Il Dottor Ignác Fülöp Semmelweis
Il Dottor Ignác Fülöp Semmelweis, nel 1846 esercitava come medico a Vienna, nella prima divisione della clinica ostetrica all’Allgemeines Krankenhaus, il più moderno ospedale europeo. A quell'epoca una terribile malattia caratterizzata da dolore, malessere generale e febbre elevata, conosciuta come "febbre puerperale" decimava letteralmente le puerpere ricoverate negli ospedali viennesi, così come in altri ospedali europei ed americani. All’epoca le morti per febbre puerperale arrivavano fino all’11% .
Semmelweis, giovane assistente medico, con la semplice ma attenta osservazione, intuì la causa della febbre puerperale e giunse ad un'ipotesi, straordinaria per l'epoca: la febbre puerperale è una malattia che viene trasferita da un corpo all'altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto hanno prima con le donne decedute (su cui praticano autopsia) ed immediatamente dopo con le partorienti che vanno a visitare in corsia.
Era una teoria sconvolgente per i tempi. Per dimostrarla il giovane Semmelweis mise in atto una banale disposizione: tutti coloro che entravano nel Padiglione I sarebbero stati obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calce (➡ ipoclorito di calcio).
A questo aggiunse la disposizione che tutte le partorienti cambiassero le lenzuola sporche con altre pulite.

I fatti gli diedero immediatamente ragione. Era il maggio 1847.
Nell'anno 1846, su circa 4.000 puerpere ricoverate presso il Padiglione I ne erano morte 459 (pari all'11%) per febbre puerperale.
Nel 1847, dopo l'adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calce, su 3.490 pazienti ne morirono 176 (pari al 5%).
Nel 1948 la percentuale si attesterà intorno all'1%.
Questi dati avrebbero potuto suscitare se non entusiasmo almeno interesse o curiosità, invece gli attirarono gelosia, invidia e risentimenti vari.
Ci vorranno più di quarant’anni prima che la scoperta di Semmelweis venga accettata e applicata in modo generalizzato.
La dimostrazione della contaminazione batterica fu data da Pasteur solo nel 1864 e, prima di allora, le scoperte di Semmelweis vennero screditate e le morti ripresero ad essere ingenti.
Il povero dottore Semmelweis venne licenziato dall'ospedale di Vienna, nonostante i positivi risultati, per aver dato disposizioni senza averne l'autorità.
Tornato in Ungheria applicò lo stesso metodo all'ospedale di San Rocco a Pest, ottenendo anche qui un abbassamento significativo dei casi di febbre puerperale. Ciononostante la comunità scientifica dell'epoca gli si scagliò contro e Semmelweis finì per essere ricoverato in manicomio, dove morì nel 1865, a causa delle percosse subite nell'istituto.

Wash your hands!

La storia insegna che Semmelweis è stato in realtà il secondo medico ad analizzare e collegare la situazione clinica, che molte mamme in attesa del periodo chiamavano “peste dei medici”. Difatti, l'ostetrico Alexander Gordon di Aberdeen, in Scozia, ha suggerito nel suo trattato sulla 'Epidemia di febbre puerperale' del 1795 che le ostetriche ed i medici che avevano da poco trattato le donne proprio per febbre puerperale diffondevano la malattia ad altre donne. 
Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed  1998;78:F232-F233   doi:10.1136/fn.78.3.F232  Perinatal lessons from the past Dr Alexander Gordon (1752–99) and contagious puerperal fever - Peter M Dunn
http://fn.bmj.com/content/78/3/F232.full

Interessanti le sue parole di allora, da leggere, rileggere e riflettervi con massima attenzione!
“With respect to the physical qualities of the infection, I have not been able to make any discovery; but I had ➡ evident proofs ⬅ that every person who had been with a patient in the puerperal fever became charged with an atmosphere of infection, which was communicated to every pregnant woman who happened to come within its sphere. This is not an assertion, but ➡ a fact ⬅, admitting of demonstration ... ”
(trad.: “Per quanto riguarda le qualità fisiche del contagio, non sono stato in grado di fare ogni scoperta; ma ho avuto ➡ prove evidenti ⬅ che ogni persona che era stata a contatto con una paziente in febbre puerperale portatrice di una carica infetta, che è stata trasmesse a tutte le donne in stato di gravidanza che ne sono venute a contatto.
Questa non è un'affermazione, ma ➡ un dato di fatto ⬅, ammesso dalla dimostrazione... “)


