• Allergia al Nichel trattata col Metodo Ruffini


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  • Batteri letali resistenti agli antibiotici

    ILCDCRIVELA:CÈ BISOGNO DELLAMEDICINA NATURALE
 (di Patrizia Marini)

    Secondo un recente rapporto intitolato " CDC , batteri letali resistenti ai farmaci o «Batteri incubo" si stanno diffondendo nelle strutture sanitarie "... germi resistenti ai farmaci denominati Enterobatteri resistenti ai carbapenemi o CRE , sono in aumento e sono resistenti a tutti, o quasi tutti gli antibiotici all'interno dell'armamentario farmacologico convenzionale!

  • Buon natale dal metodo Ruffini

    buon natale dal Metodo Ruffini
  • CANCRO AL COLLO DELL’UTERO: PUBBLICATE LE LINEE GUIDA PROVVISORIE

    CANCRO AL COLLO DELL’UTERO: PUBBLICATE LE LINEE GUIDA PROVVISORIE(di Patrizia Marini)

     

    Mentre i ‘procacciatori’ di vaccini ci fanno il quotidiano lavaggio del cervello per la promozione del vaccino contro il papillomavirus (HPV), sono state pubblicate la Linee Guida provvisorie per il cancro al collo dell'utero.

  • Cercansi cavie in ottima salute



    Cercansi cavie in ottima salute
    (di Patrizia Marini)

     












    Foto: Classifica dei 7 tipi più frequenti di HPV responsabili di diversi tumori HPV correlati. [1]

    Papillomavirus. Arriva in Italia il primo vaccino anti-HPV 9-valente
    Disponibile anche nel nostro Paese il primo vaccino efficace contro nove tipi di Papillomavirus umano. Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia ( la casa produttrice) ha detto: "Siamo orgogliosi di mettere a disposizione questa nuova straordinaria innovazione che ha il potenziale di prevenire il 90% dei tumori del collo dell'utero e altri tipi di malattie e cancri HPV correlati". [1]
    Premesso che la vaccinazione anti-HPV, pubblicizzata come “vaccinazione contro il tumore" del collo dell'utero in realtà previene il virus HPV che lo causa, non il cancro del collo uterino…
    Il vaccino in questione è quindi preventivo (previene la malattia) non terapeutico (non cura cioè la malattia): è inutile vaccinarsi se si è già entrati in contatto con il virus. Questo vuol dire che visto che il virus si trasmette per via sessuale è bene vaccinarsi prima dell'inizio della vita sessuale. Le linee guida ministeriali consigliano la vaccinazione all'età di 9-12 anni.
    Ma la vaccinazione anti-HPV di massa è utile? Vaccinare quante più dodicenni fosse possibile è una scelta logica?
    No, a quanto pare: il vaccino non protegge contro tutti i ceppi pericolosi (che causano il cancro) dell'HPV.

    La prima formulazione quadrivalente (Gardasil) usata nelle donne protegge nei confronti di quattro tipi di papillomavirus umano: 6 - 11 - 16 - 18. 
    L'ultima 9-valente (Gardasil 9) usata in donne (e uomini) a partire dai 9 anni di età ai primi quattro ha aggiunto i ceppi 31, 33, 45, 52 e 58.
    La nuova formulazione quindi conferisce protezione contro nove tipi di papillomavirus umano (tipi HPV 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58). Non tutti i "ceppi" (i tipi, cioè, nel caso dell'HPV sono decine) di HPV (che vengono identificati con un numero) possono causare tumori maligni. Ceppi ad alto rischio di malignità sono per esempio i ceppi 16, 18, 31, 33, 35  (ma c'è evidenza che solo il 16 sia sempre e sicuramente cancerogeno) ma anche altri hanno un certo rischio di causare tumore maligno (come il 45, il 51, il 52, ed altri). Tanti altri ceppi di HPV sono considerati innocui.

    ▶ Questo vuol dire che se si è immunizzati contro i ceppi più frequenti di HPV non lo si è per nulla nei confronti di tutti gli altri.
    Non solo. Proprio l'assenza di protezione nei confronti di altri ceppi pericolosi del virus, rende consigliabile in ogni caso l'effettuazione periodica del Pap-test. (vedi avanti: Limitations of Use and Effectiveness) Ciò significa che nelle abitudini delle donne il Pap-test deve rimanere un esame da effettuare a prescindere dalla vaccinazione e visto che se una donna effettua gli esami previsti per lo screening, la possibilità di arrivare ad avere un tumore del collo dell'utero in fase avanzata ed incurabile è praticamente nulla, il vantaggio della vaccinazione a questo punto è minimo, bassissimo. Vi è anzi il pericolo che donne vaccinate, sentendosi protette dalla vaccinazione, sottostimino il pericolo e abbandonino i controlli diventando potenzialmente a rischio. E questo vale anche per l’uomo, ne parlo più avanti.

    La maggioranza dei tumori del collo uterino in fase iniziale o poco avanzata regrediscono spontaneamente, quelli più avanzati invece non regrediscono quasi mai. Riuscire quindi a scoprire un tumore in fase molto iniziale con il Pap-test e poi capire che tipo di HPV lo ha causato può essere fondamentale. In base a questi dati il medico può decidere di asportare il tumore superficialmente, di essere molto più aggressivo asportando anche tutto l'utero o di assumere una condotta di attesa (con controlli serrati) nella speranza che tutto regredisca (speranza giustificata). Se ci sono dubbi esistono altri esami (colposcopia, per esempio) che possono identificare e permettere di curare alcuni tumori. Con tutti questi mezzi il tumore al collo dell'utero avanzato è diventato una rarità, colpisce ancora, ma quasi sempre persone molto anziane che non si sottopongono a controlli o più giovani che non hanno mai fatto un controllo ginecologico o un Pap-Test.

    ⚠ Fatta questa necessaria premessa è utile ricordare che - come si evince dal sito della stessa casa produttrice - esiste una limitata esperienza post-marketing a seguito della somministrazione di Gardasil 9: “There is limited post-marketing experience following administration of GARDASIL 9”. Ne consegue che il paziente cui fosse inoculato tale vaccino fungerebbe sostanzialmente da cavia.

