Curarsi con la candeggina?

Ecco tutti i possibili impieghi del "metodo Ruffini"

martedì 24 giugno 2014, 16:15


Herpesfuoco di Sant’Antoniocandidapapilloma virus, funghi di pelle e unghie, punture di vespe, ustioni da meduse e scottature domestiche. Sono solo alcuni dei problemi trattabili col Metodo Ruffini. Esce in questi giorni Curarsi con la candeggina? Guida pratica al Metodo Ruffini per trattare oltre 100 malattie con meno di un euro, il manuale ufficiale della terapia, scritto dal suo fondatore, Gilberto Ruffini, medico ematologo, e dal giornalista Valerio Droga. Il metodo, com’è noto, tratta oltre 100 patologie di pelle e mucose con l’ipoclorito di sodio, un componente della comune candeggina.

“Abbiamo scelto un titolo volutamente provocatorio – spiegano i due autori – partendo proprio dall’accusa più comune e al tempo stesso dozzinale che viene rivolta al metodo. Lo scopo è accogliere la critica e farne il punto di forza per attrarre l’attenzione e potere diffondere il più possibile la conoscenza di una cura tanto economica ed efficace“. Grazie alle enormi potenzialità dell’ipoclorito di sodio, infatti, anche con una sola applicazione si può dire addio a malattie spesso insidiose e resistenti ai metodi tradizionali.

L’impostazione del manuale è squisitamente pratica, con un approccio friendly che lo rende adatto non solo ai medici ma anche al lettore comune. Per ogni problema di salute trattabile col metodo è stata preparata una scheda tecnica, in cui viene spiegato dettagliatamente come applicare l’ipoclorito, in che percentuale, quanto tempo lasciarlo agire, se risciacquare e quante volte eventualmente ripetere il trattamento. Il metodo, brevettato dal dottor Ruffini nel 1996, sta avendo un’ampia diffusione attraverso i canali meno convenzionali, il social web in primo luogo, grazie soprattutto all’impegno divulgativo di Paolo Ruffini, figlio del fondatore, e alle numerosissime testimonianze di utenti e medici, arricchite da prove fotografiche.

Accanto a queste attestazioni di efficacia, giungono anche numerose richieste di istruzioni, per sapere se sia possibile applicare il metodo al proprio caso e, nell’eventualità, come farlo. Ed è proprio per dar loro una risposta che nasce il libro. “Questo, tuttavia, – ammonisce il dottor Ruffini – non può prescindere dalla diagnosi di un medico. Se in alcuni casi è possibile l’auto trattamento, in nessuno l’auto diagnosi”.

L’ipoclorito di sodio (NaOCl) è una molecola già in uso in molti ambiti medici, come testimonia unaricchissima bibliografia scientifica, ma per la prima volta viene applicata a un così ampio raggio di patologie. Secondo quanto sostiene il dottor Ruffini, questa sostanza, venendo a contatto con la parete cellulare dell’agente patogeno si trasforma in acido ipocloroso (HoCl), che è il vero principio attivo, la demolisce e, come in un assalto a una città fortificata, dopo aver fatto breccia nelle mura, va dritto al “castello”, distruggendone cioè il dna. È così che annienta tutti i virusbatterifunghiprotozoi e parassiti che incontra sulla sua strada. Inoltre riesce a innescare una reazione a catena acido-base, neutralizzando veleni e sostanze urticanti. Infine, aggiunge Ruffini, l’ipoclorito stimola la rigenerazione della membrana extracellulare, tornando utile, per esempio, nella rimarginazione delle ferite. Il metodo si basa sull’applicazione esclusivamente topica (mai sistemica) di ipoclorito di sodio dal 6 al 12 per cento, a seconda della fattispecie da curare.

Il manuale spiega, tra le altre cose, come diluirlo in giusta percentuale e come conservarlodove acquistarlo, ma anche come poterlo usare per l’igiene personale quotidiana e per disinfettare gli ambienti domestici. Si è voluto, poi, dedicare un piccolo capitolo alla cura dei nostri amici a quattro zampe.

Accompagneranno la lettura del libro i disegni di Ypo, la personificazione grafica della molecola, fuoriusciti dalla fantasia e la matita di Valerio Droga. A impreziosire la pubblicazione, la vita di Gilberto Ruffini, vista dagli occhi del figlio Paolo, un approfondimento della naturopata Patrizia Marini, che spiega come l’ipoclorito possa tornare molto utile nella lotta ai batteri killer, la testimonianza professionale della ginecologa Elena Villani e quelle di oltre cinquanta utenti.

“Curarsi con la candeggina?” può essere acquistato o anche letto gratuitamente all’indirizzo goo.gl/bNzeEe. Gli autori si rendono disponibili a valutare un’eventuale nuova offerta editoriale.

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