A metà del 19° secolo, circa 5 donne su 1.000 morivano di parto effettuati da ostetriche in casa. Tuttavia, anche nei casi di medici operanti nei migliori ospedali di maternità in Europa ed in America, in caso di partorienti il tasso di mortalità era addirittura da 10 a 20 volte maggiore. La causa era, invariabilmente, febbre da parto: temperatura corporea altissima, pus putrido proveniente dal canale del parto, ascessi dolorosi ad addome e torace per poi avvenire sepsi e morte - tutto entro 24 ore dalla nascita del bambino.
Il motivo sembra evidente oggi, se non allora: gli studenti di medicina ed i loro professori presso gli ospedali di insegnamento d'élite di quell'epoca erano soliti iniziare la loro giornata eseguendo autopsie *** a mani nude *** sulle donne decedute il giorno prima di febbre da parto, proseguendo poi le visite ai reparti di ostetricia per esaminare le donne partorienti in procinto di far nascere i loro bambini.
Nel 1855 il dottor Semmelweis ha abbandonato questa posizione per diventare un professore presso l'Università di Pest. Nel 1861 ha pubblicato un libro, "Eziologia, Concetto, e Profilassi della febbre puerperale", ma è stato mal scritto e mal accettato dalla classe medica.
Circa 5 anni dopo morì *** da folle*** in un manicomio pubblico, all'età di 47 anni.
http://qualitysafety.bmj.com/content/13/3/233.full

RIFLESSIONE FINALE
Qualsiasi medico odierno è ben a conoscenza dell'importanza di lavare correttamente le proprie mani prima di accedere alla sala operatoria, così come prima di una qualsiasi visita dove si renda necessario 'invadere' con la propria carica microbica, e quella acquisita in operazioni precedenti, organi di un'altra persona. Eppure, circa 150 anni fa, il secondo medico che confermò che le sepsi delle partorienti erano dovute alla mancanza del lavaggio delle mani venne dichiarato “folle”. Ecco che quando in una qualsiasi branca della moderna medicina… abbiamo situazioni dove ci sono ➡ evident proofs ⬅ dove definire ➡ facts ⬅ come coincidenze è meramente un insulto all'intelligenza umana, quando qualcuno accusa l’altro di essere “folle”, ecco che nel mio piccolo credo semplicemente che si potrebbe sostituire tale lemma con “previdenti” oppure “avveneristici”.
➡ Ricordo che l’ipoclorito di sodio (principio attivo della candeggina) può essere anche sintetizzato dall'ipoclorito di calcio, già presente in prodotti per la pulizia della casa, per reazione di scambio ionico.
https://it.wikibooks.org/wiki/Laboratorio_di_chimica_in_casa/Ipoclorito_di_sodio


Marini Patrizia
Venerdì 22 gennaio 2016

P.S. La riflessione finale, pienamente condivisibile è dell’amica Luana DiEmme

Strict Standards: Only variables should be assigned by reference in /home4/joeda/public_html/metodoruffini.it/modules/mod_jxtc_lightbox/mod_jxtc_lightbox.php on line 61
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Le ricerche, le nuove applicazioni, le testimonianze, gli approfondimenti. Iscriviti adesso!

Contattaci

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Continuando a visitare il sito ne accetti l'uso. Per saperne di piu'

Approvo

Politica sui cookies

Per aiutarci a migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito web, metodoruffini.it inserisce alcuni cookie sul tuo computer.

Ma che cosa sono i cookies e perché si usano?
I cookies sono piccoli file di testo salvati sul tuo computer o sul tuo dispositivo mobile. Non occupano molto spazio, e, una volta scaduti, saranno rimossi automaticamente.
Il sito del Metodo Ruffini usa i cookie per fare sì che la tua visita al nostro sito web sia il più possibile piacevole. Ci sono diversi tipi di cookie, usati in diversi modi. Alcuni hanno la funzione di consentirle di sfogliare il sito web e di vedere determinati oggetti. Altri servono a darci un'idea delle tue esperienze nel corso della tua visita, per esempio le difficoltà che incontra nel trovare quello che cerchi; in tal modo possiamo migliorare e rendere il più possibile piacevoli le tue visite future.
I cookies più importanti sono i cookie necessari. Ti sono indispensabili per navigare sul sito web e utilizzarne le caratteristiche fondamentali. Per migliorarci raccogliamo dati sulla navigazione. Poi ci sono gli interaction cookies si usano per consentirle di interagire con media sociali oppure di inviare recensioni.
Ma se i cookies non piacciono?
Puoi modificare le impostazioni del tuo browser in modo che i cookies siano cancellati o non vengano salvati nel tuo computer o dispositivo mobile senza il tuo consenso esplicito. La sezione Aiuto del tuo browser ti deve fornire informazioni sul modo di gestire le tue impostazioni relative ai cookie. Qui può vedere come si fa con il tuo browser:
Internet Explorer: http://support.microsoft.com/gp/cookies/en
Mozilla Firefox: http://support.mozilla.com/en-US/kb/Cookies
Google Chrome: http://www.google.com/support/chrome/bin/answer.py?hl=en&answer=95647
Safari: http://support.apple.com/kb/PH5042
Opera: http://www.opera.com/browser/tutorials/security/privacy/
Adobe (plug-in for flash cookies): http://www.adobe.com/security/flashplayer/articles/lso/

Paolo Ruffini C.F. RFFPLA73C12L682L