    La fase 4 di sperimentazione (che segue agli studi clinici di fase 1 condotti su animali e fasi 2 e 3 condotti su un campione di umani) è detta della “sorveglianza post marketing” perché viene attuata dopo l’immissione in commercio di un qualsiasi farmaco o vaccino. In questa fase, che può durare qualche anno, si valutano le reazioni avverse più rare, quelle che negli studi clinici, per quanto ampi siano stati, non potevano emergere, ma che con l’uso di massa del nuovo farmaco possono diventare rilevabili per collegarli alla causa e prendere gli opportuni provvedimenti. È evidente che fintanto che il farmaco non viene somministrato a migliaia di persone - ‘cavie umane in buona salute’ - passatemi il termine - queste sue caratteristiche non possono venire alla luce. I risultati degli studi di sorveglianza post marketing, assieme a quelli di farmacovigilanza, servono per acquisire ulteriori e nuove informazioni, avvertenze o controindicazioni per aggiornare il foglietto illustrativo.

    Dal sito della casa produttrice Merck si legge: [2]
    Capitolo 6 ADVERSE REACTIONS
    ➡ 6.1 Clinical Trials Experience
    Systemic Autoimmune Disorders (a pag.8)
    In all of the clinical trials with GARDASIL 9 subjects were evaluated for new medical conditions potentially indicative of a systemic autoimmune disorder. In total, 2.2% (351/15,703) of GARDASIL 9 recipients and 3.3% (240/7,378) of GARDASIL recipients reported new medical conditions potentially indicative of systemic autoimmune disorders, which were similar to rates reported following GARDASIL, AAHS control, or saline placebo in historical clinical trials.

    ➡ 6.2 Post-Marketing Experience (a pag.9)
    There is limited post-marketing experience following administration of GARDASIL 9. However, the post-marketing safety experience with GARDASIL is relevant to GARDASIL 9 since the vaccines are manufactured similarly and contain the same antigens from HPV types 6, 11, 16, and 18. Because these events were reported voluntarily from a population of uncertain size, it is not possible to reliably estimate their frequency or to establish a causal relationship to vaccine exposure. The following adverse experiences have been spontaneously reported during post-approval use of GARDASIL and may also be seen in post-marketing experience with GARDASIL 9:

    ▶Blood and lymphatic system disorders: Autoimmune hemolytic anemia, idiopathic thrombocytopenic purpura, lymphadenopathy.
    ▶ Respiratory, thoracic and mediastinal disorders: Pulmonary embolus.
    ▶ Gastrointestinal disorders: Nausea, pancreatitis, vomiting.
    ▶ General disorders and administration site conditions: Asthenia, chills, death, fatigue, malaise.
    ▶Immune system disorders: Autoimmune diseases, hypersensitivity reactions including anaphylactic/anaphylactoid reactions, bronchospasm, and urticaria.
    ▶ Musculoskeletal and connective tissue disorders: Arthralgia, myalgia.
    ▶ Nervous system disorders: Acute disseminated encephalomyelitis, dizziness, Guillain-Barré syndrome, headache, motor neuron disease, paralysis, seizures, syncope (including syncope associated with tonic clonic movements and other seizure-like activity) sometimes resulting in falling with injury, transverse myelitis.
    ▶ Infections and infestations: Cellulitis (cellulite infettiva: infezione batterica acuta che coinvolge il tessuto connettivo. Da non confondere con la cellulite estetica)
    ▶ Vascular disorders: Deep venous thrombosis.

    ➡ 13.1 Carcinogenesis, Mutagenesis, Impairment of Fertility ( a pag. 12)
    GARDASIL 9 has not been evaluated for the potential to cause carcinogenicity, genotoxicity or impairment of male fertility. GARDASIL 9 administered to female rats had no effects on fertility [see Pregnancy (8.1)].

    ➡ 1.3 Limitations of Use and Effectiveness ( a pag. 2)
    The health care provider should inform the patient, parent, or guardian that vaccination does not eliminate the necessity for women to continue to undergo recommended cervical cancer screening.

    Women who receive GARDASIL 9 should continue to undergo cervical cancer screening per standard of care. [See Patient Counseling Information (17).]
    Recipients of GARDASIL 9 should not discontinue anal cancer screening if it has been recommended by a health care provider [see Patient Counseling Information (17)].
    GARDASIL 9 has not been demonstrated to provide protection against disease from vaccine HPV types to which a person has previously been exposed through sexual activity.
    GARDASIL 9 has not been demonstrated to protect against diseases due to HPV types other than 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52, and 58.
    GARDASIL 9 is not a treatment for external genital lesions; cervical, vulvar, vaginal, and anal cancers; CIN; VIN; VaIN; or AIN.
    Not all vulvar, vaginal, and anal cancers are caused by HPV, and GARDASIL 9 protects only against those vulvar, vaginal, and anal cancers caused by HPV 16, 18, 31, 33, 45, 52, and 58.
    GARDASIL 9 does not protect against genital diseases not caused by HPV.
    Vaccination with GARDASIL 9 may not result in protection in all vaccine recipients.
    Safety and effectiveness of GARDASIL 9 have not been assessed in individuals older than 26 years of age.

    CONCLUSIONE:
    In casi come questo quindi la parola prevenzione assume un significato decisivo, tra vaccino ed educazione sanitaria propendo decisamente per la seconda. Se c'è invece un messaggio che sarebbe importante diffondere potrebbe essere legato alla scarsa (per non dire nulla) abitudine dei maschi di sottoporsi a controlli di tipo andrologico. Mentre la donna per abitudine e cultura si reca spesso dal ginecologo, l'uomo lo fa molto più raramente e spesso solo quando presenta sintomi gravi o molto fastidiosi.
    Ricordo che anche per l'uomo un controllo agli organi genitali (che non è per nulla fastidioso nè doloroso) protegge egli stesso e la/le sua/sue partner da malattie potenzialmente mortali.
    Oggi il vaccino anti-HPV protegge da 9 ceppi e non più dai 2 iniziali (divenuti poi 4) quindi copre molti più casi di potenziale tumore. Ma fino a quando il vaccino costerà centinaia di euro (fino a 700 euro per ciclo completo) forse sarebbe meglio per i sistemi sanitari spendere gli stessi soldi per convincere le donne ad eseguire il Pap-test (al limite la tipizzazione virale), procedura economica, indolore, semplicissima, senza effetti collaterali ed efficace.
    Se qualcuno quindi vuole combattere con i fatti il condizionamento delle cause farmaceutiche cominci prenotando una visita al consultorio o all'ospedale più vicino, in cinque minuti, al costo di un ticket (anche gratis nelle regioni che offrono il servizio di screening gratuito) non troppo elevato e con un esame indolore, semplice ed effettuabile praticamente dovunque, si può prevenire il tumore. Persino se arriviamo in ritardo (meglio di no, si rischia di arrivare troppo in ritardo...) abbiamo tante armi che oggi rendono il tumore del collo dell'utero, diagnosticato in tempo, assolutamente curabile. Ne vale la pena.

