• VARICELLA: cos'è, terapia, Metodo Ruffini.



    VARICELLA: COS’E’, TERAPIA, METODO RUFFINI.
    (di Patrizia Marini)
     
    La varicella è una malattia esantematica altamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), tipica, ma non esclusiva dell’infanzia, ben conosciuta da tutti. L’agente eziologico di questa patologia è un virus della famiglia Herpesviridae: Varicella zoster (VZV o Human herpes Virus 3, HHV-3). Questo può rimanere latente per lunghi periodi per poi ripresentarsi, anche a distanza di molti anni, causando la patologia nota come herpes zoster o “fuoco di Sant’ Antonio” (o Herpes Varicella Zoster 3). Quindi, la prima forma morbosa è dovuta all’infezione primaria da VZV (fig.1), la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella (fig.2).

         
                                      
        Fig.1: Lesioni tipiche di Varicella Zoster - VZV                                        Fig.2: Lesioni tipiche di herpes Zoster

     
    Già dall’infanzia si può essere infettati con il virus Herpes Zoster ammalandoci di Varicella (VZV), poi, finite le tipiche eruzioni cutanee della Varicella, il virus si sposta e si trasferisce rimanendo silente per molto tempo in alcune cellule nervose gangliari pararachidee (a lato della spina dorsale) al riparo dalle difese anticorpali. Il virus, così alloggiato, rimane per anni "latente" (pronto a riemergere), ripresentandosi all’esterno del corpo anche dopo decenni e, riproponendosi una seconda volta non si esprime più come Varicella ma come “Fuoco di Sant’Antonio”.Si spiega così perché chi non ha mai avuto la Varicella non potrà mai svilupparle l’Herpes Zoster 3. Se una persona mai affetta da varicella viene a contatto con il virus proveniente da una persona che è affetta da fuoco di Sant’Antonio, svilupperà la Varicella e non lo Zoster.
    Questo risorge tipicamente su persone anziane poiché, per una loro già fisiologica e naturale diminuzione delle difese immunitarie, danno modo allo Zoster 3 di uscire allo scoperto senza rischiare danno dalle difese naturali del corpo umano (sistema immunitario). Riemerge anche in persone giovani immunodepresse (con diminuite difese naturali immunitarie patologicamente o sottoposte a cure deprimenti le difese anticorpali).
    Il virus Herpes Zoster riattivato ripercorre (così come tutti gli Herpes) a ritroso e con partenza dal suo alloggiamento (il ganglio nervoso, al riparo dalle difese anticorpali) le vie nervose sensitive già percorse o vicine, riemergendo in forme più o meno imponenti a seconda delle quantità virali presenti nelle vie percorse, provocando un esantema vescicolare, ma di forma oblunga, a striscia, come una cintura (dal latino: Zoster). Questo “viaggio”, capita soprattutto in concomitanza di alcune e frequenti ragioni: stress, febbri (soprattutto influenzali), ormonali (es. mestruali), farmacologiche (es. immunosoppressive) e/o successive a trapianti (farmacologiche).

    E’ un evento che può portare con se una forte dolorabilità, caratterizzata da dolori intensi ed urenti nelle zone colpite, a volte al limite di una umana sopportazione, con durata variabile nel tempo… il dolore può protrarsi per mesi o addirittura anni, a volte anche tutta la vita, e si manifesta nel 30% dei pazienti over 65 affetti dall’infezione secondaria, per i possibili danni irreversibili creati sopra e lungo le pareti di alcuni nervi periferici (nevralgiti posterpetiche).

    La Varicella (VZV) ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. In questa prima manifestazione, il virus è contagioso sia per via aerea (quindi tramite starnuti, baci, tosse) sia per contatto diretto con le vescicole. Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (fig. 3) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm. Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiare che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti.
    Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti sparse lungo tutto il corpo. Poche lesioni all’inizio che aumentano rapidamente nei giorni successivi.

     

    Fig.3: Evoluzione temporale delle vescicole della varicella

     
    Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso.

    🔹 TERAPIA SISTEMICA
    La terapia tipica per la varicella è generalmente sintomatica, con antistaminici per bocca per il prurito e antipiretici (assolutamente da evitare l’acido acetilsalicilico, principio attivo dell’aspirina, in quanto la sua assunzione sembrerebbe una causa scatenante di casi di sindrome di Reye), mentre nei soggetti immunocompromessi e in caso di complicanze si utilizza l’ antivirale Aciclovir. Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali (per esempio l’ipoclorito di sodio (NaOCl) vedi avanti).
    Per quanto riguarda il fuoco di Sant’Antonio invece, la terapia prevede vari farmaci come l’Aciclovir o il Valaclovir insieme ad analgesici locali, mentre per i pazienti immunocompromessi è necessaria l’ospedalizzazione. L’utilizzo dell’Acyclovir per bocca nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente.

    🔹 TERAPIA DERMATOLOGICA: METODO RUFFINI
    Per il trattamento topico della varicella, ma anche per il Fuoco di Sant’Antonio il Metodo Ruffini risulta essere un ottimo alleato, sia per lenire il prurito, sia per quanto riguarda le possibili sovrainfezioni batteriche da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes complicanze comuni della malattia, spesso dovute all’atto del grattare le lesioni pruriginose.
    Quando l’ipoclorito di sodio (NaOCl) viene a contatto con la membrana cellulare dell’agente patogeno si modifica immediatamente in acido ipocloroso (HOCl) e la disfa: l’HOCl è a pieno titolo il principio attivo del metodo Ruffini.
    http://www.metodoruffini.it/index.php/nostro-blog/654-dermatologia

     
    🔎 APPROFONDIMENTI
    🔹 1983 – L’uso di NaOCl per trattare l’Herpes 1 e 2
    Cutis. 1983 Mar;31(3):328-32.
    Sodium hypochlorite in the treatment of herpes simplex virus infections. Hunter DT.
    Abstract
    In a small series of patients, topical treatment with dilute sodium hypochlorite hastened the resolution of cutaneous and mucosal lesions caused by herpes simplex virus. Subjective discomfort was ameliorated and vesicles healed more rapidly. Sites treated during the prodrome stage failed to vesiculate. The advantages of this therapy included ease of treatment, patient acceptance, absence of side effects, and low cost.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6682365

    🔹 THE LANCET 2006 - Emergence and resurgence of meticillin-resistant Staphylococcus aureus as a public-health threat. Grundmann H, Aires-de-Sousa M, Boyce J, Tiemersma E.
    The Lancet 2006; DOI 10.1016/S0140-6736(06) 68853-3.
    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(06)68853-3/abstract

    🔹 PEDIATRIC STUDIO DEL 2009 – Come migliorare la Dermatite Atopica con la candeggina (bleach), intendendo con ciò l’Ipoclorito di Sodio (NaOCl).
    Treatment of Staphylococcus aureus colonization in atopic dermatitis decreases disease severity.
    Huang JT, Abrams M, Tlougan B, Rademaker A, Paller AS.
    Pediatrics. 2009 May;123(5):e808-14. doi: 10.1542/peds.2008-2217.
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19403473
    http://www.bleachbath.com/diluted-bleach-baths-can-improve-atopic-dermatitis/

    🔹 Use of bleach baths for the treatment of infected atopic eczema
    Tanya M Barnes, Kerryn A Greive
    First published: 18 January 2013
    http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ajd.12015/full
     

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