenti misure.
1) Lavarsi regolarmente le mani: È la difesa principale contro la diffusione degli MRSA. Strofinare le mani per almeno 15 secondi prima di asciugarle. Usare un asciugamano diverso per chiudere il rubinetto. Se mancano acqua e sapone, usare un disinfettante per le mani che contenga almeno il 60% di alcol.
2) Coprire sempre le ferite. Osservando questa precauzione si evita che il pus o altri liquidi contenenti MRSA contaminino le superfici o infettino altre persone.
3) Non condividere gli oggetti personali. Tali oggetti comprendono asciugamani, lenzuola, rasoi, indumenti e attrezzature sportive.
4) Fare sempre la doccia dopo l'attività Fare sempre la doccia dopo l'attività sportiva. Non scambiarsi gli asciugamani.
5) Disinfettare la biancheria. In caso di tagli e contusioni, lavare lenzuola e asciugamani in acqua calda, con molta candeggina o Ipoclorito e asciugare ad alte temperature. Lavare sempre gli indumenti sportivi dopo l'uso.

Prevenire le infezioni da HA-MRSA:
Gli individui contagiati da MRSA in ospedale sono isolati, pertanto non diffondono l'infezione. Il personale che si occupa dei pazienti deve rispettare regole rigide in termini di igiene delle mani. Sia il personale che i visitatori devono indossare indumenti e guanti di protezione, per evitare il contatto con le superfici contaminate, che, insieme alla biancheria, devono essere adeguatamente disinfettate. La maggior parte delle infezioni è circoscritta alla pelle il ceppo HA-MRSA tuttavia può causare malattie gravi, in cui i batteri si diffondono nel sangue, nelle ossa e in altri tessuti.

I risultati della Consensus Conference europea sull’infezione da MRSA
L’accurato lavaggio delle mani da parte di medici e infermieri, l’implementazione negli ospedali di sistemi di sorveglianza microbiologica locale, nazionale e internazionale, la rapidità della diagnosi e l’avvio di una appropriata terapia antibiotica sono i più importanti presidi per ridurre in maniera significativa (almeno nel 30% dei casi) dell’infezione da MRSA, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, uno dei più temuti agenti patogeni causa di infezioni nosocomiali nel mondo, responsabile ogni anno in Europa di circa 50 000 decessi. In particolare, la diffusione dei programmi educativi all’interno degli ospedali per aumentare la percentuale degli operatori sanitari che attuano correttamente il lavaggio delle mani avrebbe una grande rilevanza nel contrastare le infezioni acquisite dai pazienti nel corso dei ricovero in ospedale. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che circa il 30% delle infezioni nosocomiali viene trasmesso attraverso le mani colonizzate di medici e infermieri e che la corretta applicazione dei protocolli di lavaggio delle mani porta a una significativa riduzione delle infezioni da MRSA all’interno dell’ospedale. È quanto emerge dai documenti finali della Consensus conference promossa dalla Società Europea di Microbiologia Clinica e di Malattie Infettive (ESCMID) sotto la guida del Prof. Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell’Università Cattolica - Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, e del Prof. Javier Garau, Dipartimento di Medicina Interna, Hospital Mútua de Terrassa, dell’Università di Barcellona. Tali documenti sono stati appena pubblicati su “Clinical Microbiology and Infection”, rivista ufficiale dell’ESCMID. Lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina è responsabile, in Europa, di circa 3.000.000 infezioni che possono essere acquisite durante il ricovero ospedaliero correlate a una elevata mortalità (nel 15-30% dei casi di infezioni sistemiche) e a un significativo incremento dei costi di sanità pubblica (stimati in circa 20.000-25.000 euro per paziente con infezione nosocomiale). “I pazienti con infezione da MRSA presentano un rischio di mortalità doppio rispetto ai pazienti contagiati da ceppi sensibili alla meticillina”, spiega il prof. Cauda. Il primo isolamento di MRSA fu segnalato negli ospedali inglesi nel 1961, diffondendosi successivamente in tutto il mondo. In Europa la distribuzione di MRSA è molto disomogenea tra i diversi Paesi. “Recenti dati da un sistema di sorveglianza europeo hanno documentato una percentuale media europea di meticillina-resistenza pari al 25%, con le più alte percentuali registrate in Italia (58%) e in Portogallo (54%) e le più basse in Svizzera ed Olanda (2%)”, prosegue l’infettivologo della Cattolica. “L’età avanzata, la lunghezza dell’ospedalizzazione, la presenza di cateteri venosi e vescicali, l’esposizione a precedente terapia antibiotica e il ricovero in reparti di terapia intensiva - come hanno evidenziato numerosi studi - sono alcuni dei più importanti fattori di rischio per l’acquisizione di MRSA durante il ricovero ospedaliero”, aggiunge la dr.ssa Evelina Tacconelli, ricercatore di Malattie infettive alla Cattolica di Roma e correlatrice dei documenti della consensus. Proprio in relazione alla rilevanza del fenomeno nell’ambito delle infezioni nosocomiali, con un importante riflesso anche nell’ambito dei costi di sanità pubblica, che la Società Europea di Microbiologia Clinica e di Malattie Infettive (ESCMID) ha promosso la consensus conference. Gli infettivologi Cauda e Garau hanno selezionato 15 esperti europei per definire principalmente tre aspetti delle infezioni da MRSA: clinica, diagnosi e terapia. I documenti finali sottolineano l’importanza dei programmi per incrementare l’aderenza ai protocolli per il lavaggio delle mani tra gli operatori sanitari. Gli esperti hanno inoltre definito i criteri per una rapida e corretta terapia antibiotica, fondamentale per ridurre la mortalità delle infezioni da MRSA. Una terapia inappropriata infatti è stata associata a un incremento delle complicanze e della mortalità da MRSA.

Questo ho voluto chiarire perché è proprio con l’ Ipoclorito che si possono salvare tante vite umane e animali colpite da CA-MRSA, cioè da ferita di comunità o cutanea (possibile anche solo con una escoriazione) e ci si ostina unicamente per ragioni economiche a perseverare usando altro, lasciando il titolo di Farmaci (a prodotti inutili allo scopo per cui sono in vendita e pure giunta costosi), chiamando irresponsabilmente “alternativo” l’ Ipoclorito, quando nel mondo esistono tantissimi e grossi lavori clinici che ne dimostrano il contrario. Se questo non è un continuo schiaffo all’ onestà, alla serietà, alla moralità, in una parola all’ etica …. Difficile accettare gli alti pareri di alcuni colleghi medici preposti o no che pronti a offendere ne fanno sempre spallucce deridendo l’ evidenza, invito tutti gli scettici ad una costruttiva lettura. Non vi è nulla da nascondere e tutto è per tutti sperando che dopo questo lavoro qualcuno di voi gentili lettori collabori a scrivere in Italia o all’ estero, aiutando così non me ma chi ha bisogno di risolvere alcuni problemi senza spendere niente, nel vero spirito del Metodo Ruffini.
GRAZIE


Il Link al manuale pratico del Metodo Ruffini
 
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Paolo Ruffini C.F. RFFPLA73C12L682L