    APPROFONDIMENTI:
    Il Metodo Ruffini è la migliore terapia attualmente esistente per contrastare in modo efficace il Papillomavirus (HPV).
    Per approfondire il Metodo Ruffini come terapia dell'HPV, vi invitiamo ad ascoltare il seguente VIDEO.
    Il manuale pratico per la procedura corretta è disponibile al seguente LINK.

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    FONTI:
    [1] Papillomavirus. Arriva in Italia il primo vaccino anti-HPV 9-valente. Quotidiano Sanità - 28 feb. 2017
    http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=48304

    [2] Merck MSD - GARDASIL®9 (Human Papillomavirus 9-valent Vaccine, Recombinant)
    Suspension for intramuscular injection
    Initial U.S. Approval: 2014
    http://www.merck.com/product/usa/pi_circulars/g/gardasil_9/gardasil_9_pi.pdf
  • Considerazioni sul Metodo Ruffini


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  • HPV e Metodo Ruffini

    Sul Papillomavirus (dr Gilberto Ruffini)

    Al fine di chiarire nel possibile cosa è e cosa fa, perché nessuno pensi di aver risolto l' infezione HPV solo con il vaccino non proseguendo l' indispensabile screening che è il vero salvavita. Ho voluto chiarire nonostante la difficile spiegazione, affiche tutti comprendano l' importanza di combatterlo : Papillomavirus (HPV)

  • Idrosadenite suppurativa e Metodo Ruffini

  • Il bookshop del Metodo Ruffini


    Milano, 8 aprile 2016 – Una piccola libreria dedicata al Metodo Ruffini per approfondirne la conoscenza e non disperderne le risorse. Apre oggi i battenti sul sito ufficiale il bookshop del metodo, il trattamento dermatologico a base di ipoclorito di sodio ideato dal dottor Gilberto Ruffini che ha liberato con pochi centesimi centinaia di persone dai problemi dermatologici più insidiosi. Sarà così possibile acquistare il manuale Curarsi con la candeggina?, finora in vendita esclusivamente su altre librerie online. La pagina del bookshop è  www.bookshop.metodoruffini.it
    Bookshop
    “Il bookshop del Metodo Ruffini – si legge sulla pagina di vendita – è nato su iniziativa di Paolo Ruffini e Valerio Droga e grazie all’opera di Johnny De Marco, per rispondere alle richieste di molti utenti che desideravano acquistare il manuale ufficiale del Metodo e non sempre riuscivano a farlo sulle varie piattaforme in cui era disponibile. In vista di nuove pubblicazioni – affermano i suoi creatori – abbiamo quindi operato una scelta di semplificazione, rendendole acquistabili direttamente sul nostro sito”.

    Al momento, il solo titolo in vendita è Curarsi con la candeggina?, ma presto sugli scaffali della libreria telematica saliranno a fargli compagnia altri testi relativi al Metodo, alcuni anche in versione elettronica. È infatti stata prevista la sezione ebook, che verrà attivata prossimamente. In cantiere c’è il libro di presentazione, una sorta di biglietto da visita per chi non conosce nulla del Metodo Ruffini e, ancora in embrione, il manuale veterinario, che approfondirà le modalità di applicazione dell’ipoclorito di sodio per curare i nostri amici a quattro zampe.

    I libri del bookshop sono acquistabili tramite il metodo di pagamento Paypal per tutelare al massimo la sicurezza degli acquirenti. Allo stesso tempo si è deciso di ridurre al minimo le spese di spedizione per far sì che il Metodo Ruffini possa diffondersi il più possibile e i suoi libri entrare nelle case di tutte le famiglie italiane.

     
  • Il dott. Ignác Fülöp Semmelweis, “Il salvatore delle madri”

    Il Dottor Ignác Fülöp Semmelweis
    Il Dottor Ignác Fülöp Semmelweis, nel 1846 esercitava come medico a Vienna, nella prima divisione della clinica ostetrica all’Allgemeines Krankenhaus, il più moderno ospedale europeo. A quell'epoca una terribile malattia caratterizzata da dolore, malessere generale e febbre elevata, conosciuta come "febbre puerperale" decimava letteralmente le puerpere ricoverate negli ospedali viennesi, così come in altri ospedali europei ed americani. All’epoca le morti per febbre puerperale arrivavano fino all’11% .
    Semmelweis, giovane assistente medico, con la semplice ma attenta osservazione, intuì la causa della febbre puerperale e giunse ad un'ipotesi, straordinaria per l'epoca: la febbre puerperale è una malattia che viene trasferita da un corpo all'altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto hanno prima con le donne decedute (su cui praticano autopsia) ed immediatamente dopo con le partorienti che vanno a visitare in corsia.
    Era una teoria sconvolgente per i tempi. Per dimostrarla il giovane Semmelweis mise in atto una banale disposizione: tutti coloro che entravano nel Padiglione I sarebbero stati obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calce (➡ ipoclorito di calcio).
    A questo aggiunse la disposizione che tutte le partorienti cambiassero le lenzuola sporche con altre pulite.

    I fatti gli diedero immediatamente ragione. Era il maggio 1847.
    Nell'anno 1846, su circa 4.000 puerpere ricoverate presso il Padiglione I ne erano morte 459 (pari all'11%) per febbre puerperale.
    Nel 1847, dopo l'adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calce, su 3.490 pazienti ne morirono 176 (pari al 5%).
    Nel 1948 la percentuale si attesterà intorno all'1%.
    Questi dati avrebbero potuto suscitare se non entusiasmo almeno interesse o curiosità, invece gli attirarono gelosia, invidia e risentimenti vari.
    Ci vorranno più di quarant’anni prima che la scoperta di Semmelweis venga accettata e applicata in modo generalizzato.
    La dimostrazione della contaminazione batterica fu data da Pasteur solo nel 1864 e, prima di allora, le scoperte di Semmelweis vennero screditate e le morti ripresero ad essere ingenti.
    Il povero dottore Semmelweis venne licenziato dall'ospedale di Vienna, nonostante i positivi risultati, per aver dato disposizioni senza averne l'autorità.
    Tornato in Ungheria applicò lo stesso metodo all'ospedale di San Rocco a Pest, ottenendo anche qui un abbassamento significativo dei casi di febbre puerperale. Ciononostante la comunità scientifica dell'epoca gli si scagliò contro e Semmelweis finì per essere ricoverato in manicomio, dove morì nel 1865, a causa delle percosse subite nell'istituto.

    Wash your hands!

    La storia insegna che Semmelweis è stato in realtà il secondo medico ad analizzare e collegare la situazione clinica, che molte mamme in attesa del periodo chiamavano “peste dei medici”. Difatti, l'ostetrico Alexander Gordon di Aberdeen, in Scozia, ha suggerito nel suo trattato sulla 'Epidemia di febbre puerperale' del 1795 che le ostetriche ed i medici che avevano da poco trattato le donne proprio per febbre puerperale diffondevano la malattia ad altre donne. 
    Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed  1998;78:F232-F233   doi:10.1136/fn.78.3.F232  Perinatal lessons from the past Dr Alexander Gordon (1752–99) and contagious puerperal fever - Peter M Dunn
    http://fn.bmj.com/content/78/3/F232.full

    Interessanti le sue parole di allora, da leggere, rileggere e riflettervi con massima attenzione!
    “With respect to the physical qualities of the infection, I have not been able to make any discovery; but I had ➡ evident proofs ⬅ that every person who had been with a patient in the puerperal fever became charged with an atmosphere of infection, which was communicated to every pregnant woman who happened to come within its sphere. This is not an assertion, but ➡ a fact ⬅, admitting of demonstration... ”
    (trad.: “Per quanto riguarda le qualità fisiche del contagio, non sono stato in grado di fare ogni scoperta; ma ho avuto ➡ prove evidenti ⬅ che ogni persona che era stata a contatto con una paziente in febbre puerperale portatrice di una carica infetta, che è stata trasmesse a tutte le donne in stato di gravidanza che ne sono venute a contatto.
    Questa non è un'affermazione, ma ➡ un dato di fatto ⬅, ammesso dalla dimostrazione... “)


    A metà del 19° secolo, circa 5 donne su 1.000 morivano di parto effettuati da ostetriche in casa. Tuttavia, anche nei casi di medici operanti nei migliori ospedali di maternità in Europa ed in America, in caso di partorienti il tasso di mortalità era addirittura da 10 a 20 volte maggiore. La causa era, invariabilmente, febbre da parto: temperatura corporea altissima, pus putrido proveniente dal canale del parto, ascessi dolorosi ad addome e torace per poi avvenire sepsi e morte - tutto entro 24 ore dalla nascita del bambino.
    Il motivo sembra evidente oggi, se non allora: gli studenti di medicina ed i loro professori presso gli ospedali di insegnamento d'élite di quell'epoca erano soliti iniziare la loro giornata eseguendo autopsie *** a mani nude *** sulle donne decedute il giorno prima di febbre da parto, proseguendo poi le visite ai reparti di ostetricia per esaminare le donne partorienti in procinto di far nascere i loro bambini.
    Nel 1855 il dottor Semmelweis ha abbandonato questa posizione per diventare un professore presso l'Università di Pest. Nel 1861 ha pubblicato un libro, "Eziologia, Concetto, e Profilassi della febbre puerperale", ma è stato mal scritto e mal accettato dalla classe medica.
    Circa 5 anni dopo morì *** da folle*** in un manicomio pubblico, all'età di 47 anni.
    http://qualitysafety.bmj.com/content/13/3/233.full

    RIFLESSIONE FINALE
    Qualsiasi medico odierno è ben a conoscenza dell'importanza di lavare correttamente le proprie mani prima di accedere alla sala operatoria, così come prima di una qualsiasi visita dove si renda necessario 'invadere' con la propria carica microbica, e quella acquisita in operazioni precedenti, organi di un'altra persona. Eppure, circa 150 anni fa, il secondo medico che confermò che le sepsi delle partorienti erano dovute alla mancanza del lavaggio delle mani venne dichiarato “folle”. Ecco che quando in una qualsiasi branca della moderna medicina… abbiamo situazioni dove ci sono ➡ evident proofs ⬅ dove definire ➡ facts ⬅ come coincidenze è meramente un insulto all'intelligenza umana, quando qualcuno accusa l’altro di essere “folle”, ecco che nel mio piccolo credo semplicemente che si potrebbe sostituire tale lemma con “previdenti” oppure “avveneristici”.
    ➡ Ricordo che l’ipoclorito di sodio (principio attivo della candeggina) può essere anche sintetizzato dall'ipoclorito di calcio, già presente in prodotti per la pulizia della casa, per reazione di scambio ionico.
    https://it.wikibooks.org/wiki/Laboratorio_di_chimica_in_casa/Ipoclorito_di_sodio


    Marini Patrizia
    Venerdì 22 gennaio 2016

    P.S. La riflessione finale, pienamente condivisibile è dell’amica Luana DiEmme
  • Il Metodo Ruffini è consigliato


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  • Il Metodo Ruffini è cosi banale?

    Un video consigliato come punto di riflessione sul Metodo Ruffini e l'uso di ipoclorito di Sodio nella pratica medica. Guarda il video
  • Il nuovo boom delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST)


    IL NUOVO BOOM DELLE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI (MTS)
    HIV, in Italia 4mila nuovi casi ogni anno. In Europa scoppia il “caso Clamidia”



    Basta dare uno sguardo al portale di epidemiologia della sanità pubblica per rendersi conto della crescita dei dati, in Europa e in Italia, delle malattie sessualmente trasmissibili, che ne fanno uno dei problemi più seri di salute pubblica nel mondo. In Europa le malattie sessualmente trasmissibili sono la manifestazione delle infezioni più diffuse dopo quelle respiratorie.
    I numeri dimostrano una certa sottovalutazione del fenomeno anche alla luce dei grandi cambiamenti sociali ed economici che stanno avvenendo nel nostro Paese e in tutto il continente. 
    Ogni anno in Italia 4mila persone contraggono l’Aids mentre nel vecchio continente è “allarme Clamidia”.
    Il caso della Clamidia è esemplare. L’ultimo report pubblicato dall’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) a marzo di quest’anno  sullo stato di avanzamento dei programmi di controllo e sulle politiche di prevenzione per questa infezione, adottate nei vari Paesi europei. Con oltre 3,2 milioni di casi segnalati tra il 2005 e il 2014, la clamidia si conferma infatti l’infezione sessualmente trasmessa (Ist) più diagnosticata nei Paesi UE, interessando soprattutto le donne e i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
    Anche malattie come la gonorrea e la sifilide, che sembravano del tutto scomparse a cavallo del nuovo millennio, fanno registrare un aumento improvviso della loro incidenza, soprattutto nelle grandi città metropolitane e a carico di popolazioni con un rischio di infezioni trasmesse sessualmente più elevato.
    In casa nostra, invece, si torna a parlare di Hiv. Oggi sono oltre 120 mila le persone che convivono con l’Hiv, ai quali se ne aggiungono ogni anno 4 mila e di questi il 60% viene alla luce in una fase tardiva dell’infezione, avvertono gli esperti che, per ricordare l’importanza della prevenzione e fare il punto sulle novità che arrivano dal mondo della ricerca, si riuniranno anche quest’anno per l’VIII edizione di Icar (Italian Conference of Aids and Antiviral Research). 
    Un maxi vertice nazionale che si terrà dal 6 all’8 giugno di quest’anno a Milano.
    La Lombardia, del resto, con circa 20 mila persone sieropositive è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Secondo il bollettino del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 43,2%, maschi omosessuali 40,9%). 
    Il 27,1% delle persone diagnosticate come Hiv-positive nella Penisola è di nazionalità straniera. Ma c’è anche un altro dato che allarma gli esperti e riguarda la prevenzione: il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test Hiv e il 5% delle persone che vivono con il virus non lo ha mai detto al proprio partner. 

    4 su 10 non confidano la sieropositività ai familiari e il 74% non ne fa cenno in contesto lavorativo.

    Questo panorama globalizzato dell’epidemiologia delle MTS impone, oggi più di ieri, di disporre di strumenti di prevenzione e controllo basati soprattutto su interventi a diversi livelli. Deve tener presente  dei grandi cambiamenti sociali in atto. Lo sviluppo dei grandi agglomerati urbani, dove si registrano le punte più alte delle indagini epidemiologiche, necessita di nuove campagne mediatiche su larga scala. 
    Accanto a questo,  l’insieme delle attività di informazione, educazione e controllo terapeutico che vengono messe in atto durante le visite specialistiche, rivolte sia alla persona a rischio sia a chi ha già una diagnosi di MTS, devono mirare al miglioramento dei livelli di consapevolezza del rischio e dell’aderenza alle terapie, oltre che a consentire una terapia efficace dei partner e a evitare, nei pazienti, il rischio di reinfezioni. 
    Su questo punto le iniziative delle scuole, dei camper, dei centri di ascolto, sono determinanti.

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    FONTE: Altrimondi news
    Testata di proprietà ed edita dall'Associazione Altrimondi news
    Autore Francesco Licastro
    23 maggio 2016
    http://altrimondinews.it/2016/05/23/malattie-sessualmente-trasmissibili/

    Francesco Licastro è giornalista pubblicista. Proviene dal mondo dell'associazionismo nel quale ha ricoperto numerosi incarichi associativi e istituzionali. Ha collaborato con i principali movimenti ecologisti italiani ed europei.

    APPROFONDIMENTI SU MST e METODO RUFFINI: articolo dove sono indicate anche le modalità di utilizzo del Metodo Ruffini nelle MTS.
    http://www.metodoruffini.it/index.php/component/tags/tag/28-cura-per-candida
  • Il Papillomavirus e il Metodo Ruffini (video)

    Il dott. Gilberto Ruffini spiega il Papillomavirus (HPV) e come sia possibile combatterlo col Metodo Ruffini:

    https://www.youtube.com/watch?v=U4PcxMZHoO0

  • Il Piede diabetico infetto

    CURARE IL PIEDE DIABETICO CON IL METOTO RUFFINI



    Si caratterizza per la presenza di ulcerazioni, spesso complicate da infezioni cutanee (ulcere infette) e ossee (osteomieliti ) che, se evolvono versolagangrena rendonol’amputazionel’unicasoluzioneterapeutica possibile.
    Tra le complicanze del diabete, il piede diabetico sta assumendo un ruolo sempre più rilevante.
    Si stima che in Italia 2 milioni di individui e le loro famiglie siano coinvolte nel problema.
  • Immigrati e rischio di scabbia per le forze dell'ordine

    Immigrati e rischio di scabbia per le forze dell’ordine - 27 maggio 2016 
    di Piero Nuciari - www.pieronuciari.it



    Premessa
    Ho volutamente pubblicato la foto di bambini africani arrivati con i barconi perché i loro occhi sono come quelli dei miei figli. Guardateli bene: i nostri figli hanno lo stesso sguardo! Loro hanno diritto di essere felici, di avere un futuro migliore lontano dalle guerre, proprio come i miei (i nostri) ragazzi.
    L’articolo che segue non vuol essere razzista, visto che io non lo sono.
    Se gli europei e gli americani non avessero sfruttato negli ultimi 100-150 anni le loro terre, le loro risorse, se non avessero venduto loro armi favorendo le rivalità religiose o tribali, ma avessero esportato solo fabbriche, lavoro, questa gente non si sarebbe mai sognata di lasciare la propria terra.
    Quello che stiamo subendo ora è il frutto di quello che i governi europei e gli USA hanno seminato nel corso dei secoli e, soprattutto, nell’ultimo decennio… Purtroppo allora e anche oggi (considerata l’incapacità politica dell’attuale Governo italiano e degli omologhi europei) è comunque colpa nostra!
    La legge del Karma, per chi come me segue queste materie, dice che noi subiamo, nel bene e nel male, le conseguenze delle nostre azioni.
    Spiace solo che chi pagherà di più in assoluto, vista la posizione geografica, saranno gli italiani!

    ———-
    Dopo la battaglia di Lepanto del 1571, dove le forze navali cristiane sconfissero le flotte musulmane impedendo l’invasione dell’Europa, stiamo assistendo negli ultimi decenni ad una lenta nuova invasione da parte di etnie africane, che lentamente, ma inesorabilmente, si stanno radicando nel nostro territorio.
    E’ solo di ieri la notizia  dello sbarco in sicilia di 4000 migranti in sole 36 ore!
    L’Europa, naturalmente, sta a guardare, complice il nostro Governo, buono solo a raccontare balle ai cittadini, attraverso i media asserviti al potere.
    Il nostro Stato assente fa finta di nulla, mentre nelle città crescono i problemi per le amministrazioni e, soprattutto, per le Forze dell’Ordine, costrette a turni massacranti per garantire un minimo di sicurezza ai cittadini, complice un fiscal compact che impedisce nuove assunzioni.
    Oltre alla sicurezza fisica dei cittadini è in gioco (ma di questo, naturalmente, nessuno parla!) anche la salute collettiva, considerate le malattie debellate da decenni in Europa, che i migranti stanno reintroducendo in Italia.
    Nel settembre 2014 fecero molto scalpore i casi di scabbia tra i poliziotti di Padova e si parlò addirittura di sciopero delle Forze dell’Ordine perché il personale veniva mandato allo sbaraglio, senza neanche i guanti di protezione o le istruzioni relative alle precauzioni di base da adottare al fine di evitare contagi.
    Ogni giorno che passa il problema sanitario, nonostante che nessuno ne parli, sta diventando sempre più grande!
    Si pensi alle migranti che per avere denaro facile, hanno capito che nonostante la crisi dell’economia italiana, esiste un mestiere, il più antico del mondo, che consente di guadagnare soldi a palate e che non ha mai crisi!
    I loro “clienti” decisamente non mi fanno pena; mi preoccupano invece i colleghi di tutte le Forze dell’Ordine che per lavoro devono trattare e, spesso, avere contatto fisico – loro malgrado – con i “nuovi arrivati”.
    Il pericolo principale, al di là della TBC ed altre malattie infettive di una certa importanza, è la scabbia.
    Portare addosso guanti in lattice usa e getta è, ad avviso di chi scrive, di grande importanza visto che si vive alla giornata e non si sa mai cosa può accadere e con chi si avrà a che fare durante ogni turno di servizio.

    La scabbia è una malattia contagiosa causata da un parassita della pelle, il Sarcoptes scabiei, un acaro invisibile a occhio nudo. Le femmine scavano “cunicoli” sotto lo strato superficiale della cute umana (epidermide) e vi depongono le uova. Queste si schiudono dopo 3-4 giorni, dando origine a larve, che scavano ulteriori  cunicoli ove raggiungono lo stato adulto. Normalmente è possibile rinvenire da 10 a 15 cunicoli in un individuo malato.
    Si  trasmette tramite contatti  (alcuni sostengono prolungati, ma, vista la vicenda dei poliziotti di Padova avrei qualche dubbio!)  con  una  persona  infestata  o con lenzuola e indumenti contaminati.
    In genere dopo 2-6 settimane dal contagio si manifesta il sintomo più tipico: un prurito  intenso, specialmente notturno. Sulla cute compaiono lesioni di vario tipo: piccole chiazze rosse in rilievo (papule), vescicole, lesioni lineari sottili e lunghe fino a 5 o 10 mm, arrossate e rilevate, corrispondenti ai cunicoli  scavati dall’acaro. Le zone più frequentemente colpite sono le mani e i piedi (regioni palmo-plantari, spazi interdigitali), i polsi, i gomiti, le ascelle, le regioni al di sotto delle mammelle, l’addome (zona periombelicale), i genitali maschili e i glutei.
    Il fastidio è tanto insopportabile che il paziente, grattandosi eccessivamente, finisce per  ferirsi  la  pelle  con  comparsa  di  croste  (lesioni  da  grattamento),  che  possono ulteriormente essere infettate da altri batteri (stafilococco o streptococco).

    La buona notizia
    Naturalmente nessuna Forza di Polizia potrà fare nulla per impedire gli sbarchi dei migranti, né che le nostre città vengano invase da poveri cristi che fuggono dalle guerre e/o da furbi benestanti africani (quelli, per capirci,  che rifiutano il nostro cibo, dicono che i nostri alberghi con piscina fanno schifo, vogliono il wi-fi, vestiti  e scarpe firmate, smartphone, etc.) che inevitabilmente creeranno problemi di sicurezza e, soprattutto, di salute pubblica.
    In attesa che gli italiani decidano per una nuova classe politica più capace dell’attuale, la parola d’ordine per le Forze di Polizia è, sicuramente, “limitare i danni”.
    E come fare?
    Per i contagi cutanei quello che sto per scrivere potrebbe sembrare l’uovo di Colombo ma è una realtà.

    Anche se il Ministero della Salute si è guardato bene dal renderlo noto (e che ci sia stato dolo esistono le prove!!!) da qualche anno è presente in Italia un rimedio che costa letteralmente pochi euro, in grado di guarire in soli 45 secondi la scabbia (sì, avete letto bene!)  e altre 100 patologie della pelle, compreso il Papilloma virus; questo rimedio si chiama “ipoclorito di sodio”.

    E’ una scoperta dell’ematologo Dott. Gilberto Ruffini, una persona da premio nobel, che ha brevettato il frutto di anni di ricerche per impedirne lo sfruttamento economico da parte delle multinazionali farmaceutiche ma consentendolo al privato cittadino che potrà ora curare in pochissimo tempo oltre il 90% delle malattie della pelle con una spesa irrisoria di circa 8/9 euro.

    Chi segue il mio blog sa che non scrivo mai nulla senza esserne certo o senza essermi documentato.

    Io stesso ho usato l’ipoclorito di sodio al 14% per curare una psoriasi da stress che da anni portavo sotto i gomiti, con solo tre applicazioni di un minuto ciascuna, suddivise in 5 giorni. La psoriasi è scomparsa da 9 mesi!

    Il Dottor Ruffini ha scritto un libro intitolato “Curarsi con la candeggina? Guida pratica al metodo Ruffini, per trattare oltre 100 malattie con meno di un euro” che  ho avuto modo di leggere e di prestare ad un amico medico il quale mi ha detto, dopo pochi mesi, di aver risolto parecchi problemi cutanei di diversi suoi pazienti.
    Nel manuale sono riportate le patologie e i tempi di applicazione del prodotto; in genere l’applicazione è di 45 secondi e subito dopo occorre lavare con acqua di rubinetto.
    Per tantissime patologia è sufficiente una sola applicazione per risolvere il problema!
    Quindi se qualche collega dovesse avere il dubbio di essere stato contagiato da scabbia o altre patologie della pelle durante gli interventi di servizio, una semplice applicazione di ipoclorito di sodio secondo il metodo del Dott. Ruffini è in grado di risolvere definitivamente il problema.

    Pocanzi ho scritto di malafede da parte del Ministero della salute riguardo a questa scoperta e, naturalmente, pubblico le prove.

    Da tempo il Dottor Ruffini sta cercando di interessare il Ministro competente e gli alti vertici  della Sanità perché la sua scoperta, che cederebbe gratis, potrebbe far risparmiare allo Stato italiano  letteralmente milioni di euro ogni anno.
    Pensate: anziché tagliare servizi e posti letto negli ospedali, come il bravo Renzi sta facendo e continuerà a fare, si potrebbero eliminare le costosissime terapie dermatologiche, visto che il 90% di queste possono essere sostituite con il semplice ipoclorito di sodio, e i malati guarirebbero in maniera definitiva!

    Naturalmente nessuno ha risposto agli appelli di questo Dottore, molto probabilmente perché (sarebbe più corretto scrivere: “sicuramente perché”!) dietro alla sanità italiana girano talmente tanti interessi economici, tanti finanziamenti ai partiti, che tutti i politici si guardano bene dall’intervenire!
    Considerata l’importanza di questa scoperta, vi chiedo la cortesia di far girare questo articoloper dare a tutti, colleghi e non,  l’opportunità di potersi curare con successo praticamente quasi gratis!

    Di seguito troverete l’appello scritto dal Dott. Gilberto Ruffini che vi invito a leggere e a pubblicare dove volete.

    Piero Nuciari
    www.pieronuciari.it

    CERCO CHI MI POSSA AIUTARE SCRIVENDO LUI STESSO O DICENDOMI COME FARE A RICEVERE UNA RISPOSTA SU QUESTO SCRITTO CHE RIPORTO INTEGRALMENTE GRAZIE :
    Varese – Roma 20 – Marzo – 2016
    Sono dr. Gilberto Ruffini Medico Ematologo di Varese, titolare dell’ omologo “Metodo Ruffini” di interesse dermatologico. E’ da Settembre 2015 che attendo una risposta …. va bene essere certamente deriso e con sufficienza dare la tara ma almeno una risposta … sono un Ematologo con decenni di esperienza non un ciarlatano. 2300 sono le testimonianze anche fotografiche firmate in mio possesso su 14 000 membri in fb. Inoltre, il Ministero della Salute nella persona del Ministro Lorenzin ed il suo staff, oggi, per dimostrare attenzione ed educatamente neanche rispondere, cosa ha da proporre di meglio e GRATUITAMENTE ai cittadini sofferenti su queste patologie ? 
    Acne vulgaris  
    Actinomyces  
    Aphthae  
    Burns  
    Burulì ulcer  
    Candida
    Cutaneous larva migrans  
    Dandruff or Pityriasis Capitis  
    Diabetic foot infected  
    Donovanosis  
    Intertrigo  
    Fistula for infection
    Folliculitis decalvans  
    Herpes Simplex  
    Herpes Varicella Zoster  
    HPV  
    Mite folliculorum  
    Molluscum Contagiosum  
    MRSA cutaneus  
    Onychomycosis  
    Paronychia  
    Parasites  
    Pimples  
    Jellyfish  
    Scabies  
    Seborrheic dermatitis  
    Tinea all  
    Tinea versicolor  
    Trichosporon cutaneous  
    washing dental prosthesis  
    Wound  
    Acne vulgaris  
    Actinomyces  
    Aphthae  
    Burns  
    Burulì ulcer  
    Candida
    Cutaneous larva migrans  
    Dandruff or Pityriasis Capitis  
    Diabetic foot  
    Donovanosis  
    Intertrigo  
    Fistula for infection
    Folliculitis decalvans  
    Herpes Simplex  
    Herpes Varicella Zoster  
    HPV  
    Mite folliculorum  
    Molluscum Contagiosum  
    MRSA cutaneus  
    Onychomycosis  
    Paronychia  
    Parasites  
    Pimples  
    Jellyfish  
    Scabies  
    Seborrheic dermatitis  
    Tinea all  
    Tinea versicolor  
    Trichosporon cutaneous  
    washing dental prosthesis  
    Wound 

    Quante sofferenze e soldi risparmiati dai cittadini e dallo Stato ! Sono veramente amareggiato nel pensare a quante vite potrebbero essere risparmiate. C’ è da pentirsi ad essere un medico italiano, medici soventemente trattati se qualcuno apre bocca da incolti visionari, ciarlatani e, se non introdotti nei giochi di certe regole non scritte, additati pure come furbi truffatori. Viceversa a queste facili illazioni, questa figura di medico indegna, studia cercando di far vivere meglio chi soffre, venendo ripagato come non degno di neanche una risposta. E’ imbarazzante vedere che dopo anni e innumerevoli lettere e avvisi qua e là per le Istituzioni sanitarie italiane come al Ministero della salute ai tempi del prof. U. Veronesi e Sirchia o al direttore dell’ ISS prof. Benagiano e ancora prof. Cassone, oltre che sommarie risposte di circostanza, non ci sia stato un serio contradditorio come all’ estero succede ma solo risibili sufficienze. Questo comportamento condannabile, ha vietato per lunghissimi anni a tutti i cittadini italiani di venire a conoscenza di questa fantastica opportunità a costo 0 … Ho persino scritto al Governo di allora ma, nessuna risposta e dunque tanti dubbi mi sorgono circa una solidale conduzione di chi è messo lì apposta dallo Stato a proteggere al meglio la nostra salute e … il portafoglio di entrambi …. bisognosi e Stato. Di cosa sto parlando ? Di una molecola semplicissima : Ipoclorito di Sodio di formula NaOCl notoriamente dal costo irrisorio, quanta e quante sofferenze unite a tanti soldi risparmiati ! Nel mentre che legge questa “ridicola” novità perditempo molto nociva ai produttori di farmaci, migliaia di serissimi Ricercatori in tutto il mondo stanno studiando l’ Ipoclorito di Sodio per accrescere il benessere dei propri cittadini e di forte risparmio economico del proprio Paese. Noi no, nel frattempo immagino solo risatine e silenzi, continuando imperterriti a farci bagnare il naso, mentre migliaia di testimonianze fotografiche e/o semplicemente scritte, continuamente si sommano e che qui non riporto solo per evidenti ragioni di spazio ma sempre disponibili, così l’ abbondante bibliografia mondiale già dall’ anno scorso inviata. Unitamente, inoltre, se desidera, può leggere la descrizione in inglese nel testo universitario su “Microbiology” a cura di Mendez 1119 pagg. di cui 10 dedicate al metodo Ruffini (uno studio indipendente) per trovare crediti sull’ uso medico dell’ Ipoclorito e su di me. D’ altronde la medicina non si basa sulle evidenze ? Certo di una sua sensibile attenzione.
    Con cordialità dr. Gilberto Ruffini INDIRIZZO : INDUNO OLONA Via Capelletta 68/A(Varese) email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

    RINGRAZIO CHIUNQUE MI DARA’ UNA MANO
    dr Gilberto Ruffini –  www.metodoruffini.it
  • INCHIESTA SUL GARDASIL IL VACCINO CONTRO IL PAPILLOMAVIRUS (HPV)




    (articolo di Patrizia Marini)

    Paolo Bonanni (Dipartimento di Scienze della Salute – Università degli Studi di Firenze) in un articolo pubblicato il 14 gennaio su ‘Il Sole 24 ore’ afferma:
    “….. è paradossale notare la spasmodica attesa da parte della popolazione di rimedi terapeutici contro il cancro, e vedere che quando una misura in grado di prevenire del tutto (non curare!) l'80% dei casi di un cancro mortale come quello del collo dell'utero, vi sia un terzo di genitori e ragazze che ritengono tale offerta non interessante….. è cruciale sottolineare l'importanza di aderire all'offerta per l'età adolescenziale del vaccino contro il Papilloma Virus, oggi effettuato da meno del 70% delle ragazze dodicenni”.

    Link:
    http://www.sanita.ilsole24ore.com/…/vaccini-promesse-salute…

    Chissà come mai questa scarsa adesione….. Forse perché la gente non è scema? E dunque si è accorta che il gioco non vale la candela?
    Perché tanta enfasi su questo vaccino?
    In un raro esempio di giornalismo al servizio dei "consumatori", alla TV svizzera italiana (RSI) durante la trasmissione Falò è andato in onda un servizio che si pone delle domande sul Gardasil, il chiacchierato vaccino per il papilloma virus, il cui utilizzo viene rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.
    Ma come funzionano i vaccini contro il papillomavirus? Sono efficaci? Necessari? Innocui? Rischiosi?
    E perché il "mercato" dei vaccini sembra allargarsi sempre più?
    Questi sono alcuni dei temi che sono stati affrontati nel servizio, facendo le domande ad esperti del settore oltre che ovviamente ai diretti interessati.
    Le risposte sono sicuramente interessanti e potrebbero stupire i più…
    Il dr Spinosa, ginecologo e chirurgo dice che tutti gli studi scientifici sul Gardasil sono stati realizzati con il denaro dei produttori del vaccino (nel qual caso la Merck). E questo è preoccupante.
    “Vaccinatevi contro il cancro” ci dicono… Innanzitutto, va detto che il vaccino in questione NON è un vaccino contro il cancro, per il quale viene spacciato, ma contro il papilloma virus (HPV).
    Il problema è che negli studi Gardasil non ha potuto dimostrare di prevenire neanche un solo cancro; ha mostrato efficacia sulle lesioni pre-cancerose, ma ci vogliono fino a 20 anni perché si sviluppi un tumore del genere e quindi avremo solo fra vent’anni la prova pratica che questo vaccino davvero previene il cancro. 
    E’ una delle tante domande ancora aperte su questo vaccino, perché anche sulla sicurezza, dipende da come si interpretano i dati…
    Il farmacologo Jerome Biollaz, dice che a causa degli effetti indesiderati il 2per mille delle pazienti è dovuta ritirarsi dagli studi clinici e quando questo accade, non si tratta mai di effetti collaterali di poco conto…
    E’ una percentuale importante. Sarebbe un piccolo numero per un farmaco contro il cancro, però visto che qui parliamo di ragazze per definizione SANE, anche se è piccolo è un numero molto, troppo grande.
    Quando si valuta la bontà di un farmaco o di un vaccino si ragiona in termini relativi: se il beneficio aspettato è grande, si possono mettere in conto rischi importanti, ma se l’efficacia è bassa o dubbia, anche una piccola percentuale di effetti indesiderati gravi è considerata inaccettabile.
    Non ci dicono che il papilloma virus è curabile con il Metodo Ruffini e il cancro al collo dell’utero è prevenibile con un semplice pap-test effettuato dal ginecologo ogni due-tre anni!

    VIDEO: DALLA PARTE DELLE BAMBINE (durata min. 31:22)

    Inchiesta fatta dalla trasmissione Falò della RSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) sui tanti dubbi intorno al vaccino Gardasil contro il papilloma virus (HPV), rimborsato dal Servizio Nazionale Sanitario.
    E proposto alle ragazze fra i 9 e gli 11 anni
    Link: http://youtu.be/oX8u2OxzfnM

    Trovate la video-inchiesta anche qui:
    http://vimeo.com/85711146
  • La vaccinazione contro il Papillomavirus (HPV)

    VACCINAZIONE CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS



    In questo articolo si legge:

    … Dal 2012, hanno ricordato gli autori, le linee guida di molti paesi sono cambiate, e oggi prevedono un Pap test ogni tre anni a partire dai 21 anni, combinato con l’esame per la ricerca del DNA virale ogni cinque anni, iniziando dai 30; nessuna delle linee guida distingue tra donne immunizzate e no.

    <<Oggi, invece, tale distinzione inizia a essere necessaria, per permettere a tutte le donne vaccinate di evitare controlli inutili, e ai sistemi sanitari di risparmiare molto denaro, aumentando al tempo stesso le percentuali di successo delle campagne vaccinali, che diventerebbero molto più mirate. >>

    QUESTA E’ FOLLIA ALLO STATO PURO!
    La vaccinazione anti-HPV, pubblicizzata pure come vaccinazione contro il cancro del collo dell'utero previene il virus HPV, non il cancro del collo uterino.
    Sappiamo bene che se si è immunizzati contro i ceppi più frequenti di HPV non lo si è per nulla nei confronti di tutti gli altri.
    Non solo. Proprio l'assenza di protezione nei confronti di altri ceppi pericolosi del virus, rende consigliabile in ogni caso l'effettuazione periodica del Pap-test, a prescindere dalla vaccinazione.
    E visto che se una donna effettua gli esami previsti per lo screening, la possibilità di arrivare ad avere un tumore del collo dell'utero in fase avanzata ed incurabile è praticamente nulla, il vantaggio della vaccinazione a questo punto è minimo, bassissimo.
    Ceppi ad alto rischio di malignità sono per esempio i ceppi 16, 18, 31, 33, 35 (ma c'è evidenza che solo il 16 sia sempre e sicuramente cancerogeno) ma anche altri hanno un certo rischio di causare tumore maligno (come il 45, il 51, il 52, ed altri). Tanti altri ceppi di HPV sono considerati innocui.
    La maggioranza dei tumori del collo uterino in fase iniziale o poco avanzata regrediscono spontaneamente, quelli più avanzati invece non regrediscono quasi mai.
    Riuscire quindi a scoprire un tumore in fase molto iniziale con il Pap-test e poi capire che tipo di HPV lo ha causato può essere fondamentale. Una donna, seppur vaccinata, non può sentirsi assolutamente protetta e deve necessariamente continuare ad effettuare i programmi di controllo e screening. Vi è anzi il pericolo che donne vaccinate, sentendosi protette dalla vaccinazione, sottostimino il pericolo e abbandonino i controlli diventando potenzialmente a rischio.

    FONTE: http://www.repubblica.it/oncologia/prevenzione/2016/11/16/news/papilloma_le_regole_per_vincere-152118053/?ref=fbpr&ch_id=sfbk&src_id=0001&g_id=1&atier_id=00&ktgt=sfbk0001100

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